L’eguaglianza al ribasso

Può il liberismo parlare di diritti? Di giustizia sociale, equità e dignità del rapporto di lavoro?
Ovviamente sì ma con i suoi toni; usa ovviamente le stesse parole d’ordine che per anni hanno utilizzato i comunisti, i socialisti (e financo i socialdemocratici) per mascherare i suoi reali intenti, perverte il senso delle parole peggio della “NeoLingua”  di ispirazione orwelliana: preannuncia macelleria sociale e la chiama riforma, crea disoccupazione e la chiama lavoro sicuro, degrada i diritti e la chiama parità sociale!In questi giorni, evidentemente ancora ebbra del suo trionfo per la decapitazione dell’articolo 18, la ministra Fornero in nome dell’equità e della partità dei diritti ha proposto di estendere i licenziamenti anche agli impiegati pubblici.

Questa nuova proposta è l’ennesimo schiaffo a qualsiasi vero diritto: per la parità dei sessi le donne dovranno lavorare fino a 67 come gli uomini, per la stessa parità dei sessi uomo e donna dovranno prendere la stessa retribuzione ed immancabilmente saranno gli stipendi dei maschi ad equiparsi a quelli già bassi delle loro colleghe donne (e non il contrario).

La logica è chiara e ben evidente: issare il vessillo dei diritti per mascherare le più iniquie manovre sociali che si siano mai viste da sessant’anni a questa parte; questa è la più fulgida dimostrazione di cosa è realmente il “liberismo dal volto umano” blaterato ed osannato dai lib-dem borghesi e opportunisti del Partito Democratico.

Siamo di fronte ad una inversione dell’estensione dei diritti e dell’equiparazione sociale: mentre fino a qualche anno fa era compito delle istituzioni provvedere all’innalzamento sociale, culturale ed economico del cittadino adesso siamo al livellamento verso il basso dei diritti equiparando tutti a chi ne ha di meno!
Ecco come leggere il disastro della nostra istruzione pubblica lasciata allo sbando, del nostro sistema sanitario, della precarizzazione progressiva ed inarrestabile sui posti di lavoro.

L’ulitmo passaggio ventilato dalla Fornero è il traguardo finale: lo Stato che invece di giocare il ruolo di istituzione anti-capitalista diviene un ente con la stessa mentalità padronale, uno sfruttatore del lavoratore, in grado solo di scaricarlo quando non è più proficuo.

Chiudiamo sottolineando come “La Repubblica”, ormai l’organo di stampa del Governo Monti, abbia voluto dare un contributo su tale tema confezionando un sondaggio in cui non esiste una sola risposta giusta.

Comprendiamo che il giornale sta per compiere il salto in avanti per trasformarsi in forza politica e che bisogna tenersi buono l’establishment capitalistico-finanziario ma dobbiamo sottolineare la nostra tristezza nel vedere come giornale libero ed indipendente si presta a prendere parte a questa nuova carnevalata in cui sotto le facce di personaggi che il popolo identifica, erroneamente, con le ideologie di sinistra, come Scalfari o Saviano, si nasconde l’ennesimo progetto del capitalista di turno, De Benedetti come Montezemolo o Berlusconi.

Vi lasciamo con un contro-sondaggio a cui speriamo vogliate rispondere e che, al contrario di quello di Repubblica, ha solo risposte vere:

Annunci

Contribuisci con la tua opinione

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...