Rivoluzione Civile: scuola e cultura al centro della ripresa

ingroia fotoAffermiamo il valore universale della scuola, dell’università e della ricerca pubbliche. Vogliamo garantire a tutte e tutti l’accesso ai saperi, perché solo così è possibile essere cittadine e cittadini liberi e consapevoli, recuperando il valore dell’art.3 della Costituzione, rendendo centrali formazione e ricerca. Vogliamo portare l’obbligo scolastico a 18 anni. Vanno ritirate le riforme Gelmini e il blocco degli organici imposto dalle ultime leggi finanziarie. E’ necessario accantonare definitivamente qualsiasi progetto di privatizzazione del sistema di istruzione e stabilizzare il personale precario. Vogliamo valorizzare il patrimonio culturale, storico e artistico, come afferma l’art. 9 della Costituzione. Vogliamo una riforma tagli_scuolademocratica dell’informazione e del sistema radiotelevisivo che ne spezzi la subordinazione al potere economico-finanziario. Vogliamo una legge sul conflitto di interessi e che i partiti escano dal consiglio di amministrazione della Rai.
Vogliamo il libero accesso a Internet, gratuito per le giovani generazioni e la banda larga diffusa in tutto il Paese, perché riteniamo fondamentale formare una classe di cittadini preparati e liberi intellettualmente.

teatro-valle-occupatoOltre al ruolo centrale della scuola non possiamo ignorare come a qualsiasi livello siano intervenuti dei tagli pesantissimi sulla cultura: il patrimonio presente nel territorio italiano è un bene preziosissimo, non si può assistere al degrado di Pompei, al crollo degli Uffizi di Firenze in maniera passiva, vogliamo reagire stimolando turismo ed accesso alla cultura.
Per questo è fondamentale per Rivoluzione Civile ripristinare un forte intervento a favore di teatri, cinema ed associazioni culturali: vanno tutelate tutte le maestranze che rendono possibile la diffusione della cultura e non relegarli a ruoli di precari o di sfruttati.

Anche in chiusura di legislazione il Governo Monti taglia il Fondo Unico per lo spettacolo e questo non può che preoccuparci: uno Stato che non investe in cultura è uno Stato che non vuole dei cittadini ma dei servi da opprimere.

In difesa di scuola e cultura il 24 e il 25 febbraio l’unico voto possibile è a Rivoluzione Civile

Rivoluzione Civile

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One thought on “Rivoluzione Civile: scuola e cultura al centro della ripresa

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