Rivoluzionare non riformare

I dati che provengono da Confcommercio, ISTAT e da altri istituti di ricerca non sono certo confortanti: l’Italia è una nazione che sempre di più si sta impoverendo (oltre 4 milioni di concittadini sotto la soglia di povertà) e questo sta portando al blocco dei consumi, alla chiusura dei negozi e alla perdita di produzione industriale.

Riforma lavoroAttore principale della crisi nazionale è la perdita sistematica di posti di lavoro ed il blocco degli stipendi di chi un lavoro ancora ce l’ha.Ad un anno dalla “meravigliosa riforma” della Fornero possiamo vederne i frutti:aumento della disoccupazione e della precarizzazione, riduzione del potere d’acquisto, blocco delle assunzioni.
Nei primi nove mesi del 2012 – analizzando il sistema delle comunicazioni obbligatorie al ministero del Lavoro – risultano 640mila rapporti di lavoro interrotti con un licenziamento (tra individuali e collettivi), il che significa un aumento dell’11% sul 2011 mentre oltre il 67% delle assunzioni è stato formalizzato con contratti a termine (1,65 milioni), solo il 17,5% a tempo indeterminato (430.912) e il 6,4% con contratti di collaborazione (156.845 unità). Precari, protesteL’apprendistato ha riguardato appena il 2,5% delle assunzioni. Rispetto ai mesi precedenti si registra un crollo per le collaborazioni (-22,5%) e per gli “altri contratti” flessibili (-24,3%).

Su tutto questo pesano inesorabilmente le complicità sia del Partito Democratico, che ha votato delle leggi palesemente repressive dei diritti dei lavoratori, sia dei sindacati a partire proprio dalla CGIL la cui connivenza politica con il centro-sinistra ha consentito un ulteriore passo verso la disgregazione sociale.

Rifondazione ComunistaIl Partito della Rifondazione Comunista ha sempre contestato questa contro-riforma e il comportamento opportunistico del PD e delle sigle sindacali, per questo avevamo raccolto con altre forze politiche le firme per il ristabilimento dei diritti, per questo oggi veniamo a dire che non è più il tempo di riforme per il lavoro ma una vera e propria rivoluzione legislativa e culturale che metta fine alla precarizzazione della vita dei giovani, che assicuri un futuro a tutte le categorie di lavoratori a qualsiasi età, che ristabilisca il primato della classe lavoratrice sul profitto capitalistico: questa è l’unica “riforma” che ci sentiamo di condividere con le altre forze politiche che vorranno lottare con noi!

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