Sempre più poveri con sempre meno Stato

I dati macro-economici ancora una volta, inesorabilmente, fotografano la condizione sempre più precaria e di crisi del nostro Paese: a maggio le persone in cerca di lavoro erano 3 milioni 140mila, il 12,2% della forza lavoro; in un anno si sono persi quasi 400.000 posti di lavoro e si stima una perdita di un milione di occupati dal 2008 (anno di inizio della crisi capitalistica attuale).

LAVORO DisoccupazioneA questi dati il Governo delle larghe intese risponde con un’ulteriore stretta padronale contro i lavoratori “varando” quelle norme che consentirebbero una più facile assunzione di personale per l’EXPO 2015.
Ovviamente si parla di assunzioni precarie e stage pagati 500 euro ma la faccenda interessante è che PD e PDL sembrerebbero concordi, vedremo quanto con il benestare dei sindacati, ad estendere questo modello ad altri possibili ambiti portando soprattutto concetti come “lavoro volontario” e “flessibilità” a più alte vette: un ritorno alla servitù della gleba in piena salsa capitalista!

vendesi-italiaInoltre per continuare a fare contenti i nuovi “amici” della destra e togliere IMU ed aumento dell’IVA Letta sta inaugurando una nuova stagione di saldi sulle industrie statali e sul patrimonio pubblico: Finmeccanica, ENI, Enel sarebbero le prime e più appetibili industrie da smobilitare e regalare al privato ma potrebbero seguirne altre a qualsiasi livello (partecipate regionali, municipalizzate e così via).

Vista la situazione e le scelte che si stanno attuando dobbiamo prendere atto di come gli appelli ad un cambiamento di rotta, quantomeno da parte del PD, siano inutili e superflui: come comunisti dobbiamo uscire dalla empasse elettorale ed iniziare a costruire un’alternativa a questo scenario politico ed economico, alternativa che passi attraverso un piano di nazionalizzazioni delle imprese strategiche, in un forte intervento dello Stato nell’economia per rilanciare lavoro e produzione (e non alimentando padroni e capitale).

E’ il momento di scardinare un sistema, quello capitalista, che mostra ormai il suo marciume, questo dovrebbe essere il tema principali di discussione in Italia: il futuro della sua popolazione e non, come tristemente avviene, i destini giudiziari del solito Berlusconi.

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One thought on “Sempre più poveri con sempre meno Stato

  1. Ora «le imprese non hanno più alibi per non assumere». C’è uno sconcertante eccesso di sicumera nelle parole con le quali Enrico Letta ha voluto sintetizzare il senso delle mosse del governo in tema di lotta alla disoccupazione giovanile. Né il quasi miliardo e mezzo di fondi strappati in sede europea né il recente decreto sul lavoro, infatti, autorizzano a ritenere che stia per schiudersi chissà quale campagna acquisti da parte delle aziende.

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