Anche i Comuni piangono

Il Governo delle piccole larghe intese fa un regalo ai Comuni italiani tramite la legge di stabilità.

Se da un lato infatti il Governo cerca di soddisfare le lobby affaristiche e politiche che gli consentono di restare in vita dall’altro fa mancare agli enti comunali almeno 1,5 miliardi di euro che si tramuteranno in un taglio dei servizi sociali che questi ultimi dovranno effettuare.

Piero Fassino

Questa ennesima mannaia vede per ora una reazione dei sindaci, capitanati da Fassino il privatizzatore di Torino, che si sta focalizzando su una richiesta di redistribuzione di risorse che non esistono e che, grazie ai trattati europei che i Governi di centro-destra-sinistra hanno sottiscritto e al pareggio di bilancio che i Governi di centro-destra-sinistra hanno approvato, non sarà possibile reperire nei prossimi anni.

La protesta degli enti comunali deve trovare una base politica più avanzata: mettere in discussione il patto di stabilità, iniziare a disubbidire ai diktat che ci sono stati imposti, questa è l’unica strada da percorrere per trovare una via d’uscita dalla crisi che possa partire dalle istanze più locali e giungere infine fino alla politica nazionale.

Su questo principio fondamentale i sindaci avrebbero l’appoggio della società, dei cittadini che oggi amministrano e che da loro esigono una risposta chiara e netta!
Da questo principio vogliamo ripartire anche dal nostro Comune, Marino, per dare una nuova prospettiva all’Italia.

Siamo di fronte ad una scelta dirimente per la vita dei cittadini: da un lato ci sarà la lotta di forze politiche che si vogliono schierare dalla parte dei cittadini dall’altro chi sosterrà solo la cupa accettazione di leggi di stabilità che impoveriranno sempre di più l’Italia.

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Perdono sempre i cittadini

Mentre il dibattito politico e polemico locale si articola sugli interessantissimi temi del futuro candidato a sindaco di centro-destra e le sue imprese e delle diatribe burocratiche di redivivi partiti apprendiamo dalle testate regionali e nazionali che l’Ospedale di Marino è a rischio chiusura per gli ennesimi tagli alla spesa pubblica del Governo Letta.

Chiusura degli ospedali di Marino e Ariccia

Chiusura degli ospedali di Marino e Ariccia

Già più di una volta abbiamo espresso la nostra convizione che l’Ospedale di Marino (ma come quello di Ariccia, di Albano, di Genzano e di altri comuni dei Castelli) siano non solo necessari ma anche fondamentali per il benessere dei cittadini: una presenza pubblica nella sanità è un diritto inalienabile che oggi, come il diritto al lavoro o all’istruzione, ci viene sottratto da un Governo complice dei diktat europei. Continua a leggere

Tenuta a sinistra

Consolidati i risultati elettorali possiamo avanzare alcune riflessioni sulla tornata amministrativa:

  1. Il punto più importante che emerge è che l’astensionismo è in rapida crescita, segno sempre più preoccupante di una disaffezione dell’elettorato alla capacità dei partiti e dei movimenti di poter apportare quel cambiamento sociale ed economico che la base popolare continua a chiedere in maniera sempre più forte.
    astensionismoI partiti non sono più visti come un motore dell’evoluzione sociale della cittadinanza ma un pantano di interessi trasversali e di casta: per questo è importantissimo per noi comunisti non subire il dato ma iniziare a lavorare per costruire un’alternativa sociale, politica ed economica all’attuale stato in essere, non barricarsi dietro alla burocrazia partitica ma far riemergere la volontà di partecipazione delle persone in un progetto che riesca veramente a superare lo stallo economico in cui ci troviamo.
  2. Il Movimento 5 Stelle presenta una battuta di arresto che non deve far pensare ad una sua prematura fine: le elezioni nazionali di febbraio hanno segnato un risultato oltre le attese per il M5S perché lì si è diretta in parte la voglia di cambiamento dei cittadini unita anche ad un voto di sfiducia verso la classe politica tradizionale.
    M5SLe tattiche sin qui adottate dal M5S hanno evidentemente scontentato il suo elettorato che, al pari di ogni altro partito, lo ha punito con il non voto. Vedremo nei prossimi mesi se questa battuta di arresto sarà utilizzata dal M5S per costruire un movimento su delle basi ideologiche e politiche concrete o se avvierà una prematura conclusione della sua esperienza.
  3. Le compagini di Governo (PDL e PD) reggono ma solo perché ripropongono la classica contrapposizione centro-destra centro-sinistra, il tempo ci dimostrerà quanto reale o fittizia. Nel caso del Partito Democratico inoltre i buoni risultati sono dovuti soprattutto alla presenza di candidati (il caso di Roma è emblematico) che non sono espressione diretta delle linee programmatiche della direzione nazionale: vedremo se il loro essere “alternativi” riuscirà a contrastare le politiche liberiste e di tagli che il  Governo ha in mente o se si attesteranno ad una silente sudditanza assertiva.
  4. Il punto finale riguarda il nostro partito: emerge che dove siamo riusciti a costruire una proposta politica coerente e programmatica in opposizione al bipolarismo siamo stati premiati: i casi di Imperia, Ancona, Pisa e Siena indicano la presenza di una Rifondazione Comunistapercentuale non indifferente di cittadini che è ricettiva verso una posizione di alternativa che scardini le attuali politiche anti-popolari.

