Ragionando sulla Francia – Il Front de Gauche

In Francia le elezioni presidenziali vedono come dato prevalente la sconfitta di Sarkozy e l’affermazione di Hollande. Dietro di loro fa clamore il risultato del fronte nazionale di Le Pen che arriva al 18 % (come ha scritto Vittorio Zambardino, il voto a Le Pen è così grave che è come se Casa Pound avesse preso in Italia la stessa percentuale), confermando che i tempi di crisi troppo spesso spingono l’elettorato ad una risposta nazionalista e esclusivista: il pericolo di una deriva “nera” in Europa si sta estendendo in moltissimi Stati.

Ma il dato che rappresenta una novità politica nel panorama politico francese è il risultato di Jean Luc Melenchon e del Fronte de Gauche che raggiunge l’undici percento dei consensi.

Fronte della Sinistra Un risultato a due cifre, che risulta il miglior risultato della sinistra radicale e dei comunisti in Francia dopo quello degli anni 80.

Un risultato che è la vera sorpresa di queste elezioni presidenziali. All’inizio della campagna elettorale, mentre gli altri candidati erano più o meno accreditati delle cifre che poi hanno raccolto, Jean Luc Melenchon e il Front de Gauche erano dati al 5%,in alcuni sondaggi addirittura meno. Un risultato persino inferiore rispetto a quanto preso dal fronte de gauche al suo battesimo nelle europee 2009, il 6 %.

Il Front de Gauche attraverso una campagna impressionante ha stravolto i pronostici, superato candidati come il centrista Bayrou, fino ad arrivare ad far ipotizzare un clamoroso sorpasso persino del fronte nazionale. Il fatto che questo non ci sia stato non sminuisce per nulla quello che è stato un successo straordinario.
Oltre all’elemento della partecipazione popolare, con manifestazioni di migliaia di persone in tutte le città della Francia, l’altro dato politico che dà ragione del successo del Front de Gauche è l’aver posto al centro del dibattito politico i suoi temi, costringendo il moderato candidato socialista a confrontarsi e a prendere impegni su temi tabù come quello di rimettere in discussione il Fiscal pact europeo.
Vale la pena elencare alcuni dei punti programmatici del FdG perché riteniamo che sia su questa piattaforma, sociale, popolare e anti-capitalista, che si è costruito il successo del Fronte:

  • Salario minimo a 1500 euro mensili,
  • abolizione della riforma delle pensioni di Sarkozy e ritorno ai 60 anni come età per la pensione,
  • uscita dalla Nato (e conseguente risparmio delle spese militari),
  • tassazione del 100 per tutti i redditi eccedenti i 30.000 euro al mese,
  • la creazione di una banca pubblica nazionale,
  • rifiuto del fiscal pact e del mes,
  • la richiesta di sottomettere qualsiasi trattato di nuovo a referendum.

In questa cancellazione dei popoli e della democrazia le oligarchie europee hanno da allora insistito fino ad arrivare ai giorni nostri, ai governi dei banchieri non eletti e ai trattati votati senza nessun dibattito pubblico, come in Italia.
Il Fronte de Gauche è una federazione di forze politiche, comitati territoriali, collettivi. Una federazione che non chiede a nessuno di sciogliersi, né di abiurare la propria storia e identità, ma che unisce sulla base di un programma politico condiviso.
Fra le forze che lo animano le più importanti sono il Partito Comunista francese, il Partito della sinistra di Melenchon e la sinistra unitaria, formazione che viene dalla lega comunista rivoluzionaria.
Hanno scelto con chiarezza, come la Federazione della Sinistra in Italia, la Linke in Germania ed Izquierda Unida in Spagna, di essere autonomi e indipendenti dal socialismo europeo che ha in questi anni sostenuto e promosso la costruzione liberista dell’unione europea, accettato senza ad oggi alcuna eccezione le politiche di austerità che stanno massacrando i popoli europei e i lavoratori, come nei casi di Grecia e Spagna, o del PD in Italia.

Ora con il secondo turno e con le successive elezioni per l’assemblea nazionale si può aprire una nuova partita. Hollande verrà sostenuto, ma la scommessa del FdG è raccogliere un successo alle elezioni politiche tale da poter condizionare le scelte della Francia in futuro.
Battere Sarkozy sarebbe un buon primo passo per rompere l’asse con Angela Merkel che ha fino a oggi dettato le danze in Europa. Sappiamo che non sarà sufficiente, che Hollande è espressione comunque di un idea moderata  dell’Europa, anche se più avanzata rispetto ad altre ma la lealtà senza infingimenti con la quale Mélenchon ha immediatamente appoggiato Hollande per il ballottaggio del 6 maggio testimoniano la possibile saldatura tra una Francia e un’Europa civile che contrastano la Francia di Sarkozy, che per vincere il 6 maggio si appiattirà sulla spazzatura neo-fascista di Marine Le Pen.
La speranza è nella dinamica politica e di partecipazione popolare che si è rimessa in moto con il Front de Gauche, dalla sua capacità di mantenersi autonomo e indipendente. Dal movimento contro la riforma pensionistica, dallo slogan “io lotto di classe“, alla campagna di questi mesi, che aveva al suo centro la giustizia sociale e la difesa della sovranità popolare e democratica, non il nazionalismo come incautamente qualcuno dichiara, con la parola d’ordine “place au peuple e prendez le povoiur“, si è aperta in Francia una speranza per tutta l’Europa.

La sinistra di classe e trasformazione deve essere una alternativa credibile in questa crisi. L’unico argine al dilagare delle forze xenofobe e razziste. Accade in Francia, accade in Spagna, accade in Grecia, Portogallo e Germania. Il Partito della Rifondazione Comunista e la Federazione della Sinistra stanno lavorando perché accada anche in Italia.

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6 thoughts on “Ragionando sulla Francia – Il Front de Gauche

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