Inaugurazioni, chiusure e false promesse

Per una volta proviamo a smettere di fare sempre critiche nei confronti del sindaco di Marino Adriano Palozzi e ci congratuliamo con lui per l’inaugurazione oggi del multipiano di piazzale degli Eroi?. Alla presenza di moltissimi bambini, sempre utili insieme ai prelati per la propaganda populista e amichevole, e alla presenza del presidente della Regione Lazio Renata Polverini si è compiuto un atto dovuto che “restituisce” ai cittadini uno spazio fondamentale che “rilancerà il commercio nel centro storico” ha detto il nostro sindaco.
Anche la presidente Polverini ha voluto fare una dichiarazione in cui afferma “Quello del multipiano è un grande servizio di mobilità, di cui la città aveva bisogno, e che il Comune di Marino e il suo sindaco consegnano a voi. Questo è l’esempio di buona politica e di buona amministrazione“.

Tutto molto bello e tutto molto utile, nell’apoteosi della propaganda però noi non manteniamo la promessa  (ma non saremo i soli come vedrete continuando a leggere) e diventiamo criticie permetteteci  perciò compagni, compagni e cittadini di far notare ai due inauguratori che il parcheggio multipiano non è stato consegnato ai cittadini (non ci risulta infatti ad oggi che sia un bene comune e collettivo a gestione popolare) ma alla Multiservizi che lo gestirà facendoselo pagare dalla cittadinanza un tot all’ora o tramite abbonamento mensile.
Oggi pertanto si è inaugurata un’opera che, quantomeno negli intenti, possiamo considerare privata e che non opera per il bene comune della cittadinanza ma per il solito profitto di una società.

Concludiamo infine con una nota amara: speriamo che qualcuno abbia fatto notare al sindaco e alla Polverini che sarebbe stato bello effettuare una doppia inaugurazione magari riaprendo il Pronto Soccorso dell’ospedale di Marino, Ospedale Marinoi cittadini marinesi ricordano molto bene le promesse fatte in campagna elettorale da entrambi e come queste non sono state assolutamente mantenute, e ci rammarichiamo di come le “false verità” vengano coperte da un triste gioco di rimbalzo di responsabilità e da nuove opere di privata utilità

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9 thoughts on “Inaugurazioni, chiusure e false promesse

