E’ stato così utile?

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Questo nostro articolo vuole essere una lettera aperta a tutti i cittadini che dal 2008 concedono la loro fiducia e il loro voto al Partito Democratico e all’appello al voto utile per contrastare la destra berlusconiana.

Oggi, dopo i fatti emersi in questi giorni in cui il Partito Democratico si è spaccato fra i socialdemocratici, i liberisti ed i centristi dimostrando, come abbiamo scritto per anni, l’inconsistenza di questa amalgama pattizia e ci si prepara all’accordo con la destra, berlusconiana e montiana, per un Governo di larghe intese, oggi vi chiediamo quanto realmente utile è stato il vostro voto.
Queste formazioni politiche, che si sono riempite la bocca durante la campagna elettorale di svolta, di cambiamento e, soprattutto, di miglioramento per i cittadini oggi abiurano tutti i loro falsi intenti (e non possiamo considerarli che falsi vista la subitaneità con cui si sono piegati alle richieste dei poteri borghesi e dell’Europa monetaria) e si schierano non a favore del popolo che li ha votati ma in appoggio ai loro veri padroni: le banche, la BCE e il Fondo Monetario Internazionale.

bersani e alfano - accordo capitalista e borgheseQuanto ritenete sia stato e sarà ancora utile per le vostre esigenze che oggi si chiamano disoccupazione, precariato, imposizione fiscale e riduzione del credito il voto a queste forze liberal-riformiste che non vogliono prospettare una reale alternativa per l’Italia, che non vogliono un’uscita della crisi se non attraverso un continuo impoverimento della classe lavoratrice?

Non serve ricostruire uno schieramento, l’ennesimo, di sinistra che sia elettorale ma non di programma, non è utile perseguire con la strada delle riforme lievi.
Forse inizia ad essere utile, cittadini e cittadine, pensare ad alternativa che passi per una riforma rivoluzionaria dell’economia italiana, una strada che passa per un programma anti capitalista che mette in discussione il sistema attuale e che solo un partito comunista può, e vuole, portare avanti.

Rifondazione Comunista

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Votare per una prospettiva

Capitalismo socialismoQueste elezioni che domenica e lunedì disegneranno il nuovo scenario politico italiano mai come prima hanno rimarcato una netta divisione nello spirito politico ed ideologico degli schieramenti.

Le molte promesse e gli infiniti interventi di molte forze politiche, i comizi infuocati e le urla di protesta di altri hanno brillantemente oscurato ancora una volta il punto fondamentale di questo voto: la scelta di prospettiva. Continua a leggere

Una proposta fondata sul lavoro

NAPOLI: PROTESTA DEI LAVORATORI FIAT E INDOTTO CONTRO CORSI DI FORMAZIONEPer il lavoro. Non vogliamo più donne e uomini precari.

Siamo per il contratto collettivo nazionale, per il ripristino dell’art. 18 e per una legge sulla rappresentanza e la democrazia nei luoghi di lavoro. Vogliamo creare occupazione attraverso investimenti in ricerca e sviluppo, politiche industriali che innovino l’apparato produttivo e la riconversione ecologica dell’economia. Vogliamo introdurre un reddito minimo per le disoccupate e i disoccupati. Vogliamo che le retribuzioni italiane aumentino a partire dal recupero del fiscal drag e dalla detassazione delle tredicesime. Vogliamo difendere la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro. Continua a leggere

Gettare la maschera

bersani_montiDi fronte alle sparate populiste di Berlusconi Bersani e il PD getta finalmente la maschera e dopo un paio di settimane di serrati attacchi a Monti e al suo schieramento inizia ad intavolare con il presidente del Consiglio delle trattative per andare al Governo insieme. Continua a leggere

Rivoluzionare il modello europeo

Rivoluzione CivilePrimo impegno di una forza politica che vuole governare in Italia attuando misure di supporto sociale al lavoro, alla crescita e al benessere dei cittadini (e qui includiamo sanità, scuola, trasporti pubblici, pensioni e reddito sociale) è quello di ripudiare totalmente il modello europeo di austerità rappresentato dal Fiscal Compact. Continua a leggere

