La stretta dei poteri forti

Il presidente del Consiglio Mario Monti ieri, durante la solita conferenza per rassicurare le banche, ha fatto due dichiarazioni molto importanti politicamente: in primo luogo ha affermato che il suo Governo non ha più l’appoggio dei poteri forti che anzi adesso lo avversano tramite Confindustria ed il Corriere della Sera, in seconda istanza  ha dichiarato che i momenti difficili della crisi per l’Italia non sono passati ma ancora tutti da affrontare.

Sul mancato sostegno a Monti dei poteri forti abbiamo una reazione quantomeno scettica, il Governo di “Super-Mario” è stato espresso e fortemente voluto proprio da quei poteri (Confindustria e il sistema bancario) di cui Monti è l’espressione più pura (per la carriera da lui sin qui condotta).L’attuale Governo è stato leggittimato non dal voto popolare ma proprio da questi gruppi di potere che paventano a Novembre un’estensione della crisi ai loro interessi e una tornata elettorale che potesse dare una svolta alternativa all’Italia da un punto di vista economico, anticapitalista e socialista; da qui nasce la necessità di far pagare invece il prezzo ai lavoratori riuscendo così non solo a rimanere indenni dai tracolli borsistici ma anche guadagnandoci con le speculazioni sullo spread e con delle riforme che vedono depauperizzati i lavoratori dei loro diritti ed i capitalisti ritornare ad un controllo sul lavoratore ante legge 300.
Che questo poi sia stato fatto con la connivenza del peggior partito di “sinistra” che l’Europa possa vantare è indubbio; il Partito Democratico, in nome di una “responsabilità” inventata, ha dichiarato la sua lealtà alle forze capitalistiche e oppressive che da anni influenzano il suo operato: la continua emersione di fatti di corruzione e di lotte per le poltrone, non fanno che confermare l’approdo da partito di popolo a partito parassitario.

speculazioniMa se Monti oggi viene “scaricato” dai poteri forti è solo perché il suo operato non è stato abbastanza repressivo come si desiderava, perché non è riuscito ad allentare la tensione sociale e a mettere in campo riforme ancora più anti-sociali: ecco che allora i suoi padroni suonano il campanello d’allarme per riportare all’ordine lui ed i partiti asserviti: la partita di gioca ora su come Monti riuscirà a far approvare dalla UE l’ennesimo finanziamento, pagato da tutti noi, alle banche.

Passando al secondo punto riteniamo che l’Italia proprio grazie alle manovre di “salvezza pubblica” di Monti sia giunta quasi sull’orlo del baratro: le promesse di equità sono state disattese (ed il PD non ne ha ovviamente richiesto il loro adempimento) mentre sono state messe in  campo solo operazioni repressive (incremento delle tasse, riduzione del potere di acquisto, aumento dell’IVA e del prezzo di generi di base) che hanno ridotto il gettito fiscale (meno soldi meno spesa meno tasse); questo Governo ha fallito il piano per cui era stato presentato al popolo ed è quindi l’ora che se ne vada e si trovi un’alternativa che faccia convergere l’uscita dalla crisi con l’uscita dal sistema capitalista, con un programma che segua l’esempio di quello presentato da Syriza.

Concludiamo con una nota di “colore” sul “superministro” dello sviluppo Corrado Passera (ennesima espressione, e forse più manifesta, delle banche in questo Governo): dopo mesi di studi, di dichiarazioni ma di pochissimi fatti è finalmente pronto il piano sullo sviluppo che dovrebbe rilanciare l’Italia, piano che è stato immediatamente bloccato perché non esistono i fondi per la Ragioneria di Stato.

Il caro Passera è la prima vittima dello stesso pareggio di bilancio che ha contribuito a far votare in Parlamento: il superministro ha minacciato le dimissioni e secondo noi dovrebbe perseguire lungo questa strada dimostrando tutta la sua incapacità a gestire uno Stato che, per l’ennesima volta, non si dimostra un’azienda anche se sono anni che il pensiero unico spinge su questa visione liberale.
Crediamo però che Passera resterà al suo posto, di ministro e garante del Governo alle banche, e che il metodo da lui adottato per rilanciare Intesa San Paolo (tagliare posti di lavoro per favorire gli investimenti) sarà sicuramente applicato anche per la crescita: ci saranno tagli ai soliti ed “non proficui” servizi sociali come scuola e sanità, per riversare l’ennesima vagonata di soldi pubblici nelle tasche del capitalismo italiano.

 

Annunci

2 thoughts on “La stretta dei poteri forti

  1. Ciao, siamo Laykos in Fabula gruppo etno-folk ambosessi e plurigenere (Latino-americana, Italo-mediterranea, Greca, Celtica, più brani originali). Siamo a vs disposizione per qualunque evento artistico di qualità. Naturalmente considerata l’assonanza politica richiediamo solo un piccolo modestissimo contributo alle spese, nell’ordine dei 200-250 euro (considerate che siamo in undici: otto musicisti, due ballerine e un tecnico).

    In allegato vi sottopponiamo una ns presentazione con i nomi dei musicisti e la strumentanzione utilizzata.

    Contiamo ovviamente che scenderete in forze allo storico concerto degli Inti Illimani di cui abbiamo l’onore di essere gruppo spalla l’8 settembre a Roma!!!
    Hasta siempre, companeros!

    Antonello Chichiricco – 06.9004088 – laryenstudio@libero.it

    • Grazie compagni, ci penseremo alla prossima festa che organizzeremo!
      Speriamo che questo messaggio lo leggano anche altri circoli visto che in questi giorni ci sono le feste di liberazione!!
      Hasta siempre

Contribuisci con la tua opinione

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...