Questo deve essere per noi un punto di partenza per costruire un vero fronte di Sinistra che sappia opporsi ai diktat del capitalismo a qualsiasi livello, da quello nazionale a quello locale.

Mille firme per le primarie dei lavoratori

Domenica 25 le primarie dei lavoratori hanno fruttato la raccolta di oltre 1000 firme per la campagna referendaria su articolo 18, art. 8 e cancellazione della riforma Fornero sulle pensioni.

I banchetti per i referendum sono stati presenti nelle piazze di Ariccia, Albano, Nettuno, Anzio Labico e di tanti altri paesi dei Castelli Romani e della Litoranea.

C’è stata dunque una partecipazione popolare che difficilmente potrà essere conosciuta attraverso la lettura del giornale, una partecipazione che nessuna televisione ha sentito la necessità di far conoscere e raccontare. Daltra parte in un Paese governato direttamente da emanazioni dei poteri forti con il beneplacido del PdL, dell’Udc e del Partito Democratico i diritti dei lavoratori non fanno più notizia se non, troppo tardi, quando nelle aziende si profila l’ecatombe dei licenziamenti.

Ci hanno detto che per far uscire dalla crisi il nostro Paese era necessario eliminare i lacci del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro.

Ci hanno detto che per salvare l’Italia era necessario ridimensionare le tutele dei lavoratori e prolungare la loro vita attiva. Monti ci dice che la medicina è stata amara ma oggi stiamo meglio.
Tuttavia dopo questa cura miracolosa scopriamo che la disoccupazione che un’anno fa era all’8,5% oggi è al 10,8%. L’inflazione era al 2,5% ora è al 3,6% . I consumi che erano +0.1% ora sono – 3,2%.

E’ giunto il momento di fermare questi “successi”. Noi comunisti crediamo che per salvare l’Italia sia necessario ripartire dal lavoro e dai diritti. Per questo motivo abbiamo messo in campo i referendum sui temi che i lavoratori ritengono primari.

La sfida per raggiungere il quorum necessario a rendere validi i referendum, nel silenzio assordante di gran parte dell’informazione, non è facile, ma la mobilitazione dei circoli del Partito della Rifondazione Comunista continuerà anche nei prossimi giorni.

Sul sito http://referendumlavoro.blogspot.it/ è possibile vedere dove e quando poter firmare nei comuni del territorio dei Castelli Romani, dei monti Prenestini e della Litoranea.

I referendum sono una parte importante di una politica che si oppone al neoliberismo di Monti. L’alternativa politica a Monti non potrà venire dal PD che lo ha sostenuto, ma solo dalle lavoratrici e dai lavoratori che si riappropriano del diritto di partecipare direttamente alle scelte politiche che li riguardano.

Referendum NO VITALIZI – successo della politica vera

Sabato scorso il segretario di Rifondazione Comunista Paolo Ferrero ha consegnato insieme alla Federazione della Sinistra del Lazio i moduli della raccolta firme, avviata quest’estate, per il referendum, promosso dalla Federazione della Sinistra, per l’abrogazione dei vitalizi.
Per cancellare questo privilegio iniquo, ed esteso dalla Polverini anche agli assessori, sono state raccolte le firme di quasi 54.000 cittadini a dimostrare il grande successo dell’iniziativa: Rifondazione Comunista di Marino vuole ringraziare tutti i cittadini che si sono uniti alla lotta portata avanti dal nostro partito per ristabilire, ben prima che gli scandali della Giunta Polverini venissero palesati, un principio di equità e di giustizia sociale.
E’ nostra intenzione, con le nostre battaglie e la nostra condotta, marcare la netta distinzione fra chi svolge regolarmente, con onestà e limpidezza la sua missione politica e chi si preoccupa solo dei propri interessi sacrificando il bene pubblico.

Maledetta produttività

Il Governo Monti dopo le contro-riforme repressive, che hanno ridotto drasticamente i diritti dei lavoratori rendendoli una massa omogenea di precariato che mai raggiungerà l’età pensionabile (fra le più alte in Europa), si appresta a varare l’ennesima “riforma” per rilanciare l’economia dell’Italia: il collegamento fra salari e produttività.

Utilizzando come al solito la propaganda populista di additare modelli “funzionanti” in altre nazioni i ministri Fornero e Passera stanno lavorando su di un piano di “incentivazione” per incrementare la produttività. Continua a leggere

Desolante bilancio estivo a Marino

Giardinaccio Marino“L’estate sta finendo…” come cantava una popolare canzone degli anni ’80 e Marino si sveglia da un torpore quasi mortifero. Cercate silenzio, tranquillità, lunghissime ore di sonno?

Venite a Marino, l’unico Comune dei Castelli Romani in cui non ci sono attività culturali pubbliche nemmeno d’estate! Viaggiando in lungo e in largo nella nostra bella Italia, in ogni Comune, ci si può imbattere in sagre di ogni genere, cinema all’aperto, rassegne teatrali, mercatini di antiquariato oppure di artigianato, in alcune località si arriva addirittura (e sembrano storie marziane confrontate al nostro comune!) a festival medievali e rinascimentali o a rassegne di giocolerìa e arte varia. Continua a leggere