Il programma giusto

In pochi giorni di campagna elettorale Rivoluzione Civile sta avanzando nei sondaggi elettorali che ci danno al 5% delle preferenze.

ingroia fotoA fronte della nostra crescita aumentano esponenzialmente gli attacchi da parte delle altre forze elettorali, e di persone vicine a tali forze, che cercano di screditare il percorso che insieme a Ingroia abbiamo scelto per riportare in Italia  una crescita equa ed improntata ad un sociale intervento dello Stato nella situazione economica.

Le dichiarazione della Bocassini e di Saviano, che hanno ricevuto una pronta replica da Ingroia, unite al richiamo al voto utile sono una rappresentazione di come i partiti che sin qui hanno portato l’Italia nella più nera recessione abbiano deciso di contrastare il nostro programma non sugli argomenti ma facendo appello a questioni sterili e infruttuose.

L’assenza degli attacchi sui punti programmatici di Rivoluzione Civile può avere una sola chiave di lettura: forse che le nostre idee per cambiare l’Italia sono inattacabili?
I nostri programmi non trovano contestazioni in chi continua a proporre solo impoverimento della classe lavoratrice: siamo gli unici nello scenario politico che mettono in discussione il modello capitalistico e liberista che gli altri partiti avallano eppure nessuno propone un modello alternativo al nostro.

Rivoluzione Civile è l’unica forza che vuole rivedere gli accordi repressivi del Fiscal Compact ma su questo le altre forze svicolano il dibattitto, nessuna replica alla nostra proposta dipatrimoniale per riequilabrare il divario sociale ed economico, nessuna proposta contro la nostra idea di ripristinare l’articolo 18 e cancellare la riforma delle pensioni.
Silenzio sulla nostra volontà di combattere corruzione, evasione e criminalità recuperando 150 miliardi per rilanciare scuola, sanità e lavoro.

Gli attacchi populistici devono indicare ai cittadini che la strada da noi scelta è quella giusta: che il futuro dell’Italia passa attraverso il lavoro, i sindacati e la lotta al profitto e la nostra Rivoluzione Civile

prc + ingroia

Quello che la CGIL non ha voluto ascoltare

“Care amiche e amici della Cgil, vi scrivo per riassumere ciò che avrei detto se fossi stato invitato ad intervenire alla vostra conferenza sul programma, al pari degli altri candidati per la Presidenza del Consiglio.
Rivoluzione Civile – Lista Ingroia – aggiunge – ha ben chiaro chi sono gli avversari da battere con il voto: Berlusconi, cioè la destra caciarona e impresentabile, e Mario Monti, rappresentante numero uno di quei professori in loden che hanno deciso la drammatica controriforma delle pensioni. Quella ‘destra perbene’ ha colpito in maniera pesantissima tutti i lavoratori e i pensionati, ma soprattutto le donne, ha creato la tragedia sociale degli esodati, ha cancellato l’art.18 ha confermato e aggravato tutte le forme di precariato.

In compenso, non ha saputo mettere in campo alcun intervento che incidesse sulle fasce privilegiate, sulla Casta politica, sugli immensi sprechi ben esemplificati dalle auto blu o dalla pletora di consigli d’amministrazione clientelari. Soprattutto, non ha fatto nulla, zero assoluto, quanto a politiche industriali di ampio respiro. Invece mai come in questo momento, nel cuore della crisi, è urgente che ci sia un governo capace di offrire al Paese un indirizzo lungimirante sui settori strategici.

Sui capitoli da cui dipende la qualità della vita e il futuro del Paese – sanità, scuola, università, ricerca – la continuità tra i governi Berlusconi e Monti è totale. Continuano i tagli lineari, le privatizzazioni striscianti, la totale precarietà. In questa plumbea cornice si sono moltiplicati attacchi sempre più profondi contro i diritti e le libertà dei lavoratori. Siamo di fronte a un assedio che sta progressivamente riportando la condizione dei lavoratori e lo stato delle relazioni industriali indietro di un secolo e oltre.

