Proletari di tutto il mondo….

Manifestazione 14 novembreLa manifestazione che si sta svolgendo in queste ora in tutta Europa della classe lavoratrice contro le politiche rigoriste non può che riportarci alla mente l’appello di Marx all’unione di tutti i proletari del mondo.

Da questa unione deve risollevarsi la classe lavoratrice che in questi anni ha lasciato mano libera alle politiche liberiste che ne hanno causato il lento declino: oggi che quella classe capitalista viene ad esigere un conto salato che i lavoratori non hanno causato deve tornare ad imporsi la forza di chi è realmente artefice della produzione (e quindi della ricchezza) del mondo.

Oggi sindacati, associazioni e studenti rialzano la testa per dire “NO” alle politche rigoriste ed anti-sociali: in Italia, in Grecia, Spagna, Portogallo ma anche in Germania ed in altre nazioni un movimento unitario scende in piazza oggi e lo stesso movimento unitario deve domani riportare al potere i lavoratori, gli oppressi, i “meno fortunati”.

Il Partito della Rifondazione Comunista, con il segretario Ferrero, ha scelto di stare vicino agli operai FIAT di Pomigliano perché il posto di un partito dei lavoratori è al loro fianco nella lotta.

La protesta non deve fermarsi in questa splendida giornata: bisogna ripartire con un programma che aggreghi queste forze per salvare l’Europa dal collasso causato dal capitalismo con la connivenza dei partiti che oggi governano.

In questo giorno non possiamo non parlare anche della protesta dei minatori del Sulcis: una popolazione ridotta ormai alla sussistenza di Stato, a causa di politiche cieche e che hanno favorito solo le speculazioni industriali, ieri ha dato prova di orgoglio dimostrando ai ministri Passera e Barca che chi governa il Paese deve dare risposte al popolo e non ai mercati, alla finanza o al capitale.

I ministri, emuli dell’imperialismo statunitense in Vietnam, sono fuggiti in elicottero, piuttosto che ascoltare la popolazione e trovare una soluzione alla crisi della regione, e, come per il caso della Fornero a Napoli, hanno preferito che al posto loro parlassero i poliziotti.
Il governo – dice Ferrero – risponde sempre più spesso coi manganelli, mandando le forze dell’ordine a reprimere ogni sacrosanta protesta. Per il lavoro nel Sulcis ci vogliono soluzioni serie e in tempi brevi, impegni concreti: lo stato deve intervenire direttamente con un piano per l’occupazione. Il tempo delle parole è finito

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