Le macerie della classe operaia

La seconda scossa di terremoto in Emilia Romagna ha colpito più duramente la popolazione ed ha causato altri 16 morti, soprattutto operai, che si vanno ad aggiungere ai cinque della precedente scossa.

Il fatto su cui vogliamo concentrare l’attenzione è su come questo evento si stia trasformando in una strage di classe.

Le fabbriche crollate e la morte degli operai che vi erano dentro sono l’ennesima rappresentazione di come il sistema industriale-capitalistico italiano percepisce il “fare impresa” e la logica del profitto: sfruttamento dei lavoratori, costretti a tornare sui luoghi di lavoro dopo pochissimi giorni dal primo sisma per riavviare una produzione che si è dimostrata più importante della vita degli operai stessi, e riduzione dei costi di sicurezza sacrificati per un margine più elevato dell’impresa, risparmiati evitando delle opere di messe in sicurezza che forse avrebbero evitato queste morti.

Riteniamo che queste morti non sono altro, al di là della fatalità contingente del sisma, che la rappresentazione più evidente di come il degradarsi dei diritti dei lavoratori, l’incuria dello Stato che è sempre meno un organismo di controllo e tutela dei cittadini e la continua esaltazione della logica del mero profitto conducano l’Italia lontano dal perimetro dei Paesi industrializzati: nazioni da cui ci si aspetterebbe nel XXI un maggiore controllo e capacità di reazione agli eventi naturali.

Il Segratario Paolo Ferrero, congiuntamente ad altre associazioni, chiede al Presidente Napolitano di fermare la parata militare del 2 Giugno, festa della Repubblica.
Riteniamo la proposta pertinente soprattutto perché i fondi potrebbero, e dovrebbero, essere dirottati verso le zone terremotate.

Per la parata indirizziamo al Presidente Napolitano anche un’altra proposta: poiché il 2 Giugno è la Festa della Repubblica Italiana, una Repubblica “fondata sul lavoro”, la parata potrebbe trasformarsi in un corteo dei lavoratori italiani e soprattutto dei caduti sul lavoro in Italia visto che sono loro, e non i carri armati o i caccia, a rendere la nazione produttiva e ricca.
Ci piacerebbe veder sfilare lungo i Fori Imperiali le immagini ed il ricordo di chi è morto sul lavoro, per una mancanza di sicurezza, per una situazione lavorativa irregorale, per un’oppressione dei padroni sui loro diritti e a loro fianco il corteo di operai, infermieri, insegnanti, impiegati e postini: i veri mattoni della Repubblica nata dalla lotta partigiana

Annunci

One thought on “Le macerie della classe operaia

  1. Pingback: Acquisto solidale per il parmigiano sociale | Rifondazione Comunista di Marino

Contribuisci con la tua opinione

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...