I passi per ridurre la democrazia

primarie

Il neo-segretario del Partito Democratico Matteo Renzi con l’ennesima alleanza di “unità nazionale” stretta con un condannato per evasione fiscale, l’ex presidente del consiglio e padrone di Forza Italia Berlusconi, stringe ancora di più la morsa di una burocrazia partitica ormai marcia sui pochi resti della democrazia italiana. Continua a leggere

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Alle Europee Tsipras e la Sinistra Europea

sinistra europeaAttorno alla proposta dal Partito della Sinistra Europea di candidare Alexis Tsipras a Presidente della Commissione Europea, si sta determinando in Italia una certa attenzione con autorevoli prese di posizione pubbliche e diverse iniziative a sostegno. Anche tra altri partiti a sinistra del PD, oltre a Rifondazione Comunista che fa parte del Partito della Sinistra Europea, pare aprirsi discussione sull’opportunità di appoggiare Tsipras.

Si tratta di un fatto molto positivo, reso possibile dal fatto che l’esperienza greca di Syriza e il ruolo svolto da Tsipras, sono unanimemente considerati un punto di riferimento nel variegato mondo della sinistra antiliberista italiana. La Grecia è il paese in cui più devastante è stato l’impatto delle politiche europee, ma soprattutto quello in cui la sinistra radicale è riuscita a costruire un’alternativa politica alle forze neoliberiste.

Alexis Tsipras syrizaRifondazione non solo è stata a livello europeo tra i promotori della candidatura di Tsipras ma già da mesi, dentro il suo percorso congressuale, ha espresso un convinto orientamento a favore della costruzione in Italia di una lista unitaria della sinistra antiliberista a sostegno della candidatura di Alexis Tsipras.

Riteniamo che proprio dall’esperienza di Syriza si possa trarre un’utile lezione per superare idiosincrasie, diffidenze, veti incrociati, contrapposizioni sterili che hanno finora impedito di superare la frantumazione che contraddistingue negativamente la sinistra antiliberista in Italia. Non ci interessa rivendicare primogeniture né consumare energie in manovre egemoniche inutili. Noi riteniamo prioritario lavorare per unire tutti quelli che si oppongono alle politiche di austerity sulla base del rispetto per le storie, le culture, le esperienze organizzative differenti.

Con questo spirito segnalo che il tempo a disposizione non è molto e che ad oggi, tutti i soggetti che si sono mossi con l’intento di costruire una lista in appoggio a Tsipras, lo  hanno fatto separatamente. Vi sono tante e meritorie iniziative ma non vi è dialogo tra loro e questo rende assai complicato costruire una lista per le elezioni, raccogliere le firme necessarie per presentarle, e così via. Ad oggi vi sono cioè tanti spazi “privati” che condividono lo stesso obiettivo ma non vi è ancora uno spazio pubblico.

Per superare questa situazione è indispensabile avviare un processo unitario condiviso, pubblico, democratico e partecipato.

rivoluzione comunistaNoi proponiamo di costruire questo spazio pubblico e a partire da questo una lista unitaria su pochi presupposti comuni e chiedendo a tutti di rinunciare a steccati identitari e a logiche escludenti.

E’ evidente che l’appoggio a Tsipras non può che accompagnarsi alla scelta del GUE – Gruppo Unitario della Sinistra – come riferimento nel parlamento europeo, cioè al gruppo assai plurale che raccoglie tutte le forze di sinistra ed ecologiste che si sono opposte in modo chiaro alle politiche di austerità portate avanti da socialisti, popolari e liberali.

La lista dovrebbe caratterizzarsi come la lista di tutti coloro che si oppongono alle politiche di austerità a livello nazionale ed europeo e provare a dare voce a tutto ciò che si muove a sinistra e nei movimenti sul piano sociale, culturale e politico. Le differenti posizioni che vi sono in Italia sono presenti all’interno di Syriza come di tutte le altre aggregazioni della Sinistra Europea ma altrove non impediscono di ritrovarsi insieme in una comune battaglia.

Proteste PortogalloSi possono condividere facilmente criteri che garantiscano un profilo innovativo per la formazione delle liste in modo da evitare che un progetto politico possa apparire come un mero tentativo di ricollocazione di ex-parlamentari alla ricerca di un seggio e al tempo stesso garantendo la pari dignità di tutte le biografie e i percorsi personali di partito e/o di movimento. Per sgombrare il campo: per noi non ci sono problemi a convenire su un criterio per esempio di esclusione dalle liste di compagni o compagne che abbiano ricoperto negli ultimi dieci anni incarichi parlamentari o di governo.

Quello che ci preme è che questo processo sia democratico e partecipato, basato su un coinvolgimento effettivo di tutti e tutte coloro che sono interessati a dar vita alla lista.

