Il decreto inviluppo

Alla fine il “superministro” Passera è riuscito nella sua impresa e l’Italia potrà avere il suo decreto sviluppo: una serie di manovre che dovrebbero rilanciare l’Italia.

La questione che emerge è però comprendere che Italia si vuole aiutare e perché. E la risposta è purtroppo sempre la stessa: il decreto sviluppo si rivolge, come tutte le altre leggi del Governo Monti, ai capitalisti, a chi fa della rendita la principale leva di ricchezza.

Non è presente neanche una singola norma per incentivare il lavoro, per incrementare lo stipendio degli occupati (che rappresenterebbe una maggiore entrata nelle casse dello Stato), per ridurre l’oppressione fiscale dalle spalle della popolazione.Fondo per la crescita sostenibile: quasi un miliardo di euro (più un altro miliardo da prendere dalla Cassa depositi e prestiti) per le aziende; per ora non ci sono tracce di contributi alle assunzioni, Rifondazione Comunista resta speranzosa ma riteniamo che sia l’ennessimo regalo ai padroni, dopo le banche ed i vari doni, sotto forma di debito pubblico che dovremo pagare, ecco un nuovo assegno in bianco alle imprese: Confindustria sarà ora contente dopo i turbamenti degli scorsi giorni.

Le infrastrutture e il Piano Città:  i Comuni potranno utilizzare i profitti che riusciranno a garantirsi dalle municipalizzate (ottenibili tramite l’aumento delle tariffe ad esse collegate come TARSU o acqua) per opere di

Esenzione dall’Imu: il decreto conterrebbe inoltre l’esenzione per tre anni della tassa Imu sugli immobili invenduti: ovvero una nuova garanzia a chi ha le case e le tiene sul mercato a prezzi inaccessibili, invece di incentivare l’acquisto o l’affitto di tali immobili da parte di chi ne necessita ponendo un aggravio sulle spalle dei palazzinari gli si dà un aiuto. Avete costruito troppe case e non riuscite a vendere? Non è un problema, tanto le tasse non le pagate!

Spending Review: qui parliamo di tagli ai ministeri per circa 30 miliardi!! E qualcuno potrebbe anche gioire immaginando finalmente la fine degli sperperi della classe politica ma si faccia attenzione allo specchietto sotto cui nascondono la gran parte dei tagli.
Si parla di ministeri e di loro dipendenze e stabili ma dobbiamo leggerli come ospedali e scuole visto che i ministeri che “costano” di più per il Paese sono quelli che garantiscono al popolo condizioni egualitarie di istruzione e cura.

Come i precedenti decreti “Salva Italia” e “Cresci Italia” hanno avuto il pregio di aggravare la crisi del debito e di gettare il Paese in recessione anche il decreto “sviluppo” si prepone di fare il contrario di quanto dichiarato.

Il Governo Monti si dimostra una volta in più amico delle banche, delle rendite e degli speculatori: non sarà ora che si torni democraticamente a votare per mandarlo a casa?

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