Gettare la maschera

bersani_montiDi fronte alle sparate populiste di Berlusconi Bersani e il PD getta finalmente la maschera e dopo un paio di settimane di serrati attacchi a Monti e al suo schieramento inizia ad intavolare con il presidente del Consiglio delle trattative per andare al Governo insieme.A poco valgono i distinguo posteriori (“Sarà solo sulle riforme strutturali”) declamati solo per sedare il suo alleato di sempre, Vendola e SEL; la realtà è che ci si prospetta un’alleanza fra il centro-sinistra liberale di Bersani e il centro-destra liberista di Monti in nome della tanto decantata “responsabilità”, parola che in Italia dal novembre del 2011 ha portato ad un incremento della disoccupazione, delle richieste di cassa integrazione (+61%) e ad un impauperimento della classe lavoritrice il cui potere di acquisto ha raggiunto livello post guerra mondiale.

Questa svolta liberista di Bersani ci porta ad alcune considerazioni politiche:

  1. La prima è che non si può parlare di vera e propria svolta, Programma PD, che in questi giorni anche Repubblica ha pubblicato, evidenzia come il Partito Democratico si voglia muovere in perfetta continuità con quanto fatto da Monti e da loro votato, mantenendo così una coerenza anti-sociale inequivocabile.
    Sul lavoro il PD afferma di “non intendiamo toccare la riforma dell’articolo
    18 nella formulazione alla tedesca (così viene chiamata la contro-riforma Fornero).con buona pace di chi, alleato, si è battuto in un referendum per ripristinare l’articolo 18 (leggi Vendola e SEL); nel documento si afferma inoltre come il Contratto Nazionale sia ormai superato visto che “gli accordi aziendali o locali per la produttività rappresentano una opportunità.Oltre al lessico aziendalista vorremmo chiedere ai candidati del PD quale opportunità ha rappresentato l’accordo FIAT o altri modelli di sottomissione dei lavoratori.
    Bersani nemico dei lavoratoriPiena continuità anche nel rispettare i dettami europei del Fiscal Compact (non è un caso che Bersani sia uscito con le dichiarazioni di ieri subito dopo aver parlato con il ministero tedesco delle finanze, principale promotore della ricetta greca), infatti “Noi garantiamo gli accordi presi in Europa, anche se ricordiamo che li ha firmati Berlusconi e che la loro onerosità è dipesa dalla non credibilità e dalla incapacità del governo del centrodestra. In particolare garantiamo gli impegni sui conti pubblici approvati dal Parlamento italiano (il fiscal compact), compreso il pareggio di bilancio nel 2013“. Anche se l’incapacità è stata di Berlusconi il PD deve ritenere giusto obbligare l’Italia a 20 anni di manovre da 45 miliardi!!
    no ai caccia F35Infine anche sulle spese militari il Partito Democratico decide di schierarsi superbamente nello scacchiere imperialista infatti pur condividendo “la preoccupazione dell’opinione pubblica sulle spese per gli armamenti. Fermo
    restando che le esigenze di difesa e di sicurezza dello Stato si sono radicalmente modificate, ma restano, bisogna assolutamente rivedere il nostro
    impegno per gli F35. La nostra priorità in questo momento è il lavoro.Una non risposta efficace e opportunistica. Vi lasciamo da soli alla lettura del resto con liberalizzazioni/privatizzazioni, inattacabilità della riforma pensionistica, nessuna patrimoniale ed altre amenità che evidenziano come il PD da anni è un partito liberale che continua a raccogliere i voti da sinistra fingendosi social-democratico e continuando ad appellarsi alla strategia del “Berlusconi è peggio”.
  2. In questo contesto di convergenza a destra la scelta di SEL e di Vendola si dimostra quanto mai inopportuna: la strategia di chiedere ai votanti di preferire, nello schieramento di centro-sinistra, il loro partito rispetto al PD o di sottrarre voti a chi al modello capitalistico si oppone in nome di una governabilità senza Monti risulta a tratti marcatamente surreale e pacchiana. SEL ha infatti scelto la strada delle primarie sottoscrivendo una carta di intenti liberista pensando di spostare l’asse ed è vendola col cappellostata sconfitta, oggi si trova in una posizione di sudditanza dal PD a cui resta attaccata per una chiara visibilità parlamentare ma non di programma. I compagni di SEL vedranno ben presto come saranno ridotti al silenzio e a sottoscrivere le riforme pro-capitale che Monti pretenderà di varare.
  3. Emerge pertanto come la scelta di Rivoluzione Civile ad oggi rappresenti non un voto di protesta (o addirittura inutile) ma la possibilità per gli italiani di dire no ad un modello capitalistico che ci sta portando alla rovina e la sola strada per ripristinare quelle condizioni di equità, quei rapporti di forza fra lavoratore ed imprenditore che soli possono consentire l’uscita dalla crisi di tutto il Paese.

Rivoluzione Civile

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One thought on “Gettare la maschera

  1. Pingback: Scelte suicide | Rifondazione Comunista di Marino

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