Il ritorno di Marx

Karl_MarxNei giorni scorsi è uscito un articolo sul Time, il settimanale statunitense, in cui si argomenta come alcuni concetti del filosofo tedesco in questi tempi di crisi risultino attuali e veritieri.
Anche su alcuni siti italiani la notizia è rimbalzata destando indubbiamente delle curiosità.

Leggendo approfonditamente l’articolo si notano però delle storpiature tipiche del giornalismo borghese quando si immerge nella dottrina marxista che non possiamo accettare.lotta di classeIn primo luogo la tendenza classica di “salvare” determinate istanze di Marx, ad oggi bagaglio anche della social-democrazia, e demonizzarne altre: ad esempio rappresentare come giusta l’analisi dell’impoverimento causato dal capitalismo ma ritenere errato il suo superamento con la dittatura del proletariato; la dottrina marxista mondata della sua componente rivoluzionaria perde di ogni significato e di ogni forza, diviene un programma di giustizia sociale socialdemocratico perseguito da gran parte della sinistra mondiale e dimostratosi in questi anni fallimentare.

In questo modo un articolo che in apparenza sembra ridare credito alla dottrina marxista in realtà la trasforma nella prassi politica del “capitalismo dal volto umano” dimostrando di non comprendere, o di far finta di non voler comprendere, la differenza sostanziale che esiste fra riformismo e rivoluzione.

Ulteriore dimostrazione della faziosità dell’articolo è data dalla rappresentazione della “lotta di classe” come espressione di una protesta che si manifesta solo attraverso le elezioni o con manifestazioni estemporanee; sul ruolo poi di come la lotta di classe abbia favorito le elezioni di Hollande in Francia e Obama negli USA l’articolista prende la cantonata più grossa riconducendo, per l’ennesima volta, il disagio dei lavoratori in una scelta fra la socialdemocrazia e il liberismo sfrenato.

capitalism_and_other_kids_stuffQueste non sono le vie di uscita alla crisi, se ad oggi è vero che la classe lavoratrice paga una disgregazione e un’incapacità di azione è anche vero che non basterà invocare “i politici a trovare nuovi metodi per garantire eque opportunità economiche” perché il capitalismo dal volto umano non esiste e non esisterà mai, la via riformista si è dimostrata perdente nel lungo periodo, è il tempo di “spezzare le catene”.

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