Perché non cambierà nulla

Si attende con trepidazione l’ennesimo vertice europeo che dovrebbe trovare le soluzioni alla crisi sistemica che sta imperversando in Europa; su tutti i giornali, con un parallellismo quantomai poco professionale e tristo, si contrappone il confronto fra Monti e la Merkel a quello calcistico che i rispettivi paesi affronteranno domani.Al di là delle ardite metafore l’informazione come al solito semplifica le problematiche e pone il classico scenario binario (come se fossimo computer in grado di ragionare solo per uno e zero) in cui tutta la questione sembra risolversi in “eurobond sì o no“.

Purtroppo non è così semplice come sembra perché il problema è a monte del vertice, è determinato dalla composizione dei leader europei, quasi tutti grigi burocratici liberal-conservatori che sanno solo adottare le stesse ricette economiche che ci hanno condotto alla crisi e queste stesse ricette ora ci vogliono proporre come soluzione, non c’è speranza in questo summit perché non c’è una vera alternativa, perché l’alternativa sarebbe la fine del capitalismo!

Pur non parteggiando certo per la Merkel, il cui unico fine sembra la costituzione di un pangermanismo economico, riteniamo che la soluzione degli eurobond se non armonizzata con altre scelte innovative non potrà essere una panacea per tutti i mali ma solo un viatico alla prossima crisi finanziaria in cui verranno presi d’assalto i debiti continentali.

D’altra parte la miopia della Germania è sconvolgente, e sembra che non solo la sua cancelleria ne sia affetta ma anche gli opportunistici partiti di “sinistra” SPD e Verdi (degni emuli del Partito Democratico) che voteranno il fiscal compact, e rischia di disintegrare l’economia europea.

speculazioniMa qui sta il punto, non farsi intimorire dalla crisi, non recedere di un passo dai diritti e da sovranità democratiche che verrebbero sostituite non già da una democrazia europea ma da un autoritarismo capitalistico!

Le soluzioni ci sono e passano attraverso

  1. una nazionalizzazione delle banche (e non al loro finanziamento con soldi pubblici come è successo negli scorsi anni fino ad oggi con il caso caldo caldo del Monte Paschi) in modo da continuare a finanziare famiglie ed aziende che vogliano dare lavoro e non alimentare la speculazione,
  2. un controllo maggiore sulla finanza che vada oltre la Tobin Tax (se mai la vedremo),
  3. una stretta sui guadagni da rendita per riportare in primo piano l’economia reale, quella fatta di materialità e non di aria
  4. soprattutto ripartendo dal lavoro e dalla classe lavoratrice, che oggi conosce il suo giorno più buio in Italia.

Ma questo non avverrà nei prossimi giorni perchè siamo governati da capitalisti, da gente che non sa che parlare la lingua del denaro ma mentre loro si riferiscono al mercato come fosse un essere vivente   noi ci rivolgiamo alle persone reali:

è il momento di mettere la parola fine a questo sistema disumano chiamato capitalismo, è venuto il momento di creare una vera alternativa al mercato e ai suoi ministri che oggi ci governano!

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One thought on “Perché non cambierà nulla

  1. Pingback: Verso la democrazia bancaria | Rifondazione Comunista di Marino

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