SUL DIVINO AMORE L’ULTIMA PAROLA SIA DEI CITTADINI

Palazzo_Colonna_MarinoLe ultime esternazioni, dilazionate o meno, del “destro-centro-sinistra” marinese, nome secondo noi più che adeguato visto che la coalizione va da Rapo, che a febbraio sostenne la candidatura in regione dell’allora sindaco Adriano Palozzi, fino a PdCI e SEL, dovrebbe evidenziare alla cittadinanza le motivazioni sul perché il nostro partito a Marino ha deciso per una diversa strada per le prossime amministrative.

L’approccio ai problemi della cittadinanza, e il Divino Amore e la questione urbanistica su tutti, che questa ampia ed eterogenea coalizione sta avendo ne dimostra i limiti e la chiusura.

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La discarica di Falcognana non dovrà mai aprire

falcognana1Come forze politiche presenti sul territorio di Marino esprimiamo solidarietà e vicinanza ai comitati giustamente sorti nel nostro comune, in quello di Roma e di altre città dei Castelli Romani nella battaglia contro la discarica di Falcognana: sosteniamo totalmente la lotta e riteniamo che l’apertura di una nuova discarica, a Falcognana o in altre zone di Roma, debba essere scongiurata!

Riterremmo tali dichiarazioni opportunistiche e superficiali se non supportate politicamente da un progetto che non solo impedisca sin da subito l’apertura della nuova discarica ma che concepisca ed attui un nuovo modo di smaltire i rifiuti basato sulla raccolta porta a porta e sul riciclaggio: un modello in cui la ridotta produzione di rifiuti renda inutile e desueta la costruzione delle discariche.

Questo è il nostro obiettivo e uno dei punti fondamentali del programma politico e amministrativo che vogliamo per il Comune di Marino ed auspichiamo per tutti i Comuni della nostra zona, solo così scongiureremo un ennesimo esproprio al benessere dei cittadini ed un aggravio alle loro condizioni di vita.

Ci auguriamo che anche altre forze politiche di Marino che si occupano realmente dell’interesse dei cittadini vogliano condividere con noi non solo il progetto ma anche la protesta che è in atto e che proseguirà nei prossimi mesi.

In questa lotta per la difesa del territorio e della salute non possiamo non sottolineare le responsabilità del centro-destra che nel Lazio, a Roma e Marino in questi anni ha amministrato la cosa pubblica in maniera clientelare aggravando l’emergenza e che oggi pretende di far parte di una protesta che li vede come responsabili diretti.

In questa nostra battaglia politica non possiamo ignorare come Zingaretti e il sindaco Marino e le loro maggioranze di centro-sinistra debbano non solo dare una risposta ai cittadini dei comitati ma anche agire per impedire un ulteriore scempio paesaggistico: non sono più accettabili atteggiamenti ondivaghi o di silenzio come quelli a cui si è assistito in questi mesi.

Una discarica in un territorio già così martoriato è inaccettabile e crediamo che nessuna “opera di compensazione pubblica” potrà restituire ai cittadini quanto hanno realmente perso: il diritto al benessere e alla salute.

Rifondazione Comunista – Italia dei Valori – Lista Onorati

Fermare la cementificazione

“Le ultimi dichiarazioni, ed il cambio di rotta da parte del PD locale verso le posizioni che da anni portiamo avanti non possono che farci piacere: un cambio di direzione notevole e repentino, ricordando gli incontri di neanche due anni fa in cui sembravo prioritari i “diritti acquisiti” delle ditte edilizie, o anche le riunioni di pochi giorni fa in cui si parlava di “moratoria edilizia”. Il Partito Democratico riconosce così indirettamente il merito delle nostre tesi, pertanto su tali basi sarà più semplice instaurare un dialogo programmatico che sia fondato innanzitutto sul confronto sui temi, elemento che giudichiamo basilare e prioritario, non essendo per noi sufficiente lo “stare uniti contro la destra”  perché riteniamo che la credibilità e la prospettiva di cambiamento vadano costruite sui fatti.

Pertanto alle dichiarazioni devono seguire degli atti concreti, bisogna andare oltre alla pur corretta richiesta verso Zingaretti per portare la stessa cittadinanza marinese ad agire attivamente a difesa del suo territorio contro speculazioni e profitti.

Non vogliamo che l’ennesimo appello non venga raccolto: ricordiamo sin troppo bene l’allora assessore regionale Esterino Montino (Pd, oggi sindaco di Fiumicino) ed i titoli di alcuni giornali “Il 23 luglio 2008 Palozzi ha concordato con Montino il blocco di 90 gg per le concessioni”, passati i 90 giorni però tutto continuò esattamente come prima se non peggio. Non vogliamo che la storia si ripeta pertanto esprimiamo soddisfazione ma anche molta cautela.

Diamo quindi all’iniziativa del Pd l’apertura di credito che merita, chiedendo al tempo stesso che Zingaretti si pronunci sul caso specifico, e che compia tutti gli atti amministrativi e politici conseguenti, tanto più che per questa operazione gode anche dell’appoggio del M5S, già dichiaratosi in merito: pertanto se ci sarà la volontà tali provvedimenti potranno essere votati a larga maggioranza.

