Piazza Rossa – Via Monti

Sabato 12 maggio è avvenuto un fatto importantissimo; per la prima volta da novembre, da quando si è insediato il Governo Monti, una forza politica è scesa in piazza ed ha sfilato per le vie di Roma per manifestare il dissenso verso le politiche di rigore che finora hanno condotto l’Italia verso la recessione e la popolazione verso la disperazione e il disagio sociale.

Federazione della Sinistra (PRC PdCI)Quarantamila compagne e compagni sono arrivati a Roma da tutta Italia per sfilare lungo le strade, quarantamila sono giunti al Colosseo per ascoltare le parole dei segretari di Rifondazione Comunista e Comunisti Italiani Paolo Ferrero ed Oliviero Diliberto: parole che accusavano il Governo di “macelleria sociale” e di servilismo nei confronti di banche e finanza internazionale ma anche della volontà di un popolo di risollevarsi, di tenere la testa alta di fronte ai padroni e di ripartire da solide basi sociali ed economiche. Questa critica oltre che al Governo Monti viene rivolta dalla sinistra italiana anche a quelle forze che si dichiarano social-democratiche (come il Partito Democratico) ma che nei fatti, in nome di una non meglio specificata “responsabilità nazionale”, partecipano quotidianamente all’esaustione della popolazione italiana peggiorando la legge sulle pensioni, facilitando i licenziamenti e depauperizzando i lavoratori dei diritti acquisiti, collaborando al taglio dello stato sociale, votando il fiscal compact o il pareggio di bilancio in Costituzione e tutto in nome di un europeismo ed un rigore che strizzano l’occhio solo al potere del capitalismo e della finanza, di quei padroni che dovrebbero essere il naturale avversario di un partito che si proclama di sinistra (seppur di centro): gli elettori del centro-sinistra devono comprendere che chi si proclama come loro difensore non può permettersi di allearsi e stringere patti con i padroni, con la componente sociale oppressiva della classe lavoratrice!!

12 maggio 2012 RomaLa strada per noi comunisti è chiara ed è stata ribadita dai nostri compagni greci di Syriza, dai compagni francesi del Pcf, da compagni portoghesi e di altre nazioni in Europa: si deve costituire un fronte unito della Sinistra popolare anti-capitalista ed anti-rigore; i risultati positivi in Francia, in Grecia ed in Spagna dimostrano che le persone, i cittadini, sentono la necessità di un cambiamento nelle politiche nazionali ed internazionali.
Se in Italia non coglieremo tale volontà di cambiamento metteremo il malcontento popolare in mano a personaggi ambigui e populisti o addirittura anti-democratici (come il caso di Alba Dorata in Grecia): è necessaria una svolta unitaria che aggreghi non solo i partiti di opposizione ma anche i movimenti (No Debito, Acqua Pubblica, No TAV che sabato erano presenti dimostrando l’unione fra la Federazione della Sinistra e le istanze territoriali e popolari) ed i sindacati in un fronte compatto che possa collaborare con i suoi corrispettivi europei e cambiare l’assetto continentale ad oggi troppo incentrato su un’unione puramente monetaria, capitalistica e liberale.

Roma 12 Maggio Federazione della SinistraIl nostro appello lo rivolgiamo soprattutto a chi troppo spesso guarda in direzione di un centro-sinistra asservito ormai alla borghesia imprenditoriale: sabato l’Italia dei Valori era presente sul palco con una delegazione, le due vittorie in due anni di Napoli e Palermo hanno dimostrato che si può creare una forza che vada oltre il pensiero unico imperante di bipolarismo monocolore.
Riteniamo che anche i compagni di SEL debbano spingere la dirigenza del loro partito verso il fronte della Sinistra unitaria, l’approccio moderatistico di un’alleanza centro-socialdemocratica deve ritenersi tramontato, seppellito dalle riforme del Governo Monti, dal rigore della Merkel, dai ricatti e dalle minacce di una finanza europea che spreme il sangue dei cittadini pur di non un rinunciare al suo profitto!

E’ tempo di sostituire alla foto di Vasto quello di sabato a Roma!

Un’ultima nota la meritano gli organi di informazione, pochissimi hanno parlato della manifestazione prima e pochissimi lo hanno fatto dopo; spicca nel novero dei silenti “L’Unità” (almeno nella sua versione on-line): è ben triste che il giornale fondato da Antonio Gramsci non si prenda neanche la briga di “citare” una manifestazione della sinistra italiana; la sua indifferenza avrebbe di certo disgustato il suo noto fondatore.

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