Il testamento del rivoluzionario

Dimitris Chistoulas, un pensionato di 77 anni che prima faceva il farmacista, si è suicidato lo scorso Mercoledì, 4 aprile, in Piazza Syntagma ad Atene.

Grecia AteneHa lasciato una lettera in cui spiega le ragioni del suo gesto, un testo che nella sua semplice chiarezza colpisce e impone una riflessione profonda sul significato di parole così “comuni” come libertà e democrazia:

Il governo di occupazione di Tsolakoglu ha letteralmente azzerato ogni possibilità di sopravvivenza per quanto mi riguarda. Dipendevo da una modesta pensione che mi sono pagato in 35 anni di lavoro (senza alcun sostegno statale).

Vista la mia età avanzata, non ho modo di reagire in modo attivo – ma se un mio concittadino greco afferrasse un Kalashnikov, sarei pronto a stare al suo fianco. Non vedo altra soluzione che una fine onorevole prima di iniziare a rovistare i cassonetti in cerca di cibo.

Sono certo che un giorno la gioventù senza futuro prenderà le armi e impiccherà a testa in giù i traditori della nazione, come gli italiani fecero con Mussolini a Piazzale Loreto a Milano nel 1945.”

Christoulas era un attivista del movimento “non pago”, che boicotta attivamente il pagamento dei tributi imposti dalla troika. Non aveva alcun debito e non vigeva in stato di miseria ma avevo perso la sua dignità, non si sentiva più libero: come Jan Palach ed altri martiri dell’oppressione si sentiva prigioniero e senza via di fuga.
Alle sue esequie hanno partecipato centinaia e centinaia di giovani che hanno voluto accompagnare con canti e musiche l’addio di un uomo che aveva ben compreso che la libertà e la democrazia non sono solo vacue rappresentazioni iconoclastiche che si professano saltuariamente e con leggerezza.

Le parole di Dimitris riportano ad una concezione più profonda di ciò che è un uomo libero: la sua dignità che, nel posto di lavoro o in pensione dopo una vita di fatica, non deve essere mai calpestata nè posta in secondo piano da interessi economici e speculativi come nel caso della Grecia.

Dimitris paragona il suo attuale governo a quello di un dittatore greco nella seconda guerra mondiale perché quando la dignità viene a mancare, quando la volontà popolare viene azzittita non è importante se questo silenzio è imposto con la forza o con il garbo di riforme votate in Parlamento: si tratta pur sempre di una dittatura e un uomo libero non può e non deve vivere in un regime autotoritario.

Si può reputare veramente libero un uomo che ha fame, che è nella miseria, che non ha lavoro, è umiliato perché non riesce a mantenere i suoi figli od educarli? Questo non è un uomo libero: la libertà senza giustizia sociale è una conquista vana!!

Reputiamo Dimitris Chistoulas un uomo morto libero, nella tragedia del suo gesto e nella fondamentale lezione che a lasciato a tutti noi nella sue ultime parole.

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