Privatamente insostenibile

Assemblea Nazionale del PDLa coperta corta dei vincoli europei e la duplice necessità contraddittoria di rispettare il contenimento del debito pubblico da un altro e dall’altro di “onorare” il rapporto con le destre eliminando l’IMU hanno condotto il Governo Letta alla scelta di dismettere dei veri e propri tesori pubblici tanto per fare cassa.

Assisteremo pertanto all’ennesima svendita di importanti pezzi di Stato, aziende che si chiamano ENI (energia e gas), SNAM (rete del gas), Grandi Stazioni ed ENAV (trasporti), Fincantieri (cantieristica navale) e come per le altre privatizzazioni avvenute negli scorsi anni in Italia (una su tutte la Telecom rientrata in onore di cronaca gli scorsi mesi) l’ingresso del privato porterà a speculare su queste aziende, traendone i profitti in ogni modo sino a svuotarle e renderle fallimentari, pronte di nuovo per essere riacquistate dallo Stato. Continua a leggere

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L’Italia si svende

In questi giorni assistiamo ad un palese fallimento delle privatizzazioni in Italia, avviate sotto il Governo Prodi a fine anni Novanta e proseguite nei successivi anni.

telecom agli spagnoliIl caso Telecom rappresenta la resa di uno Stato agli interessi privatistici ed affaristici di pochi rispetto ai benefici della collettività: nell’arco di neanche vent’anni (dal 1997) l’azienda di telecomunicazioni ha in continuazione perso valore ed ha visto ammontare la sua mole di debiti a scapito del servizio e degli investimenti che negli anni precedenti il pubblico (e quindi la collettività) aveva impiegato.
Personaggi come Colaninno o Tronchetti Provera e l’influenza puramente speculativa delle grandi banche hanno dimostrato come in Italia vengono valorizzate dai privati imprese strategiche che dovrebbero rimanere sotto il controllo pubblico. Continua a leggere

Contro il Debito, contro l’inceneritore, contro il sistema capitalista

Genzano 26 Maggio

Come Rifondazione Comunista abbiamo aderito alla piattaforma del No Debito perché riteniamo che non ci potrà essere un vero e sano sviluppo economico sino a quando non si toglieranno gli Stati dal giogo ricattatorio dei debiti nazionali, debiti nati non per creare ricchezza all’interno delle nazioni ma per finanziare le banche e per gli interessi capitalistici.

Sabato a Genzano, a Piazza Frasconi, si svolgerà un’iniziativa del Coordinamento No Debito dei Castelli Romani, Valle del Sacco e Litoranea che scende in piazza insieme al coordinamento contro l’inceneritore di Albano, perché è giunto il tempo di unire le lotte, è il momento di creare un unico fronte di protesta che possa opporsi a questa deriva liberale e capitalistica che sta affamando le persone e privando di tutti i diritti i lavoratori.

ALCUNE INFORMAZIONI SUL DEBITO PUBBLICO ITALIANO.

DA COSA E’ FORMATO, CHI LO DETIENE, CHI LO PAGA Continua a leggere