I passi per ridurre la democrazia

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Il neo-segretario del Partito Democratico Matteo Renzi con l’ennesima alleanza di “unità nazionale” stretta con un condannato per evasione fiscale, l’ex presidente del consiglio e padrone di Forza Italia Berlusconi, stringe ancora di più la morsa di una burocrazia partitica ormai marcia sui pochi resti della democrazia italiana. Continua a leggere

Una proposta fondata sul lavoro

NAPOLI: PROTESTA DEI LAVORATORI FIAT E INDOTTO CONTRO CORSI DI FORMAZIONEPer il lavoro. Non vogliamo più donne e uomini precari.

Siamo per il contratto collettivo nazionale, per il ripristino dell’art. 18 e per una legge sulla rappresentanza e la democrazia nei luoghi di lavoro. Vogliamo creare occupazione attraverso investimenti in ricerca e sviluppo, politiche industriali che innovino l’apparato produttivo e la riconversione ecologica dell’economia. Vogliamo introdurre un reddito minimo per le disoccupate e i disoccupati. Vogliamo che le retribuzioni italiane aumentino a partire dal recupero del fiscal drag e dalla detassazione delle tredicesime. Vogliamo difendere la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro. Continua a leggere

Gettare la maschera

bersani_montiDi fronte alle sparate populiste di Berlusconi Bersani e il PD getta finalmente la maschera e dopo un paio di settimane di serrati attacchi a Monti e al suo schieramento inizia ad intavolare con il presidente del Consiglio delle trattative per andare al Governo insieme. Continua a leggere

Boicottaggio da sinistra

Che le reti Rai e Mediaset rispondano a dei precisi padroni (l’attuale governo e Berlusconi) lo abbiamo sempre saputo.
La vera sorpresa é stata scoprire l’inizio di una campagna di oscuramento nei confronti di Rivoluzione Civile ed il suo capolista Ingroia anche da parte di organi di stampa ed associazioni a cui, noi personalmente come comunisti,abbiamo dato sempre largo sostegno.

Squalificante per la sua storia é infatti la campagna “pro SEL” del Manifesto, in nome del solito meno-peggismo e dello spauracchio della vittoria delle destre.
Ci chiediamo perché il manifesto continui a fregiarsi del titolo “quotidiano comunista” se poi nelle parole e nei fatti dà la sua benedizione ad un governo liberale e socialdemocratico.
Ancora più sconcertante il comportamento della CGIL che alla sua iniziativa di venerdì e sabato per discutere la sua “piattaforma lavoro” ha invitato a parlare Bersani e Vendola ma non Ingroia o qualche altro rappresentante di Rivoluzione Civile accampando motivazioni che vanno dall’immaginifico (Ingroia non é mai stato un interlocutore) al non mascherato burocratismo corporativistico (il Prc ha dato il suo appoggio ai cobas).
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Evidentemente la segretaria Camusso preferisce parlare di lavoro con chi ha cancellato l’articolo 18 e non pensa di reintrodurlo rispetto a chi ha raccolto un milione di firme per reintegrare questo diritto nella sua completezza.
Appare evidente che la segreteria della CGIL non ritiene che il ruolo di un partito di sinistra sia quello di difendere i lavoratori tutti ma solo quello di tutelare quelli di determinate sigle!
D’altronde la CGIL é anche riuscita a non organizzare un’ora di sciopero generale per opporsi alle riforme votate anche dal PD, scelta che oggi viene ripagata con la candidatura di Epifani ma con la perdita di autonomia del piuttosto grande sindacato italiano che si é palesemente scelto un padrone a cui obbedire.
Se la burocrazia centrale della CGIL ha fatto la sua scelta opportunistica noi crediamo che molti compagni lavoratori non si faranno ammaliare dalle promesse di chi ha sempre esaltato Marchionne e candida membri di Confindustria nelle sue liste: la questione del lavoro non può prescindere,oggi come ieri,dalla lotta di classe; image

se il centro sinistra e gli organi centrali della CGIL lo hanno dimenticato i comunisti e Rivoluzione Civile di certo no!

Ricatto ai lavoratori

governo capitalismoIl nuovo accordo sulla produttività è stato sottoscritto dalla compagine padronale al gran completo (ABI, Federcasse, Confindustria,…) e dagli oramai immancabili sindacati padronali (CISL, UIL e UGL) che hanno abbandonato da anni la lotta per i diritti dei lavoratori e preferiscono condurre una politica sindacale di mendicanti delle briciole che i capitalisti vogliono lasciare ai loro dipendenti.

Il nuovo accordo si può sintetizzare in una minima concessione salariale (tassazione al 10% dei premi produzione) a fronte di una serie destrutturazione del contratto nazionale di categoria, concedendo deroghe su ogni punto del CCNL a livello territoriale (ovvero un ritorno alle gabbie salariali e allo sfruttamento di un territorio vessato dalla disoccupazione) e alla contrattazione aziendale con la remissione totale di qualsiasi diritto. Continua a leggere

Proletari di tutto il mondo….

Manifestazione 14 novembreLa manifestazione che si sta svolgendo in queste ora in tutta Europa della classe lavoratrice contro le politiche rigoriste non può che riportarci alla mente l’appello di Marx all’unione di tutti i proletari del mondo.

Da questa unione deve risollevarsi la classe lavoratrice che in questi anni ha lasciato mano libera alle politiche liberiste che ne hanno causato il lento declino: oggi che quella classe capitalista viene ad esigere un conto salato che i lavoratori non hanno causato deve tornare ad imporsi la forza di chi è realmente artefice della produzione (e quindi della ricchezza) del mondo. Continua a leggere

Interventi di Stato

I dati svimez danno un quadro disastroso dell’Italia, soprattutto per quanto riguarda il meridione, caduto in una vera e propria “desertificazione industriale”.

La situazione si presenta drammatica per le donne meridionali più giovani che sono infatti ferme nel 2011 ad un tasso occupazionale del 24%. Vale a dire che lavora solo una su quattro. Continua a leggere