I candidati di Rivoluzione Civile a Marino

rivoluzione civile marino 2Ieri si è svolta nella sede di Rifondazione Comunista a Marino (piazza Daniele Manin) la presentazione dei candidati della lista Rivoluzione Civile per le elezioni regionali e nazionali.

rivoluzione civile marinoRingraziamo i candidati per la bellissima iniziativa e per il dibattito che si è svolto perché si è incentrato prettamente sui contenuti programmatici della nostra lista.
L’unica lista che propone seriamente un programma di Governo per andare oltre la crisi del capitalismo, che affronta le problematiche del lavoro e del precariato, della necessità di dare risalto ai valori sociali ed antifascisti della Costituzione.

rivoluzione civile marino 3Ringraziamo pertanto Maurizio Spezzano, Fabio Nobile, Ugo Onorati, Enrico del Vescovo e Marco Bizzoni che hanno animato la discussione politica: in una campagna elettorale in cui gli altri partiti si occupano solo di puntare il dito accusatorio verso l’avversario ed incitano al voto utile ieri abbiamo potuto assistere ad una vera discussione sui programmi: trattati europei da cancellare, sanità pubblica da preservare, scuola pubblica da rafforzare e valorizzare, ambiente e legalità come punti fondamentali dello sviluppo civile, beni comuni come acqua e territorio da rivalutare come ricchezza di tutti.

rivoluzione civile marino 4Senza infingimenti, senza nessuna idea di trasformismo ma con la convinzione che la crisi causata del capitalismo può essere superata solo una risposta sociale che riporti il ruolo dello Stato ad essere il motore e la guida dello sviluppo non solo economico ma anche sociale: un messaggio che si rivolge ai cittadini e alle classe meno agiate, le uniche che hanno pagato la crisi.

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Gettare la maschera

bersani_montiDi fronte alle sparate populiste di Berlusconi Bersani e il PD getta finalmente la maschera e dopo un paio di settimane di serrati attacchi a Monti e al suo schieramento inizia ad intavolare con il presidente del Consiglio delle trattative per andare al Governo insieme. Continua a leggere

Il programma giusto

In pochi giorni di campagna elettorale Rivoluzione Civile sta avanzando nei sondaggi elettorali che ci danno al 5% delle preferenze.

ingroia fotoA fronte della nostra crescita aumentano esponenzialmente gli attacchi da parte delle altre forze elettorali, e di persone vicine a tali forze, che cercano di screditare il percorso che insieme a Ingroia abbiamo scelto per riportare in Italia  una crescita equa ed improntata ad un sociale intervento dello Stato nella situazione economica.

Le dichiarazione della Bocassini e di Saviano, che hanno ricevuto una pronta replica da Ingroia, unite al richiamo al voto utile sono una rappresentazione di come i partiti che sin qui hanno portato l’Italia nella più nera recessione abbiano deciso di contrastare il nostro programma non sugli argomenti ma facendo appello a questioni sterili e infruttuose.

L’assenza degli attacchi sui punti programmatici di Rivoluzione Civile può avere una sola chiave di lettura: forse che le nostre idee per cambiare l’Italia sono inattacabili?
I nostri programmi non trovano contestazioni in chi continua a proporre solo impoverimento della classe lavoratrice: siamo gli unici nello scenario politico che mettono in discussione il modello capitalistico e liberista che gli altri partiti avallano eppure nessuno propone un modello alternativo al nostro.

Rivoluzione Civile è l’unica forza che vuole rivedere gli accordi repressivi del Fiscal Compact ma su questo le altre forze svicolano il dibattitto, nessuna replica alla nostra proposta dipatrimoniale per riequilabrare il divario sociale ed economico, nessuna proposta contro la nostra idea di ripristinare l’articolo 18 e cancellare la riforma delle pensioni.
Silenzio sulla nostra volontà di combattere corruzione, evasione e criminalità recuperando 150 miliardi per rilanciare scuola, sanità e lavoro.

Gli attacchi populistici devono indicare ai cittadini che la strada da noi scelta è quella giusta: che il futuro dell’Italia passa attraverso il lavoro, i sindacati e la lotta al profitto e la nostra Rivoluzione Civile

prc + ingroia

Mille firme per le primarie dei lavoratori

Domenica 25 le primarie dei lavoratori hanno fruttato la raccolta di oltre 1000 firme per la campagna referendaria su articolo 18, art. 8 e cancellazione della riforma Fornero sulle pensioni.

