20 manovre da 45 miliardi

Oltre alla riforma del lavoro in questa settimana il Parlamento italiano voterà anche l’adesione del nostro paese al Fiscal Compact.

Ancora una volta la partitocrazia centrista (PdL, PD e UdC) che sta soffocando la classe lavoratrice si impegna compatta ad un voto di fiducia per imbrigliare l’economia italiana in alcune regole che andiamo a riepilogare:

  • l’impegno ad avere un deficit strutturale che non deve superare lo 0,5% del PIL e, per i paesi il cui debito è inferiore al 60% del PIL, l’1%;
  • l’obbligo per i Paesi con un debito pubblico superiore al 60% del PIL, di rientrare entro tale soglia nel giro di 20 anni, ad un ritmo pari ad un ventesimo dell’eccedenza in ciascuna annualità;
  • ogni stato deve garantire le correzioni automatiche quando non raggiunga gli obiettivi di bilancio concordati ed è obbligato ad agire con scadenze determinate;
  • le nuove regole devono essere inserite preferibilmente in norme di tipo costituzionale o comunque nella legislazione nazionale;
  • la Corte europea di giustizia verificherà che i paesi che hanno adottato il trattato l’abbiano trasposto nella legislazione nazionale;
  • il deficit pubblico, come previsto dal Patto di stabilità e crescita, dovrà essere mantenuto sempre al di sotto del 3% del PIL; in caso contrario scatteranno sanzioni semi-automatiche;
  • ci saranno almeno due vertici all’anno dei 17 leader dei paesi che adottano l’euro;
  • il trattato intergovernativo entrerà in vigore quando sarà stato ratificato da almeno 12 dei paesi interessati.

Queste norme costringerebbero l’Italia a venti anni di manovre da 45 miliardi di euro l’una (la manovra di Monti di fine anno era di circa 30 miliardi) fatto salvo un non incremento del tasso di interesse dei nostri titoli di Stato.

Venti anni di manovre da 45 miliardi rappresenteranno dei tagli sostanziali, se non definitivi, a qualsiasi forma di welfare e ad una tassazione mortale per l’economia italiana oltre alla svendita di qualsiasi patrimonio pubblico a favore delle altre nazioni, prima fra tutte la Germania dove si è perpetrato l’ennesimo tradimento della socialdemocrazia (dopo i casi di Italia e Grecia).

Inoltre nel caso i prossimi governi non dovessero riuscire a spremerci abbastanza, per far rispettare i vincoli che ci stiamo imponendo da soli, verranno sicuramente ridotti stipendi e pensioni.

Ci stiamo intessendo da soli la corda per impiccarci! Dobbiamo fermare il Governo Monti e le sue politiche repressive! Dobbiamo dare all’Italia e all’Europa una svolta che vada contro i regali alle banche e il baratro della povertà per il resto della popolazione!

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7 thoughts on “20 manovre da 45 miliardi

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