  1. Come al solito dico la mia, infatti devo ringraziare il vostro blog dove posso commentare anche io (farlo su PacOnline sarebbe quasi un abuso) su temi sempre attuali ed interessanti.
    Sono d’accordo sul fatto che il Pronto Soccorso è ancora chiuso e per me lo resterà, ma non era quello l’ambito per fare queste domande, infatti non c’è stato ambito per alcuna domanda. Non c’è stato rapporto con i giornalisti, solo foto ed immagini. Io, mentre me ne andavo, sono riuscita a chiedere ad Adriano una dichiarazione di qualche secondo che ancora non so nemmeno se si sente, con la musica a tutto volume sotto.
    Sul fatto che il parcheggio è a pagamento vorrei far presente che meglio un parcheggio a pagamento in mano alla Multiservizi che comunque è una partecipata comunale che la cattedrale del deserto che abbiamo avuto finora, o peggio dell’ipotesi che si faceva anni fa di una gestione di un label arcinoto che ne avrebbe fatto un centro commerciale (tra l’altro così era il progetto originario del 1990 che i marinesi accolsero con la bava alla bocca, mozzicandosi i gomiti poi).
    Nella situazione debitoria in cui eravamo precipitati per l’incuranza e la mancanza di capacità e responsabilità di un sindaco in particolare, ma diciamo che nessuno degli altri in questo senso ha brillato, c’era rimasto ben poco da fare. 5 milioni di euro di debito (invece di 15, non dimentichiamolo), più i soldi per i lavori, non sono calati da qualche anonimo benefattore. Sono soldi che vengono dalle casse comunali, quindi da noi tutti. Se non si pensa a farli rientrare in qualche modo, mettendo il parcheggio a pagamento, non ci resterebbe che vederci aumentate tutte le tasse possibili fino a ripianare i costi. Altrimenti si fallisce (vedi Nettuno di qualche anno fa).
    I parcheggi di questo tipo che in altri paesi sono stati costruiti in modo più celere di 30 anni (ma Marino gode di primati tutti negativi) infatti sono tutti a pagamento anche solo per rientrare dei costi, senza il debito di 5 milioni che ci trovavamo noi sul groppone. Vedi Frascati, Tivoli, Ariccia, ecc. Ragioniamo su questo prima di trovare per forza qualcosa di sbagliato.
    Io non faccio l’avvocato di Adriano, ma se fa una cosa decente, ho l’onestà di riconoscergliela, anche se poi abbiamo una lunga lista di mancati appuntamenti che da domani ricominceremo ad elencare.
    Pur di dire qualcosa che non va, per esempio, l’Idv si è lamentato su Fb che il parco toglie i posti alle macchine che erano gratuiti.
    Ho risposto, uno: i posti lì non sono mai stati gratuiti, ma sempre a pagamento.
    Due: era ora che anche Marino avesse un parco che si potesse chiamare tale al centro del paese fruibile dalla gente e dalle famiglie, infatti è sempre pieno e le macchine non possono prendere il posto vitale delle persone, come è successo e succede finora.
    Tre: c’è un grande parcheggio gratuito a terrazze a 50 metri da questo, se non si vuole pagare si possono fare quei 50 metri in più e parcheggiare lì, come fa la mia famiglia da anni.
    Va bene che bisogna fare opposizione a tutti i costi, ma facciamola in modo intelligente.
    Ieri, tra le interviste raccolte, la migliore è stata quella di Enrico Iozzi che plaudeva all’opera che a Marino serviva davvero (ne so qualcosa io con i soci di Punto a Capo che vengono da fuori e che giravano 40 minuti per parcheggiare, visto che non era possibile raggiungere il parcheggio in Via Rosa Venerini senza conoscere Marino!), ma che si lamentava su l’unica cosa su cui davvero bisogna insistere: il fatto che per i marinesi le tariffe, singole ed abbonamenti, devono essere più basse.
    Ecco, magari cominciamo una battaglia su questo e non sarebbe poco. Noi, con il giornale, abbiamo cominciato a parlarne già ad agosto scorso e io personalmente l’ho fatto anche su IL CORRIERE TUSCOLANO, recependo le istanze dei cittadini che mi hanno assediato tornata dalla Sicilia.
    Questa è un’altra battaglia, legata alla quotidianità del paese, che in questo momento di crisi, aiuterebbe molte famiglie marinesi.

    • Francesca i tuoi commenti, come i commenti di tutti quanti, sono sempre ben accolti perché dimostrano partecipazione e volontà di esprimersi: caratteristiche che noi riteniamo fondamentali nel dialogo con la cittadinanza.
      La nostra critica è duplice e si articola su dei punti che anche te, in parte, evidenzi.
      Che il parcheggio fosse necessario non lo neghiamo, che ne riconosciamo l’utilità, come puoi vedere dal nostro articolo, non è in dubbio.
      Quello che è criticabile, dal nostro punto di vista, è la definizione di pubblica utilità del servizio e la sua gestione reale di stampo marcatamente privatistico: un servizio è di pubblica utilità quando non impatta in maniera gravosa sulla cittadinanza, tutta la questione dei beni comuni e dei forum che si stanno creando a fronte del successo dei referendum di giugno si basano su questa asserzione che appoggiamo in pieno e di cui facciamo uno dei perni delle nostre politiche locali.
      Un bene pubblico deve essere fruibile alle persone senza che gravi su di loro: vale per l’acqua come per un parcheggio; siamo fermamente convinti che lo Stato (rappresentato di volta in volta da altri enti locali come i comuni e le regioni) debba dare servizi senza ricercare il profitto o cedere tale profitto a terzi e nella scelta della giunta Palozzi non revisiamo tale politica.
      In secondo luogo la nostra contestazione è verso il presidente della Regione Lazio Renata Polverini che compare miracolosamente a Marino per brindare dei successi della giunta che lei sostiene ma scompare altrettanto miracolosamente quando c’è la necessità di dare risposte “scottanti” e politicamente scomode perché implicano un’ammissione di responsabilità su delle promesse elettorali ampiamente disattese.
      Infine permettici di dire in chiusura che non abbiamo rivolto alcuna critica a chi ha dato spazio all’inaugurazione, ai giornalisti presenti a cui non è stata rilasciata alcuna dichiarazione (al di là di quella di Iozzi che riporti); crediamo che le nostre valutazioni siano chiare, non fondate sul populismo ma di stampo prettamente politico, economico e sociale e sono il segnale di come un partito di stampo social-comunista vede l’impegno della cosa pubblica a favore della cittadinanza, con tale visione si può concordare o meno ma dal nostro punto di vista non possiamo che essere critici.

