Paul Krugman, la fine dell’Euro e l’inizio di una nuova Europa

Siamo sempre più convinti che sia necessaria un’inversione drastica della politica economica nazionale ed europea che si deve totalmente sdoganare dalla dittatura del capitale e della finanza.

La situazione greca, il possibile ritorno alle elezioni e l’eventuale vittoria della sinistra radicale (Syriza) che, portratrice delle istanze proletarie e popolari di una nazione costretta alla fame dai diktat imperialistici della Merkel e del decaduto Sarkozy, ha sempre dichiarato di non voler e non poter accettare ulteriori sacrifici per il popolo greco, infiamma i mercati e fa salire il conflitto sociale.

Nonostante le belle parole che il Governo Monti ha sprecato in questi mesi a difesa dei tagli e delle contro-riforme patronali targate BCE e FMI, e votate dalla larga maggioranza servile che oggi è in Parlamento, lo spread, espressione bieca della speculazione finanziaria, continua a salire vertiginosamente a causa di una nazione che è alla stagnazione e che i “professoroni” non riescono a risollevare con le formule desuete del capitalismo.

E’ tempo di invertire la rotta dell’Europa, dobbiamo strappare il timone alla destra liberal-conservatrice che non riesce a far altro che salvaguardare gli interessi della ridotta casta dei ricchi senza curarsi del livello di miseria a cui costringono la massa della popolazione, il nuovo proletariato che spingiamo a risollevare la testa e riprendersi il potere e la facoltà di decidere.

Sul suo sito l’economista Krugman (un neo-keynesiano e non un marxista di ferro), premio Nobel nel 2008, sintetizza in pochi implacabili passi il futuro dell’Euro:

1. La Grecia esce dall’euro, probabilmente già il mese prossimo.

2. Prelevamenti di massa nelle banche spagnole e italiane, correntisti che cercano di trasferire i loro soldi in Germania.

3a. Forse verrebbero introdotti dei controlli e dei limiti ai trasferimenti di denaro all’estero e ai prelievi di contanti con un incremento, aggiungiamo noi, della tensione sociale e degli scontri

3b. In alternativa, oppure contemporaneamente, la Banca Centrale Europea inizierebbe a fare grossi prestiti alle banche per evitare il loro collasso. Ma il finanziamento delle banche dovrebbe necessariamente far convergere questi egemonici organi di controllo economico verso una loro statalizzazione per scongiurare ulteriori derive speculative (come nel caso della JP Morgan)

4a. La Germania ha una scelta. Accettare che Italia e Spagna ricevano grandi quantità di denaro in prestito dalla BCE. Cambiare drasticamente approccio: per dare a questi paesi una speranza, soprattutto alla Spagna, è necessario garantire loro la possibilità di finanziarsi con bassi tassi di interesse e avere un tasso di inflazione più alto per aggiustare i prezzi. Oppure…

4b. Fine dell’Euro

La previsione di Krugman potrebbe essere estesa anche a dopo, una depressione più forte di quella del 1929 che spazzerebbe via questa economia marcia e fondata sul capitalismo ma che ridurrebbe sul lastrico milioni di noi!

E’ fondamentale iniziare una fase di lotta politica per bloccare questo naufragio scellerato: è il momento far  ascoltare anche la voce di chi propone una diversa via di uscita dalla crisi

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