Non rimane quindi che vedere calendarizzate le date, delle quali aspettiamo comunicazione, per vedere se alle parole corrispondano i fatti, rimanendo fedeli alla massima, “vedere moneta pagare cammello”

Tenuta a sinistra

Consolidati i risultati elettorali possiamo avanzare alcune riflessioni sulla tornata amministrativa:

  1. Il punto più importante che emerge è che l’astensionismo è in rapida crescita, segno sempre più preoccupante di una disaffezione dell’elettorato alla capacità dei partiti e dei movimenti di poter apportare quel cambiamento sociale ed economico che la base popolare continua a chiedere in maniera sempre più forte.
    astensionismoI partiti non sono più visti come un motore dell’evoluzione sociale della cittadinanza ma un pantano di interessi trasversali e di casta: per questo è importantissimo per noi comunisti non subire il dato ma iniziare a lavorare per costruire un’alternativa sociale, politica ed economica all’attuale stato in essere, non barricarsi dietro alla burocrazia partitica ma far riemergere la volontà di partecipazione delle persone in un progetto che riesca veramente a superare lo stallo economico in cui ci troviamo.
  2. Il Movimento 5 Stelle presenta una battuta di arresto che non deve far pensare ad una sua prematura fine: le elezioni nazionali di febbraio hanno segnato un risultato oltre le attese per il M5S perché lì si è diretta in parte la voglia di cambiamento dei cittadini unita anche ad un voto di sfiducia verso la classe politica tradizionale.
    M5SLe tattiche sin qui adottate dal M5S hanno evidentemente scontentato il suo elettorato che, al pari di ogni altro partito, lo ha punito con il non voto. Vedremo nei prossimi mesi se questa battuta di arresto sarà utilizzata dal M5S per costruire un movimento su delle basi ideologiche e politiche concrete o se avvierà una prematura conclusione della sua esperienza.
  3. Le compagini di Governo (PDL e PD) reggono ma solo perché ripropongono la classica contrapposizione centro-destra centro-sinistra, il tempo ci dimostrerà quanto reale o fittizia. Nel caso del Partito Democratico inoltre i buoni risultati sono dovuti soprattutto alla presenza di candidati (il caso di Roma è emblematico) che non sono espressione diretta delle linee programmatiche della direzione nazionale: vedremo se il loro essere “alternativi” riuscirà a contrastare le politiche liberiste e di tagli che il  Governo ha in mente o se si attesteranno ad una silente sudditanza assertiva.
  4. Il punto finale riguarda il nostro partito: emerge che dove siamo riusciti a costruire una proposta politica coerente e programmatica in opposizione al bipolarismo siamo stati premiati: i casi di Imperia, Ancona, Pisa e Siena indicano la presenza di una Rifondazione Comunistapercentuale non indifferente di cittadini che è ricettiva verso una posizione di alternativa che scardini le attuali politiche anti-popolari.

Questo deve essere per noi un punto di partenza per costruire un vero fronte di Sinistra che sappia opporsi ai diktat del capitalismo a qualsiasi livello, da quello nazionale a quello locale.

E’ stato così utile?

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Questo nostro articolo vuole essere una lettera aperta a tutti i cittadini che dal 2008 concedono la loro fiducia e il loro voto al Partito Democratico e all’appello al voto utile per contrastare la destra berlusconiana.

Oggi, dopo i fatti emersi in questi giorni in cui il Partito Democratico si è spaccato fra i socialdemocratici, i liberisti ed i centristi dimostrando, come abbiamo scritto per anni, l’inconsistenza di questa amalgama pattizia e ci si prepara all’accordo con la destra, berlusconiana e montiana, per un Governo di larghe intese, oggi vi chiediamo quanto realmente utile è stato il vostro voto.
Queste formazioni politiche, che si sono riempite la bocca durante la campagna elettorale di svolta, di cambiamento e, soprattutto, di miglioramento per i cittadini oggi abiurano tutti i loro falsi intenti (e non possiamo considerarli che falsi vista la subitaneità con cui si sono piegati alle richieste dei poteri borghesi e dell’Europa monetaria) e si schierano non a favore del popolo che li ha votati ma in appoggio ai loro veri padroni: le banche, la BCE e il Fondo Monetario Internazionale.

bersani e alfano - accordo capitalista e borgheseQuanto ritenete sia stato e sarà ancora utile per le vostre esigenze che oggi si chiamano disoccupazione, precariato, imposizione fiscale e riduzione del credito il voto a queste forze liberal-riformiste che non vogliono prospettare una reale alternativa per l’Italia, che non vogliono un’uscita della crisi se non attraverso un continuo impoverimento della classe lavoratrice?

Non serve ricostruire uno schieramento, l’ennesimo, di sinistra che sia elettorale ma non di programma, non è utile perseguire con la strada delle riforme lievi.
Forse inizia ad essere utile, cittadini e cittadine, pensare ad alternativa che passi per una riforma rivoluzionaria dell’economia italiana, una strada che passa per un programma anti capitalista che mette in discussione il sistema attuale e che solo un partito comunista può, e vuole, portare avanti.

Rifondazione Comunista