  2. il parcheggio multipiano di Piazzale degli Eroi è una scelta indecente sotto vari aspetti: considerando che sono stati eliminati parcheggi al giardinaccio per donare alla cittadinanza il gabbione di ferro che ora troneggia in quella piazza, considerando che Marino ha un inquietante problema di viabilità, tra ingorghi e assenza di parcheggi e considerando che il numero di cittadini è destinato ad aumentare a causa dell’enorme speculazione edilizia in atto, il parcheggio multipiano a pagamento non risolve ma aggrava i problemi. La ristrutturazione di Piazzale degli Eroi di fatto ha collocato un bell’imbuto al centro del paese, adesso i marinesi hanno una profusione mai vista di fioriere colme di piante (speriamo che resistano…non sono un giardiniere, ma darsi alla floricultura in inverno con la possibilità che tornino le gelate, la pioggia e la grandine non mi pare un’idea felice…) ma si devono incanalare in una strettoia in più. Però, vuoi mettere, i bambini possono giocare felici nel piccolo parco giochi istallato nel grande piazzale vista Roma…e respirare allegramente i gas di scarico degli scappamenti delle macchine! Troppo semplice fare un parco giochi nel Bosco Ferentano, oppure su terreni non ancora edificabili…
    Inoltre mi sovviene un dubbio: se la cittadinanza, deciderà di non pagare per parcheggiare la macchina nel proprio comune (al quale, ricordiamolo, già paga l’addizionale comunale) e di non usufruire del parcheggio multipiano, come rientrerà la Multiservizi del mancato incasso? Prevedo tempi duri per i cittadini di Marino! Come al solito, questa scelta del sindaco Palozzi è stata presa nel segno degli affari, degli interessi forti, della spesa pubblica non razionale. Non migliora la vita dei cittadini, non crea spazi di aggragazione, non offre servizi migliori e popolari. Chi può pagare, parcheggia, chi è già stato tartassato dalla crisi economica va a piedi!

