Interventi di Stato

I dati svimez danno un quadro disastroso dell’Italia, soprattutto per quanto riguarda il meridione, caduto in una vera e propria “desertificazione industriale”.

La situazione si presenta drammatica per le donne meridionali più giovani che sono infatti ferme nel 2011 ad un tasso occupazionale del 24%. Vale a dire che lavora solo una su quattro.In questo sfacelo complessivo ci verrebbe da chiedere al Presidente del Consiglio Monti dove è andata a finire la luce che, con proclami messianici, intravedeva in fondo al tunnel.
Le grottesche manifestazioni di fiducia nella ripresa del Governo si scontrano crudelmente con la realtà del Paese; le menzogne propagandistiche necessarie per proseguire l’opera di smantellamento dello stato sociale e per elevare a sistema il capitalismo liberista ogni giorno di più vengono smentite da crisi occupazionale, calo dei consumi e recessione.

D’altro canto, se si emerge dal sostrato borghese dei mezzi di informazione che proseguono nel dipingere in Monti e nei suoi tecnocrati ministri i salvatori dell’Italia, non si può non notare come riforme anti-sociali e anti-classe (la riforma delle pensioni e quella del lavoro) siano state varate in tempi brevissimi (creando il dramma degli esodati) mentre la famigerata legge per la crescita sia arenata da mesi.

L’incapacità del Governo di emanare una legge sulla “ripresa” è rappresentativa della crisi del capitalismo che non si può superare con i mezzi del capitalismo: una legge per rilanciare la ripresa industriale e l’innovazione dei servizi non è possibile con una classe imprenditoriale che si sta dimostrando un coacervo di parassitiin grado di “fare impresa” solo con i soldi dei contribuenti o speculando sulla salute delle persone.

E’ chiaro che le uniche manovre di crescita che il sistema capitalista può concepire riguarderebbero una maggiore malversazione della classe lavoratrice ed un aumento della protesta sociale contro le riforme e contro i partiti opportunistici (PD, PdL e UdC) che stanno appoggiando il Governo.
Protesta sociale che la politica italiana di palazzo ed il Governo vorranno per ora sedare per non farla sfociare nelle manifestazioni popolari che in questi giorni stanno bloccando nazioni come la Spagna, il Portogallo e la Grecia e che rischiano di causare il ribaltamento delle strategie liberiste di controllo delle nazioni.

In questo contesto vediamo una sola possibile via di uscita, che è quella che ribadiamo da mesi con tutta la nostra energia e convizione: lo Stato deve intervenire direttamente nell’economia divenendo il traino per la ripresa ma non “donando” a scatola chiusa soldi pubblici (come negli scorsi decenni è sempre stato fatto) ma utilizzando gli aiuti concessi a banche ed imprese per acquistarne la proprietà, riportando sotto il controllo dello Stato i fulcri fondamentali dell’economia e della produzione, lasciati per troppi anni a marcire in mano al capitalismo e alla logica del profitto o della rendita.

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One thought on “Interventi di Stato

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