Dramma ILVA

Dopo la decisione della magistratura di trarre agli arresti il vicepresidente del Gruppo, Fabio Riva, l’ex direttore del siderurgico di Taranto, Luigi Capogrosso, l’ex consulente dell’Ilva, Girolamo Archina’, e l’ex consulente della procura di Taranto Lorenzo Liberti, gia’ preside della Facolta’ di Ingegneria a Taranto con le accuse di  corruzione e associazione a delinquere non si è fatta attendere la reazione del capitalismo: bloccare la fabbrica.

Si attua in questo modo la strategia del ricatto per cui si cerca di bloccare totalmente il settore siderurgico in Italia (e migliaia di operai) proponendo alle parti sociali, al Governo e agli operai una scelta inaccettabile: quella fra lavoro e salute.E’ necessario che la politica e lo stesso Stato diano una soluzione al dramma di Taranto (che l’ultima indagine del Sole24Ore pone ultima sulle 107 provincie per vivibilità) e di tutta la Puglia (sempre secondo la stessa indagine Lecce risulta 91esima, Bari 100esima, Foggia 101esima con buona pace del miracolo pugliese); una risposta che non può essere equivoca o ambigua ma che sia efficace nel salvaguardare sia il diritto alla salute che il posto di lavoro.

Noi comunisti avanziamo la proposta della nazionalizzazione della fabbrica, come anche alcune sigle sindacali (FIOM e USB) stanno avanzando, perché solo elevando il problema oltre le logiche del profitto e del mercato si potranno salvare sia i cittadini di Taranto che gli operai dell’ILVA: la Costituzione lo consente ed obbliga ad agire in tale maniera se si vogliono rispettare i suoi articoli

Art. 35. La Repubblica tutela il lavoro in tutte le sue forme ed applicazioni.

Art. 41. L’iniziativa economica privata è libera. Non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana. La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l’attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali.

Art. 42. La proprietà è pubblica o privata. I beni economici appartengono allo Stato, ad enti o a privati. […] La proprietà privata può essere, nei casi preveduti dalla legge, e salvo indennizzo, espropriata per motivi d’interesse generale.

Per Rifondazione Comunista la nazionalizzazione dell’ILVA non è solo una scelta dettata dall’urgenza ma dovrà essere il modello di sviluppo per riappropriarsi di quei settori strategici che appartengono di diritto al popolo (energia, acqua, trasporti, ricerca, istruzione, sanità) e che il capitalismo non ha saputo far evolvere ma solo sfruttare e su cui ha speculato.

Siamo oggi accanto a tutti gli operai che stanno occupando le fabbriche ILVA a Taranto, Genova e Venezia per iniziare il vero percorso di costruzione di una nuova sinistra italiana.

 

 

Annunci

2 thoughts on “Dramma ILVA

  1. Pingback: Quello che la CGIL non ha voluto ascoltare | Rifondazione Comunista di Marino

  2. Pingback: Ilva pubblica | Rifondazione Comunista di Marino

Contribuisci con la tua opinione

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...