I banchetti per i referendum sono stati presenti nelle piazze di Ariccia, Albano, Nettuno, Anzio Labico e di tanti altri paesi dei Castelli Romani e della Litoranea.

C’è stata dunque una partecipazione popolare che difficilmente potrà essere conosciuta attraverso la lettura del giornale, una partecipazione che nessuna televisione ha sentito la necessità di far conoscere e raccontare. Daltra parte in un Paese governato direttamente da emanazioni dei poteri forti con il beneplacido del PdL, dell’Udc e del Partito Democratico i diritti dei lavoratori non fanno più notizia se non, troppo tardi, quando nelle aziende si profila l’ecatombe dei licenziamenti.

Ci hanno detto che per far uscire dalla crisi il nostro Paese era necessario eliminare i lacci del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro.

Ci hanno detto che per salvare l’Italia era necessario ridimensionare le tutele dei lavoratori e prolungare la loro vita attiva. Monti ci dice che la medicina è stata amara ma oggi stiamo meglio.
Tuttavia dopo questa cura miracolosa scopriamo che la disoccupazione che un’anno fa era all’8,5% oggi è al 10,8%. L’inflazione era al 2,5% ora è al 3,6% . I consumi che erano +0.1% ora sono – 3,2%.

E’ giunto il momento di fermare questi “successi”. Noi comunisti crediamo che per salvare l’Italia sia necessario ripartire dal lavoro e dai diritti. Per questo motivo abbiamo messo in campo i referendum sui temi che i lavoratori ritengono primari.

La sfida per raggiungere il quorum necessario a rendere validi i referendum, nel silenzio assordante di gran parte dell’informazione, non è facile, ma la mobilitazione dei circoli del Partito della Rifondazione Comunista continuerà anche nei prossimi giorni.

Sul sito http://referendumlavoro.blogspot.it/ è possibile vedere dove e quando poter firmare nei comuni del territorio dei Castelli Romani, dei monti Prenestini e della Litoranea.

I referendum sono una parte importante di una politica che si oppone al neoliberismo di Monti. L’alternativa politica a Monti non potrà venire dal PD che lo ha sostenuto, ma solo dalle lavoratrici e dai lavoratori che si riappropriano del diritto di partecipare direttamente alle scelte politiche che li riguardano.

La lotteria del lavoro

precari e disoccupati in lotteriaIn Italia dati macro-economici e statistici confermano due categorie di persone sono in continuo trend di crescita da anni: i precari ed i giocatori d’azzardo.

Non stupisce dunque che qualcuno abbia pensato bene di unire i due in un’unica tipologia sociologica: il precario giocatore. Continua a leggere

Lotto per il diciotto

Il Partito della Rifondazione Comunista prosegue il suo impegno nel far riprevalere quei valori di lotta di classe e di emancipazione della classe lavoratrice con la raccolta firme per ridare agli stessi lavoratori quei diritti di cui sono stati depauperati dal capitale e dalla classe politica che lo sostiene (Monti, PD, PDL e UdC).

Vi invitiamo pertanto a firmare per abrogare l’articolo otto, la legge anti-sindacale di Berlusconi e Sacconi, che cancella il contratto collettivo nazionale, autentico strumento di protezione del lavoratore e del suo reddito e arma contro lo sfruttamento padronale (Marchionne docet).

Firmate per ristabilire l’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori, sopresso dalla Fornero con il benestare della gran parte delle forze sindacali (CISL e UIL) e delle forze politiche che oggi fanno finta di dichiararsi “di sinistra”, che sancisce il diritto inalienabile del cittadino italiano al posto di lavoro.

Firmate per abrogare la riforma delle pensioni del ministro Fornero che vuole creare un esercito di vecchi al lavoro e di giovani precari e disoccupati, salviamo la schiera ancora non computabile di “esodati”, lavoratori truffati dalle istituzioni che hanno smesso di garantire il popolo e sono divenute il gendarme del capitale.

