Sfregi fascisti a Marino infangano il 25 Aprile

La mattina del 25 Aprile Marino si sveglia nel passato.
Un passato triste, che dovrebbe incutere sgomento e vergogna.

FascistiIl 25 Aprile i muri di Marino erano imbrattati di svastiche. Qualcuno potrebbe pensare che si tratta della “bravata” di qualche ragazzino in vena di provocazioni, ma a nostro parere l’evento non deve essere sottovalutato.
Non può passare sotto silenzio un gesto irrispettoso, ignobile e frutto dell’ignoranza; non può passare sotto silenzio che ogni anno, la notte tra il 24 e il 25 Aprile qualche neo-fascista fa sentire la sua fastidiosa presenza sul territorio. Nelle passate annate è toccato alla targa in memoria della partigiana Anna Maria Enriques Agnoletti, quest’anno ai muri delle principali vie comunali.

Gli scellerati che vorrebbero revisionare la storia dell’Italia repubblicana nata dalla resistenza contro l’oppressione nazi-fascista in chiave violenta e anti-democratica, affiancandola magari alla storia ignobile dei “repubblichini”, dovrebbero riflettere sul significato della libertà che tutti noi abbiamo.

Tutti noi, anche coloro che su quella gloriosa pagina di storia sputano la loro funesta mistificazione.
25 Aprile - Anti FascismoAver combattuto per una Repubblica Democratica, per degli ideali su cui venne poi fondata la nostra Costituzione, significa aver immaginato uno Stato di diritto, nel quale poter esprimere la propria opinione politica, etica e religiosa, nel quale svolgere il proprio lavoro con le tutele e le garanzie derivanti dall’essere uomo e non per grazia ricevuta da una corporazione opprimente ed espressione di un controllo totale sulla vita produttiva dei lavoratori; significa aver osato ribellarsi contro la violenza cieca e aver scelto per i propri figli e nipoti una Nazione unita nella quale gli uomini devono essere tutti uguali; significa aver restituito la sovranità al popolo, lontana dal capriccio e dall’irrazionalità di un dittatore autocratico e prepotente.

Qualcuno potrebbe obbiettare che l’Italia deve ancora liberarsi da politicanti corrotti e ipocriti, che deve ancora raggiungere l’uguaglianza sociale e l’equità reddituale per tutti i cittadini, che il tasso di disoccupazione è alto, che non è ancora libera dalle mafie e dalle piccole e grandi sopraffazioni provenienti dall’illegalità e dagli interessi oligarchici. E’ vero! Ma la risposta a questo non è la sfiducia nella vita democratica, parlamentare, repubblicana fondata sulla Costituzione! La risposta è la riscoperta di quel sentimento partigiano che parla di risveglio e di lotta, che guarda il futuro con occhi rivoluzionari ed entusiasti dei cambiamenti positivi.

La risposta è pretendere che la socialità torni ad essere strumento di condivisione e di crescita, che la politica sia sinonimo di partecipazione popolare, che la parola “giustizia” sia accompagnata dalle parole “sociale” e “legale”.

Nei periodi di crisi economica, culturale e produttiva, è fin troppo semplice lasciarsi trasportare dal flusso della sfiducia abbandonandosi a vecchi e nuovi qualunquismi che sono sempre trampolino di lancio per vecchi e nuovi fascismi: lo vediamo in Francia, con il Partito ultra-nazionalista; lo vediamo in Olanda con il rafforzamento delle forze xenofobe, lo vediamo in Italia con le attività dei gruppi di estrema destra.

Liberazione dell'ItaliaRitrovare lo spirito dei nostri eroi partigiani armati, delle staffette e della gente comune, che ha protetto e dato rifugio ai combattenti, significa resistere a questo vizio antidemocratico contrario al respiro vitale di qualunque anima libera.

Dedichiamo gli ultimi due pensieri agli autori dell’imbrattamento dei muri marinesi e alla giunta comunale:

ai primi diciamo che chiunque abbia a cuore un’idea, la scrive, la enuncia, la rende pubblica sottoscrivendola con la propria identità oppure con il simbolo del partito o del gruppo di cui si sente parte. In questo modo, tutti coloro che sono d’accordo con quella idea possono promuoverla, tutti coloro che sono contrari possono criticarla e fare controproposte. Ma se un’idea è di per sé improponibile, contraria ai diritti umani e ispirata ad un periodo storico buio, i promotori vigliaccamente si nascondono dietro azioni estemporanee, notturne, silenziose e prepotenti proprio come avete fatto voi condannandovi da soli.

Alla Giunta vorremmo chiedere adoperarsi per l’immediata rimozione di tali scritte ignobili, non degne di un Comune che ha ricordato e ricorda i combattenti partigiani ogni anno: sarebbe quantomeno la dimostrazione che certe celebrazioni fondamentali per la vita pubblica e sociale della nazione e del Comune sono veramente sentite e non semplici espressioni di facciata

“Cessa il vento e calma è la bufera

torna a casa il fiero partigian

sventolando la rossa sua bandiera

Vittorioso e al fin liberi siam!”

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