Ospedale San Giuseppe – Cosa fa il sindaco?

Palazzo_Colonna_MarinoNessuna risposta giunge dal Comune o dalla Regione in merito alla sorte dell’ospedale SancGiuseppe di Marino, nonostante l’impegno congiunto di tutti i partiti marinesi che ha portato il sindaco, Adriano Palozzi, a scrivere una lettera al Commissario Bondi chiedendo un incontro per chiarire la situazione della sanità all’interno del nostro Comune.

Visto il mancato incontro con il Commissario regionale alla sanità del Lazio, l’aggravarsi della situazione dell’Ospedale e l’ormai imminente chiusura del reparto di Ostetricia e Ginecologia, assistiamo con sgomento al totale silenzio di Palazzo Colonna.
Il partito della Rifondazione Comunista sollecita ulteriormente il Sindaco e la Giunta ad adoperarsi attivamente in difesa della salute dei cittadini marinesi poiché o l’amministrazione comunale ha la forza e l’impegno adeguati per difendere radicalmente e senza infingimenti l’ospedale marinese e con esso il diritto alla salute, oppure tutte le dichiarazioni fatte nei mesi scorsi dal sindaco e dai suoi si devono considerare di fatto sterile propaganda populista, dichiarazioni vuote senza reale prospettiva politica, illusioni date alla cittadinanza preoccupata.

Ospedale MarinoIl Partito della Rifondazione Comunista sosterrà sempre le giuste lotte civili dei propri concittadini come ha fatto fino ad ora ritenendo nostro principale compito vigilare e difendere la libertà e i diritti della collettività.

Annunci

Le primarie del centro-sinistra sono una cosa seria

Questa sera su Sky ci sarà il primo confronto fra i partecipanti del centro-sinistra: la formula accettata da tutti i partecipanti prevede delle domande a cui bisognerà dare una risposta di un minuti e mezzo con conto alla rovescia annesso, ci è per ora ignoto il premio finale e se sarà possibile il raddoppio o l’aiuto a casa. Continua a leggere

Paolo Ferrero: per una politica di sinistra

Versione integrale dell’intervento di Paolo Ferrero, segretario di Rifondazione Comunista, al video-forum di Repubblica

http://video.repubblica.it/politica/paolo-ferrero-il-videoforum-integrale/109445/107830?ref=NRCT-45641619-3

 

 

Ripartiamo dai lavoratori

9 giugno 2012Sabato 9 si è svolta l’assemblea in cui la FIOM ha chiamato le forze di centro-sinistra ad esprimersi su quello che può divenintare, con opportune integrazioni, il nucleo del nuovo programma di una sinistra che finalmente faccia valere i suoi valori anti-capitalistici e vicini al mondo dei lavoratori.

  1. Legge sulla rappresentanza sindacale. L’unità sindacale sarebbe una buona cosa,ma quando non c’è – come oggi – i lavoratori debbono avere il diritto di scegliersi il sindacato e soprattutto di votare accordi e contratti che poi loro saranno chiamati a rispettare. Il rischio, altrimenti, è che le aziende si scelgano o si facciano il loro sindacato finto.
  2. Cancellazione dell’art. 8. La «manovra d’agosto» di Berlusconi-Sacconi ha inserito una bomba a tempo nelle relazioni industriali, con questo articolo che consente agli accordi aziendali – firmati magari da sindacati di comodo – di andare «in deroga ai contratti e alle leggi». Anti-costituzionale, ma conservata da Monti.
  3. No a questa riforma del mercato del lavoro. L’art. 18 è stato svuotato completamente, togliendo la possibilità reale del reintegro (al contrario di quanto sostengono sia il Pd che Susanna Camusso). Va ripristinato nella sua forma originaria ed esteso, perché da questo dipende il diritto del singolo lavoratore di poter aprire bocca e di fare il delegato senza timori. Va ridotto drasticamente il lavoro precario; introdurre il principio che a parità di lavoro emansione ci deve essere parità di salario e diritti.
  4. Ammortizzatori sociali. Vanno estesi, non ridotti (come sta facendo il Parlamento); le risorse vanno trovate facendo pagare il contributo anche a quelle categorie economiche che oggi non hanno la cig. A questo si deve aggiungere il Reddito di cittadinanza, un principio europeo che il nostro paese non ha mai reso attivo, che può garantire il diritto allo studio e ridurre il ricatto sul salario. Continua a leggere

Un salto di qualità

Roma 12 Maggio Federazione della SinistraLa Direzione nazionale di Rifondazione Comunista ringrazia tutti i compagni e le compagne che hanno messo tutto il loro impegno nella campagna elettorale delle amministrative e nella piena riuscita della manifestazione del 12 maggio. Non si tratta di un ringraziamento rituale ma della piena consapevolezza che la nostra forza risiede nella libera adesione e nel lavoro gratuito che migliaia e migliaia di compagni e compagne danno al nostro partito.
Il risultato della tornata elettorale e la drammatica situazione in cui versa il paese ci chiedono un deciso salto di qualità nel lavoro politico. Il risultato elettorale di tenuta e l’ottima riuscita della manifestazione del 12 maggio ci permettono di affrontare questo compito con maggiore serenità e con la necessaria determinazione. Continua a leggere

Piazza Rossa – Via Monti

Sabato 12 maggio è avvenuto un fatto importantissimo; per la prima volta da novembre, da quando si è insediato il Governo Monti, una forza politica è scesa in piazza ed ha sfilato per le vie di Roma per manifestare il dissenso verso le politiche di rigore che finora hanno condotto l’Italia verso la recessione e la popolazione verso la disperazione e il disagio sociale.

Federazione della Sinistra (PRC PdCI)Quarantamila compagne e compagni sono arrivati a Roma da tutta Italia per sfilare lungo le strade, quarantamila sono giunti al Colosseo per ascoltare le parole dei segretari di Rifondazione Comunista e Comunisti Italiani Paolo Ferrero ed Oliviero Diliberto: parole che accusavano il Governo di “macelleria sociale” e di servilismo nei confronti di banche e finanza internazionale ma anche della volontà di un popolo di risollevarsi, di tenere la testa alta di fronte ai padroni e di ripartire da solide basi sociali ed economiche. Continua a leggere

Gridiamoglielo in piazza

Sabato 12 Maggio ore 14:00 Piazza della Repubblica

Mai come in questo momento la Costituzione della Repubblica rischia di essere travolta a partire dall’articolo 1: “L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro”. Continua a leggere