Tenuta a sinistra

Consolidati i risultati elettorali possiamo avanzare alcune riflessioni sulla tornata amministrativa:

  1. Il punto più importante che emerge è che l’astensionismo è in rapida crescita, segno sempre più preoccupante di una disaffezione dell’elettorato alla capacità dei partiti e dei movimenti di poter apportare quel cambiamento sociale ed economico che la base popolare continua a chiedere in maniera sempre più forte.
    astensionismoI partiti non sono più visti come un motore dell’evoluzione sociale della cittadinanza ma un pantano di interessi trasversali e di casta: per questo è importantissimo per noi comunisti non subire il dato ma iniziare a lavorare per costruire un’alternativa sociale, politica ed economica all’attuale stato in essere, non barricarsi dietro alla burocrazia partitica ma far riemergere la volontà di partecipazione delle persone in un progetto che riesca veramente a superare lo stallo economico in cui ci troviamo.
  2. Il Movimento 5 Stelle presenta una battuta di arresto che non deve far pensare ad una sua prematura fine: le elezioni nazionali di febbraio hanno segnato un risultato oltre le attese per il M5S perché lì si è diretta in parte la voglia di cambiamento dei cittadini unita anche ad un voto di sfiducia verso la classe politica tradizionale.
    M5SLe tattiche sin qui adottate dal M5S hanno evidentemente scontentato il suo elettorato che, al pari di ogni altro partito, lo ha punito con il non voto. Vedremo nei prossimi mesi se questa battuta di arresto sarà utilizzata dal M5S per costruire un movimento su delle basi ideologiche e politiche concrete o se avvierà una prematura conclusione della sua esperienza.
  3. Le compagini di Governo (PDL e PD) reggono ma solo perché ripropongono la classica contrapposizione centro-destra centro-sinistra, il tempo ci dimostrerà quanto reale o fittizia. Nel caso del Partito Democratico inoltre i buoni risultati sono dovuti soprattutto alla presenza di candidati (il caso di Roma è emblematico) che non sono espressione diretta delle linee programmatiche della direzione nazionale: vedremo se il loro essere “alternativi” riuscirà a contrastare le politiche liberiste e di tagli che il  Governo ha in mente o se si attesteranno ad una silente sudditanza assertiva.
  4. Il punto finale riguarda il nostro partito: emerge che dove siamo riusciti a costruire una proposta politica coerente e programmatica in opposizione al bipolarismo siamo stati premiati: i casi di Imperia, Ancona, Pisa e Siena indicano la presenza di una Rifondazione Comunistapercentuale non indifferente di cittadini che è ricettiva verso una posizione di alternativa che scardini le attuali politiche anti-popolari.

Questo deve essere per noi un punto di partenza per costruire un vero fronte di Sinistra che sappia opporsi ai diktat del capitalismo a qualsiasi livello, da quello nazionale a quello locale.

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2 thoughts on “Tenuta a sinistra

  1. Non viene spiegato, e non condividerei l’equazione-fotocopia capitalismo nazionale-capitalismo locale. Ad esempio vale per Roma? Che pure non è un comunello ma la capitale d’Italia. Dico Roma perchè, ad esempio, dopo il risultato di “tenuta” (2,30), che indicazioni si daranno al ballottaggio? Un risibile voto di coscienza? Oppure il non voto? O, coerentemente con la battaglia per cacciare la destra dal comune di Roma l’indicazione di votare Ignazio Marino? Credo che ai comunisti che si mischiano con le cose quotidiane dei cittadini e dei più deboli, interessa fare politica selezionando le scelte per quelle che si presentano. Oggi, la scelta è: rischio destra ancora, oppure il centrosinistra? Personalmente, visto programmi e uomini e donne, non ho dubbi: fuori Alemanno dal comune!

    • Benché la “cacciata” delle destre dalle amministrazioni rappresenti un obiettivo dei comunisti a qualsiasi livello questo non può essere il solo perno di alleanza con il centro-sinistra: è necessaria una più ampia condivisione di obiettivi programmatici e di visione di quale società si vuole costruire.
      L’obiettivo primario per i comunisti deve restare sempre il cambiamento della società a qualsiasi livello e questo si può perseguire non attraverso una serie di passettini progressivi, che ci hanno visto fra l’altro negli ultimi anni troppo spesso minoritari e schiacciati numericamente, ma attraverso un programma di alternativa che sappia rappresentare veramente quel cambiamento che i cittadini richiedono alla politica.
      A Roma sussistono degli interessi capitalistici che negli anni sono riusciti a trovare rappresentanza, e concretizzazione, in entrambi gli schieramenti, ad oggi non sappiamo se le dichiarazioni di Marino sul diverso assetto cittadino potranno diventare una realtà o resteranno solo parole sulla carta, se nei prossimi giorni ci sarà da parte sua una maggiore apertura alle posizioni che come Sinistra per Roma, e come alleati di Sandro Medici, abbiamo convintamente espresso riteniamo che l’appoggio più che sperato sia dovuto, altrimenti sarà più che giusto lasciare agli elettori la libertà di votare o di astenersi in tutta coscienza al ballottaggio.

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