I passi per ridurre la democrazia

primarie

Il neo-segretario del Partito Democratico Matteo Renzi con l’ennesima alleanza di “unità nazionale” stretta con un condannato per evasione fiscale, l’ex presidente del consiglio e padrone di Forza Italia Berlusconi, stringe ancora di più la morsa di una burocrazia partitica ormai marcia sui pochi resti della democrazia italiana. Continua a leggere

Il vincitore delle elezioni USA

Sono usciti i risultati delle elezioni del Presidente degli Stati Uniti ma il vincitore noi comunisti lo conosciamo già da mesi.

USA electionNon ha vinto Romney ed il suo programma di conquista imperialista, archetipo di una politica che da Reagan, passando per i due Bush, ha reso gli Stati Uniti il paese più guerrafondaio della storia contemporanea.

Il “popolo” ha eletto Obama, il presidente della speranza mai applicata, il premio Nobel per la pace che prosegue le missioni di guerra nel Medio Oriente e che ha inviato i suoi militari in Libia insieme alle nazioni europee in un revival coloniale da primi del Novecento. Continua a leggere

Brogli pre-elettorali

I partiti che appoggiano il Governo di Monti e delle banche sembrano aver trovato un accordo di massima per la prossima legge elettorale in grado di continuare a garantire a loro una forte presenza parlamentare, nonostante il baratro in cui hanno gettato l’Italia, e spianando la strada per un Monti-bis (o di un suo emulo come Passera) che governerà con l’appoggio di una coalizione che spazierà, probabilmente, dai cristiano-borghesi centristi di Casini ai centristi-opportunisti del PD.
Alternativa a questa “coalizione” post-elettorale il PdL che ripropone la figura disfatta e rovinosa di Berlusconi, confermando la sua inesistenza politica senza il leader-padrone ma utile al PD per poter rispolverare i vessilli dell’anti-berlusconismo, unico punto programmatico “chiaro” del partito di Bersani.
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Il referendum elettorale: il tramonto del maggioritario

La consulta ha respinto i due quesiti referendari proposti da PD, SEL e IdV che prevedevano la totale soppressione dell’odierna legge (il tanto odiato Porcellum) in favore di un ritorno alla legge elettorale precedente (il Mattarellum) di chiaro stampo maggioritario.
Immediatamente sono partite le reazioni, scomposte o meno, dei due partiti promotori che non hanno gradito quella che, a nostra visione, era una richiesta quantomai illegittima e rappresentava una forzatura istituzionale e un bizantinismo politico a cui la Federazione della Sinistra non ha dato, sin da subito, il suo appoggio per una serie di motivazioni che andiamo subito ad esplicitare. Continua a leggere