Il punto fondamentale, per me e per il mio programma politico, è invece la piena e totale applicazione della Costituzione repubblicana nata dalla Resistenza, prima di tutto in materia di libertà civili e sindacali. Ritengo fondamentale e imprescindibile la libertà per i lavoratori di votare sempre gli accordi che li riguardano, di votare sempre i propri rappresentanti e di potersi di iscrivere liberamente al sindacato che vogliono. La storia della Cgil è stata attraversata da discriminazioni e persecuzioni, ma alla fine ha saputo sempre sconfiggerle. Ha combattuto il regime fascista, ha ricostruito l’Italia con la spinta di Giuseppe Di Vittorio, ha emancipato la dignità di chi lavora con Bruno Trentin, ha battuto Berlusconi quando Sergio Cofferati vinse la battaglia per impedire la cancellazione dell’art. 18. Quelli che allora erano in piazza con voi e con noi, hanno votato oggi, senza batter ciglio, quell’eliminazione dell’art. 18 che non era riuscita 10 anni fa.

È dunque per me un impegno di grande valore democratico quello di assumere nel nostro programma l’approvazione di una legge per la democrazia e la rappresentanza nei luoghi di lavoro e la cancellazione delle leggi Fornero sui licenziamenti e sulle pensioni. Ci impegniamo a combattere la precarietà cancellando le oltre 40 forme di contratto precario per i giovani considerando l’apprendistato come il vero contratto di inizio lavoro. Riteniamo utile, in questa fase di transizione, garantire un reddito minimo almeno per i periodi di vuoto retributivo e previdenziale.
Oggi, come anche i dati della Cgil dimostrano, è possibile una scelta alternativa a quella di Berlusconi e Monti. Noi lavoriamo per questo: per un governo di centrosinistra che rompa con le logiche monetariste del fiscal compact, con quelle devastanti della guerra e degli armamenti, con un modello di sviluppo che distrugge l’ambiente e la salute dei cittadini mentre ignora i diritti umani fondamentali. Tutto questo, però, non può essere fatto a braccetto con chi quei modelli sciagurati li ha teorizzati, perseguiti e praticati, come Berlusconi e Monti.

Proprio perché noi siamo disponibili alla costruzione di questa alternativa di governo, ma siamo altrettanto fermamente indisponibili a ogni accordo con chi persegue politiche opposte alle nostre, Rivoluzione Civile rappresenta oggi il vero voto utile per impedire che si realizzi il progetto sciagurato, già annunciato e temo per molti versi già deciso, di un governo Pd-Monti.

Non è questione di pregiudiziali ideologiche ma di scelte pragmatiche e concrete. Noi lavoriamo per l’unità del mondo del lavoro: la destra di Berlusconi e Monti si è adoperata e promette di adoperarsi ancor più in futuro per dividere e per isolare le forze sindacali che non accettano le loro condizioni. La destra italiana ha usato la crisi per distruggere il Contratto Nazionale, abolire l’art. 18, cancellare i diritti minimi per i giovani, abbattere le libertà dentro e fuori i luoghi di lavoro. Noi vogliamo marciare in direzione opposta. E l’autonomia dei sindacati dai partiti e dai governi è un valore da conquistare e da rispettare. Di tutto questo mi sarebbe piaciuto discutere con voi, ma sono sicuro che non mancheranno altre occasioni di incontro con i pensionati e poi nelle scuole, negli ospedali, nelle fabbriche, dove ogni giorno lavorate garantendo il funzionamento dell’Italia. L’obiettivo comune è quello di restituire al lavoro tutto il valore, tutta la dignità e tutta la libertà necessaria per portare il Paese fuori dalle secche della recessione e della depressione”.

Antonio Ingroia 

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