  3. Cara Romana,
    forse perché sei giovane della politica, magari ti auguri situazioni che sono molto più rischiose delle attuali, non conoscendo la disgraziata storia pregressa di questo paese. Ad esempio, tu che ti auguri di fare un parco giochi al Bosco Ferentano, non tieni conto che l’esperimento si è già provato diverse volte, con scarsissimi risultati. Questo perché il posto è fuori mano, non è ben frequentato e comunque, dopo veementi (e giuste) proteste delle associazioni ambientaliste che denunciavano la sistematica esfogliazione e distruzione delle piante e di alcuni tipi di alberi esistenti solo in quel bosco (pensa che patrimonio che abbiamo abbandonato lì in mezzo ai rifiuti) da parte dei pochi ragazzini e genitori che lo frequentavano, si è chiuso.
    Il grande sindaco Desideri (e ‘grande’ è davvero sarcastico), penso meglio: visto che data la conformazione del bosco è impossibile controllare chi entra ed esce, la gente non ci va, facciamoci un grande parco giochi, stile Valmontone, così porta soldi e gente e ci mettiamo pure i parcheggi! Tanto così a chi serve?
    Ecco, questo è un esempio della magnifica progettualità delle classi amministrative marinesi. Facemmo una battaglia all’ultimo sangue su questa prospettiva indecente (e ebbe pure il coraggio di presentare un plastico!) e fu scongiurata, anche perché minacciavamo le barricate e i marinesi erano d’accordo con noi. La stessa progettualità ha portato a opere inutili, costose ed abbandonate che segnano il degrado cittadino come lo Scatolone, il Mercato Coperto, Villa Desideri, o peggio, usate parzialmente senza frutti per la città, come l’Ostello di Borgo Garibaldi.
    A Marino le cose si gestiscono, anzi ‘non si gestiscono’ così.
    Io sono molto contenta dello spazio verde che, abitando a Marino centro, mancava. Non è vero che i bambini respirano i gas di scarico, perché grazie a Dio lì le macchine non possono più parcheggiare e ne può passare una alla volta, quindi è uno dei posti più tranquilli dal traffico di Marino (cosa che per esempio non si può purtroppo dire dei vicoli in cui vivo!) e poi vorrei anche che considerassi che nessun posto a Marino è stato mai tanto frequentato da bambini e famiglie.
    Ce n’era il bisogno, le persone me lo dicevano tutti i giorni, ma dove li volevi portare? In una povera villa comunale soffocata dal cemento? Ti ripeto quello che ho detto all’Idv: è ora che in questo paese si dia spazio alla gente, non alle auto, perché finora si è ragionato così e non mi pare che siamo esempio da seguire. Anche perché non faccio altro che sentire gente che loda decisioni analoghe prese in altri Comuni, ma a Marino no. Noi dobbiamo rimanere zozzi, incivili e senza spazi e servizi.
    Ora bisogna chiedere il ripristino della Villa Comunale, anche quella un’altra cattedrale del deserto, con annesse biblioteca e ‘scatolone’. Questa battaglia non è più di moda, non ne parla più nessuno. Eppure i marinesi, come sull’ospedale, questa battaglia l’appoggerebbero a prescindere dai colori politici. Perché li riguarda da vicino, tutti i giorni.
    Infine, come ho detto a Flaviano, il fatto di pagare il parcheggio, guardalo da un altro punto di vista. Si deve pagare per forza, perché potete dire quello che volete, ma i soldi nelle casse comunali non ci sono e per di più siamo vincolati al Patto di Stabilità, quindi cerchiamo di vedere la realtà delle cose.
    Se lo deve pagare il Comune, lo farà per forza in uno di questi 2 modi: o aumentando una o più tasse a tutti, oppure mettendolo a pagamento. Siccome c’è tanta gente che non ha l’auto o che non abita al centro storico e quindi non ne usufruirebbe, perché dovrebbero vedersi aumentate le tasse comunali, in un periodo già di crisi, per un servizio che non usano? Meglio far pagare a chi il servizio lo usa, fermo restando che debbano abbassarsi le tariffe per i residenti.
    Non siamo nella Russia comunista o nella Cuba castriana, qui lo Stato o le istituzioni non s’accollano niente da un bel po’ di tempo. Le casse comunali sono di nostra diretta competenza e se i soldi ci stanno o no, dipende da quello che tiriamo fuori noi e da come vengono gestiti da chi eleggiamo.
    Io, che sono precaria, vivo con 500 euro al mese, non ho la macchina, sinceramente non voglio accollarmi un aumento di tasse per un servizio che non uso. Non me lo posso permettere e penso, come me, tantissimi giovani e meno giovani.
    D’altro canto, mi rendo conto che, ad esempio, molti dei miei studenti che vengono in associazione da altri Comuni per i corsi, all’annuncio che il parcheggio avrebbe riaperto a 1 euro l’ora, non solo non hanno fatto una piega, ma hanno tratto un respiro di sollievo. Mi hanno lasciato interdetta, ma poi mi hanno spiegato che nei rispettivi Comuni di provenienza il costo del parcheggio è molto più alto e sono abituati.
    A questo avete pensato?
    Non mi rispondete di nuovo: pubblico, gratis, popolo e via di seguito. Rispondetemi in base alla realtà delle cose, non a come vorremmo che fossero. Le soluzioni devono trovarsi in base ai problemi reali, non agli auspici. Anche perché poi sento bestialità assurde come quelle che mi propina il bravo anticapitalista di mio fratello che mi ha risposto: ‘allora era meglio che ci facevano il centro commerciale, almeno erano meno posteggi, ma gratis’.
    Ecco, credo che qui bisogna riflettere prima di parlare. La cosa si commenta da sé.

