Volontà di confronto o critiche opportunistiche?

 

Manifestazione della Lista Comunista per le elezioni europeeDoverosamente rispondiamo al comunicato stampa di Alessandro Corbelli, presidente del movimento Unire la società alla politica, uscito in questi giorni su alcui mezzi di informazione locali viste le critiche che ci muove per come si è concluso il nostro congresso nazionale.

Avremmo sicuramente preferito che Alessandro Corbelli fosse venuto a confrontarsi con le compagne ed i compagni presenti nella Federazione Castelli, Litoranea e Colleferro durante la fase congressuale che si è svolta a novembre se aveva delle questioni politiche che potevano essere oggetto di dibattito: ha avuto come occasione sia i vari congressi a livello dei circoli comunali sia quello di federazione tenutosi a Lanuvio.

Alessandro Corbelli - USPNon ci risulta che ciò sia avvenuto in nessun modo, né a Marino USP, che sta lavorando all’interno del tavolo/coalizione con altre forze politiche, si è mai messa in contatto con il nostro partito per avviare un confronto su temi indubbiamente importanti e di rilievo sia locale che nazionale: prendiamo pertanto atto del fatto che questa critica a posteriori non sappiamo da cosa nasca se non da valutazioni personali del presidente di USP.

Entrando nel merito delle dichiarazioni Alessandro Corbelli attribuisce al nostro segretario nazionale e al partito della Rifondazione Comunista la responsabilità di non aver saputo, né voluto, unificare le varie anime comuniste in Italia ed anche su questo sarebbe interessante sapere da Alessandro Corbelli quale analisi politica lo ha condotto a tali conclusioni: un’analisi che di sicuro ha poco a che fare un i fatti reali visto che il nostro partito si è sempre impegnato nella ricostruzione non solo di un unico partito comunista ma ha anche più e più volte proposto e promosso la creazione di un movimento politico più ampio (vedi l’esperienza della Federazione della Sinistra) che potesse, come in altre realtà europee, coinvolgere tutti coloro che si battono contro l’oppressione capitalistica in Europa (e di rimando in Italia) e che lottano a favore di una società più giusta, equa e gestita direttamente dai cittadini.

La mera e semplice “unione comunista” prospettata da Alessandro Corbelli non è mai stata possibile perché vi sono punti dirimenti e di rottura molto profondi con altre forze di sinistra soprattutto per quanto concerne il piano politico e il rapporto con il centro-sinistra ed il Partito Democratico: questo sia a livello nazionale che, per quanto concerne il nostro comune, a livello locale.

Rifondazione ComunistaIl nostro partito non ritiene che oggi a livello nazionale il Partito Democratico, che ha sottoscritto tutti i peggiori trattati oppressivi della Troika, che è stato artefice delle peggiori riforme contro lavoro e pensioni, possa essere un interlocutore valido; è nostra intenzione costruire, sul modello di Syriza, Front de Gauche, Linke e Izquerda Unida, un fronte politico che sia espressione di un cambiamento radicale, e rivoluzionario, della nostra società.
Purtroppo non tutte le forze di sinistra concordano con questa visione e ritengono il Partito Democratico imprescindibile attore e alleato della prospettiva di cambiamento; il nostro circolo ritiene che l’analisi negativa sul Partito Democratico valga anche a livello locale e su questo abbiamo fondato la nostra scelta di uscire dal tavolo di lavoro/coalizione.

Se Alessandro Corbelli vuole conoscere le nostre motivazioni politiche e le dinamiche con cui si sono svolti i vari congressi del Partito della Rifondazione Comunista prima di sparare a zero siamo disposti ad esporgliele anche in un confronto pubblico.

Se invece tali critiche, purtroppo anche scarsamente approfondite (almeno da quanto emerge dal comunicato stampa) e povere di contenuto politico, dovessero rappresentare solo delle semplici accuse opportunistiche, legate alla partecipazione di USP al tavolo di lavoro/coalizione con il Partito Democratico a Marino e alla volontà di gettare un po’ di fango e discredito verso chi critica tali posizioni e fa della coerenza programmatica un punto fermo ed imprescindibile, ne prendiamo atto, è nel gioco della politica, ma non possiamo esimerci dal constatare come un movimento politico che si vorrebbe fondare sulla partecipazione dei cittadini tramite anche un programma in gran parte condivisibile basi la sua azione effettiva su una modalità non solo discutibile ma dal nostro punto di vista scorretta e senza alcun fondamento politico.

Sperando che non sia così rivolgiamo ad Alessandro Corbelli, al suo movimento ma soprattutto ai cittadini che siano realmente intenzionati ad un confronto serio e politicamente approfondito su come costruire un reale cambiamento non solo della politica ma anche della società un invito a valutare con attenzione le scelte di ogni singola forza politica e la coerenza che dimostra nel farle.

Se il presidente di USP dichiara oggi il nostro suicidio noi ribadiamo con ancora più forza che la strada intrapresa dal nostro partito è l’unica percorribile per riportare lavoratori, studenti, pensionati, precari e disoccupati a riappropriarsi dei loro diritti e della loro forza e che sarà la coerenza e la netta contrapposizione alla politica “responsabile” e oppressiva delle forze che oggi ci governano e non l’opportunistica alleanza con queste a fare la differenza e far riemergere il nostro Paese e l’Europa dalla crisi che li sta strozzando.

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