Il sonno della politica

cartello-scuola-pubblicaDopo aver sostenuto in nome della “responsabilità” un Governo che in un anno ha effettuato tagli miliardari a sanità ed istruzione, ha favorito il privato penalizzando il pubblico, ha incrementato in modo iniquo la pressione fiscale (sfavorendo principalmente i redditi medio-bassi), ha portato la disoccupazione a livello mai raggiunto ed ha abrogato brutalmente i diritti dei lavoratori per condannare ulteriormente tutti ad un futuro di precarietà, i partiti responsabili si ritrovano fra le mani la “patata bollente” della candidatura-non candidatura di Mario Monti.

Evidentemente troppo poco amante della democrazia per candidarsi, e d’altronde già con un seggio garantito grazie alla sua carica di senatore a vita, Monti si dimostra per quello che, anche in queste pagine, abbiamo sempre dichiarato: un politico e non un tecnico.

mario-monti-rimini-2012Le stesse scelte del suo Governo non si possono annoverare all’ambito tecnico: sono state manovre politiche che dovevano, ed hanno favorito la grande finanza mondiale, hanno creato un nuovo spazio competitivo di salariati a basso costo ed alta disperazione.

Ringraziamo sentitamente i partiti che in nome della responsabilità ieri ci hanno condotto a questo e che oggi pretendono di spacciarci una nuova linea politica che si discosta dalla “Agenda Monti”.
Soprattutto Bersani continua in Italia a dare falsi messaggi, prospettando un socialismo moderno che immancabilmente smentisce di fronte all’Europa verso la quale continua il servilismo montiano e la sottomessa perdita di sovranità.

Spending-reviewCrediamo che mai come nel 2013 le elezioni politiche abbiano avuto un’importanza capitale e si prospettano chiaramente due schieramenti distinti: chi non accetta i diktat della finanza e che si schiera con il popolo (Cambiare si può, il movimento arancione,…) e chi, seppur con sfumature differenti, accetta e sottoscrive il modello di sviluppo repressivo ed anti-sociale che si vuole affermare in tutto il mondo, modello che vedrà una sola vittima sacrificale: il popolo!

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