Banca vince

Se qualcuno avesse ancora qualche dubbio su chi governa l’Europa e l’Italia in questi tempi le ultime notizie dovrebbero fugare ogni dubbio.

Il Governo Monti nel nuovo DDL “Liberalizzazioni” in realtà, dopo non aver neanche sfiorato le classi oligopolistiche, privatizza il territorio nazionale ovvero 338 mila ettari di terreni agricoli pubblici da concedere a nuove aziende agricole private. Altro territorio che scomparirà dal controllo pubblico!
Ma ben più grave è la scomparsa delle clausole che prevedono commissioni bancarie su crediti, fidi e sconfinamenti di tutte le linee di credito: mentre i lavoratori che difendono il loro impiego possono restarsene al freddo per intere settimane ai vertici dell’ABI il Governo Monti china subito la testa e annuncia che correggerà l’articolo 27 bis del decreto liberalizzazioni. Come? Se non con lo stralcio parziale dell’articolo in questione, si procederà ad una contromisura ad hoc nel Decreto Semplificazioni o nel Decreto Fiscale.

Questo significa che le commissioni bancarie saranno sì cancellate, ma «solo nel caso in cui le banche non abbiano rispettato le norme sulla trasparenza». D’altronde le banche vanno preservate e garantite poverine! I miliardi di euro che la BCE continua a prestargli a tassi ridicoli (1%) e che non vengono re-investiti nell’economia reale magari non stanno gonfiando a sufficienza i loro bilanci. Capitalismo

Concludiamo con la truffa finale che coinvolge tutta l’Europa: l’haircut sui titoli sovrani di Atene, che sancisce l’insolvenza della Grecia e impone agli investitori un perdita effettiva del 75% sul valore dei bond stessi, determina de facto la bancarotta ellenica eppure, nonostante tutto, non imporrà la liquidazione dei Credit default swaps , i derivati assicurativi che dovrebbero “pagare” proprio in caso di bancarotta. Una sostanziale assurdità semantica che ora, dopo mesi di attesa, è diventata realtà. Stabilendo un micidiale precedente e svelando al tempo stesso la vera natura di quelli che fino a poco tempo fa venivano considerati semplicemente innocui strumenti di copertura assicurativa.

Un Credit default swap, è bene ricordarlo, è un contratto derivato nemmeno troppo complesso in cui una parte (A) si impegna a tutelare l’altra (B) dall’impossibilità di recuperare un credito a fronte dell’ipotetica bancarotta del debitore (C). In questo caso A, cioè le banche americane, si erano fatte garanti del debito di C, cioè la Grecia. B, cioè i creditori di Atene, ne avevano sottoscritti per 3,2 miliardi di dollari retribuendo così le banche per il rischio ma convincendosi anche di essersi messi al riparo.

Un tragico errore. L’ International Swaps and Derivatives Association (Isda), regolatore supremo di uno dei mercati meno regolamentati del mondo, ha stabilito che i miliardi di Cds costruiti sulla Grecia non dovranno essere liquidati per il semplice fatto che quello sull’ haircut non è altro che un accordo “volontario”. E poco importa che in realtà si tratti di un’intesa imposta di fatto in modo unilaterale (prendere il 20% o lasciare tutto quanto).
Insomma, gli investitori hanno perso. E i Cds, in quanto polizze, si sono rivelati perfettamente inutili. (continuate a leggere il tutto sul sito dei nostri compagni di “ControLaCrisi”)

Siamo in mano alle speculazioni, la democrazia è sotto il controllo diretto de centri di potere finanziari che negano elezioni e referendum in molti Stati Europei (a partire dalla Grecia).

E’ tempo di porre un freno a tutto questo, è tempo che il potere torni nelle mani del popolo, è il momento di iniziare una lotta a livello mondiale per mettere fine allo strapotere dell’Arcicapitalismo finanziario

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4 thoughts on “Banca vince

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