    • Francesca, non comprendiamo sinceramente come te possa chiederci ulteriori spiegazioni sulla questione in merito onde poi imporci dei vincoli di risposta che non implichi una risposta di “sinistra”. In questo caso vediamo difficilmente una possibile risposta che possa per noi essere soddisfacente e di “realtà”.
      La realtà seppur unica nella sua apparenza può presentare diverse chiavi di interpretazioni: il limitarsi al dire “è così che funziona” o limitare la propria esperienza interpretativa all’opinione di un gruppo ristretto di persone non è assolutamente il modo di fare politica.
      Per scelta tua personale evidentemente non fai politica e pertanto non senti la necessità di approfondire con una lettura mutuata un’ideologia, come quella social-comunista che caratterizza il PRC, la realtà circostante.
      L’obiettivo del PRC non è attenersi al “buon senso” e all’accettazione silente dello status quo ma modificare la società attuale in una in cui l’impegno dello Stato (a livello nazionale o comunale) non sia messo in discussione e venga visto dal cittadino non come un aggravio ma come un beneficio reale; e tale progettualità è secondo noi realizzabile fattivamente e non, come vuoi fare intendere te, con chiacchere aporetiche che ti allineano a questa falsa interpretazione imperante che vuole fare dei nostri programmi degli zimbelli sempre dipinti come irrealistici o fantasiosi: è degradante nei nostri confronti e nei confronti del pensiero di cui ci facciamo eredi e prosegutori, pensiero che ha più di centocinquanta anni di storia e che conta al suo attivo l’apporto della migliore classe intellettuale italiana e mondiale nella sua stesura e realizzazione.
      Regalandoti un po’ di realtà su cui potresti riflettere ti sei chiesta, e si sono chiesti i cittadini, come è stato calcolato ad esempio il costo del parcheggio? come verrà ripartito un eventuale surplus? in che modo verrà impiegato l’euro che qualcuno verserà per sostare?
      Rifacendoci a pratiche economico-finanziarie discretamente consolidate azzardiamo un “prospect”: potremmo considerare che il parcheggio costerà al Comune, per manutenzione e impiego di personale, una cifra X e che ci si possa attendere un utilizzo di posti pari a Y annui.
      Per come la vede la politica social-comunista allora il costo della sosta è di facile calcolo: ogni ora dovrà essere pari all’importo in grado di coprire i costi di gestione mettendo un punto fermo agli aggravi sui cittadini, alle tasse che la sinistra vuole mettere, al patto di stabilità così difficile da superare, e molto probabilmente scopriremmo tutti che questo costo orario sarebbe molto ma molto più basso dell’euro che ci sembra così “accettabile”.
      Se invece i calcoli del comune dovessero portare ad un surplus di bilancio sul parcheggio sarà fondamentale comprendere come viene ripartito tale surplus!
      Se esiste una componente privatistica della gestione non si trasformerà questo surplus in un profitto e verrà di conseguenza sottratto alla cittadinanza?
      Sembra così immaginifico partire da questi presupposti per una diversa gestione della cosa pubblica e della cittadinanza?
      Ovviamente poi restano le idee politiche e di gestione economica di ogni singolo cittadino: se te ritieni che il sistema demo-capitalistico che ci sta portando al tracollo sia un modello perfetto è una tua personale convinzione che merita rispetto ma non di certo il silenzio-assenso.
      Il pensiero del PRC però non è basato, come può essere quello di un singolo cittadino, sulla percezione della realtà ma su di un’ideologia che sa come deve essere la realtà e si adopera non a plaudire il minimo successo temporaneo e istantaneo ma a compire un cambiamente radicale della società e dell’economia.

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