Ripartiamo dai lavoratori

9 giugno 2012Sabato 9 si è svolta l’assemblea in cui la FIOM ha chiamato le forze di centro-sinistra ad esprimersi su quello che può divenintare, con opportune integrazioni, il nucleo del nuovo programma di una sinistra che finalmente faccia valere i suoi valori anti-capitalistici e vicini al mondo dei lavoratori.

  1. Legge sulla rappresentanza sindacale. L’unità sindacale sarebbe una buona cosa,ma quando non c’è – come oggi – i lavoratori debbono avere il diritto di scegliersi il sindacato e soprattutto di votare accordi e contratti che poi loro saranno chiamati a rispettare. Il rischio, altrimenti, è che le aziende si scelgano o si facciano il loro sindacato finto.
  2. Cancellazione dell’art. 8. La «manovra d’agosto» di Berlusconi-Sacconi ha inserito una bomba a tempo nelle relazioni industriali, con questo articolo che consente agli accordi aziendali – firmati magari da sindacati di comodo – di andare «in deroga ai contratti e alle leggi». Anti-costituzionale, ma conservata da Monti.
  3. No a questa riforma del mercato del lavoro. L’art. 18 è stato svuotato completamente, togliendo la possibilità reale del reintegro (al contrario di quanto sostengono sia il Pd che Susanna Camusso). Va ripristinato nella sua forma originaria ed esteso, perché da questo dipende il diritto del singolo lavoratore di poter aprire bocca e di fare il delegato senza timori. Va ridotto drasticamente il lavoro precario; introdurre il principio che a parità di lavoro emansione ci deve essere parità di salario e diritti.
  4. Ammortizzatori sociali. Vanno estesi, non ridotti (come sta facendo il Parlamento); le risorse vanno trovate facendo pagare il contributo anche a quelle categorie economiche che oggi non hanno la cig. A questo si deve aggiungere il Reddito di cittadinanza, un principio europeo che il nostro paese non ha mai reso attivo, che può garantire il diritto allo studio e ridurre il ricatto sul salario.
  5. Pensioni. I lavori non sono tutti uguali; stare in fonderia o in corsia non è come fare il prof. universitario. Va riconosciuto il peso che hanno sulle aspettative di vita, altrimenti è una tassa sulla vita. Il «metodo contributivo» non può esser l’unico; già con Prodi si era fissato il criterio (non rispettato) di portare l’assegno pensionistico minimo almeno al 60% del salario di categoria. I soldi dei fondi pensione andrebbero investiti solo per rilanciare l’economia interna.
  6. Fisco. Patrimoniale, progressività delle imposte, tassazione delle rendite finanziarie, combattere la criminalità nell’economia.
  7. Occupazione. Ridurre l’orario di lavoro (come in Germania) per non perdere competenze.
  8. Nuovo modello di sviluppo. Cosa, come, per chi produrre, e in modo ambientalmente sostenibile.
  9. Politica industriale. Non se ne parla più ma Finmeccanica (pubblica) vuol tenere solo la produzione militare e dar via tutto il civile avanzato (treni, nucleare, ecc).
  10. Riforma della scuola. Garantire parità di condizioni di partenza per aumentare la «mobilità sociale».
  11. Europa. Dopo 20 anni, il sistema rischia di esplodere. Servono regole per la finanza, intervento pubblico: No al pareggio di bilancio in Costituzione.

Da questo programma ampiamente condiviso e più volte rilanciato anche da Rifondazione Comunista nasce la volontà della FIOM di avere risposte concrete da parte della politica soprattuttto da sinistra, da troppo tempo avvezza al tatticismo, agli schieramenti elettorali che prescindono dal “che fare?

La platea ha riservato per il segretario del PD Bersani un’accoglienza a base di fischi per il suo discorso che non abiura nessuna scelta politica sin qui condotta e che “non ha risposto in maniera chiara nemmeno a una delle questioni poste da Landini” (Sara Farolfi – Il Manifesto)
Vendola Bersani opportunismo politicoDi Pietro e l’IdV si sono detti vicini alle istanze degli operai utilizzando il palco per lanciare l’ennesima critica al Partito Democratico e alle sue scelte liberiste e rigoriste che hanno cancellato “de facto” e “de iure” qualsiasi salvaguardia del lavoratore.

Vendola, per Sinistra Ecologia e Libertà, ha cercato, come suo solito, di assumere una posizione di mediazione: SEL cerca insistentemente l’equilibrio fra le istanze di sinistra e le necessità liberiste e filo-capitaliste del Partito Democratico; alla fine la sua eloquenza fatta di buone intenzioni e di proposte generaliste “convince meno, lasciando tra il pubblico la sensazione di un difficile esercizio di equilibrismo nel tentativo di salvare capre e cavoli, la sintonia con le richieste avanzate dal mondo del lavoro da una parte e l’alleanza con un partito che esplicitamente ormai guarda al centro dall’altra.” (Sara Farolfi – Il Manifesto)
Gli auguriamo tanta fortuna nel suo difficilissimo, e per noi quanto inutile, esercizio di stile; le tentazioni opportunistiche sono sempre state un rischio per la sinistra ma sarebbe interessante conoscere su quali basi programmatiche SEL pensa di dialogare con un partito, quello Democratico, che non recederà mai dalle “riforme” appena votate.

Rifondazione comunista - congresso FIOM 9 giugnoPer Paolo Ferrero, segretario del PRC, quello Fiom è un ottimo programma; il nostro segretario ha dichiarato “L’accettazione da parte di Bersani del fiscal compact è la pietra tombale su diritti e stato sociale: se passa, qualsiasi governo ci sia l’Italia dovrà fare 45 miliardi di tagli all’anno oltre al pareggio di bilancio». Ancora una volta abbiamo lanciato un appello alle altre forze per unire la sinistra, per creare una “forza politica, sociale,
associativa” in un’alternativa di governo “come ha fatto Syriza in Grecia o il
Front de Gauche in Francia“.

In un paese in cui la classe lavoratrice ed operaia ha visto negli ultimi anni ridotto il suo potere d’acquisto, azzerati i suoi diritti, decostruita ogni unità sociale, in cui un operaio può morire sul posto di lavoro senza che la fabbrica si fermi c’è bisogno di una rivoluzione politica, economica e sociale profonda e radicata.
C’è bisogno che i principi del social-comunismo tornino a dettare la linea di sviluppo della nostra società.

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6 thoughts on “Ripartiamo dai lavoratori

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