Le riforme del Governo Berlusconi e del Governo Monti sono strumenti del capitale per ricreare quella base di lavoratori pronti ad una lotta orizzontale (lavoratore contro lavoratore, disoccupato contro occupato) per una miseria di stipendio: tutto a beneficio del profitto capitalista.

Il PRC non ritiene che questa sia la società sviluppata ed evoluta, il PRC non ritiene che questo sia un mondo giusto: ristabiliamo i giusti rapporti di forza e riprendiamoci, come classe lavoratrice, ciò ch ci spetta di diritto.

Saremo a Marino e CastelGandolfo in questi giorni, insieme alle altre forze politiche che si oppongono al futuro nefasto del capitalismo.

  • SABATO 10/11 ore 10 Santa Maria delle Mole, Corso principale
  • SABATO 10/11 ore 16 Lago di Castel Gandolfo
  • DOMENICA 11/11 ore 10,30 Marino centro, Piazza Matteotti
  • SABATO 17/11 ore 10 Frattocchie, centro commerciale “La Nave”
  • SABATO 17/11 ore 16 Marino centro, Piazza S. Barnaba
  • DOMENICA 18/11 ore 10,30 Castelgandolfo, piazza principale.

Chi rovina il lavoro

Marchionne Fabbrica Italia

La FIAT dimostra, ancora una volta di più, la sua natura capitalistico-speculativa: dopo aver costretto i lavoratori alla stipula di un contratto capestro per rilanciare il progetto automobilistico in Italia, in nome di una maggiore produttività, adesso cambia repentinamente idea e sottointende la scelta di fare fagotto ed abbandonare la nazione che per anni, con denaro pubblico, ha sovvenzionato l’industria torinese ed i lauti stipendi dei suoi dirigenti.

Marchionne annuncia che le condizioni del mercato automobilistico italiano sono mutate, che il progetto “Fabbrica Italia” oggi potrebbe avere una difficile applicazione e realizzazione.

Lavoratori FIATTutte chiacchere al vento: Marchionne parla di un piano di investimento promesso due anni e mai avviato, con buona pace dei sindacati conniventi (CISL e UIL fra tutti) che spinsero opportunisticamente alla firma dell’accordo separato destabilizzando l’unione sindacale, causando la cacciata dei delegati FIOM dalle fabbriche e dando il via ad una serie di attacchi ai diritti del lavoratore che hanno portato in questi anni alla legge Sacconi e alla contro-riforma Fornero sullo Statuto dei Lavoratori.
Oggi la FIAT dimostra che un progetto di investimento in Italia non era mai stato strutturato realmente, che un piano “Fabbrica Italia” non è mai esistito se non nella volontà di balcanizzare la classe lavoratrice.

Oggi i sindacati firmatari dell’accordo capestro si arrogano ipocritamente il diritto di esprimere allarme, forse ritrovarsi con un pugno di mosche in mano e dover andare a riferire ai propri iscritti del fallimento della strategia asservilista sin qui adottata sta agitando i sonnacchiosi delegati di CISL e UIL che vedono tremare la loro poltrona.

Oggi i partiti che due anni fa preferirono il silenzio ossequioso agli arrembaggi capitalisti di Marchionne richiedono l’intervento del Governo non comprendendo come la loro politica opportunistica non può proseguire e non ha mai funzionato; il velleitario appello verso chi ostenta il silenzio (come la Fornero) o attacca direttamente lo Statuto dei Lavoratori (in pieno spirito liberista che neanche il più becero Berlusconi si era permesso di tentare) fa comprendere come il PD non abbia più ben chiara la strada della lotta.

La linea della FIAT smentisce una volta di più le menzogne liberiste: non è nei diritti legittimi dei lavoratori che risiede il problema di questa nazione, non è in condizioni di lavoro degradate che si ritrova la produttività ma nella lotta al capitalismo imprenditoriale che non si fa scrupoli a speculare sulle miserie, nella lotta alle divisioni fra i lavoratori precari, nella lotta per un lavoro dignitoso, sicuro e equamente retribuito.

Lotte che si fa a fianco dei lavoratori, giorno per giorno: lotte che Rifondazione Comunista in questi anni ha svolto in FIAT o in altre realtà italiane.

Rifondazione Comunista