Imperialismo tricolore

La vicenda dei due marò che in questi giorni, nonostante il conclave e l’insediamento del nuovo Parlamento, trova spazio sulle pagine dei giornali ci evidenzia come la frizione fra Stati sia ancora il motore della “diplomazia internazionale” e come il nostro Paese continua a perseguire una politica, per dirla come Lenin, imperialistica e di forza.
INDIA: MARO'; IN TRIBUNALE A KOCHI, NUOVA UDIENZA 18/6 ++La creazione di uno sentimento nazionalistico di fronte a questa vicenda montata ad arte dal ministro Terzi e di una volontà di “giustizia patria” si inquadra, nel suo piccolo, nella lotta di supremazia che le nazioni perseguono da anni.

L’Italia pur ripudiando la guerra sulla costituzione in questi anni ha incrementato in maniera considerevole il suo intervento militare nelle questioni internazionali (Jugoslavia, Libano, Libia, Afghanistan, Iraq) nel tentativo, come altre nazioni europee, di mantenere il loro posto nello schacchiere imperialistico alle spalle degli Stati Uniti.
A questa escalation militaristica fa riflesso il cospicuo investimento in armi e veicoli militari (di cui gli F35 sono solo l’ultimo caso): siamo di fronte ad un mondo capitalistico che continua ad armarsi per affermare nel mondo un suo potere che declina sempre più velocemente.

imperialismoD’altro canto l’armarsi di una parte del mondo comporta sempre la reazione di altre nazioni che, considerandosi minacciate, reagiscono di conseguenza.
Il risultato è un depauperimento delle risorse nazionali, della possibilità di investire in sanità, politiche sociali e istruzione: istanze sacrificate nel nome della “difesa” ed immolate sull’altare dei profitti delle floride aziende di guerra.
Di fronte alle diseguaglianze sociali che si stanno ampliando ed inasprendo in questi anni fanno ridere le premiazioni con il nobel della pace di Obama e della Comunità Europea, i principali attori della spesa militare.

f-35Nell’imperialismo fra le nazioni è insito il fallimento di ogni pacifismo, la fratellanza fra i popoli, la giustizia di tutti gli oppressi resteranno sempre concetti metaforici sino a quando si instaureranno sentimenti nazionalistici utili solo a sperperare la ricchezza di un popolo in armi di sterminio di un altro popolo.

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