La Federazione della Sinistra al fianco della FIOM

Riportiamo la dichiarazione della compagna Roberta Fantozzi, della segreteria nazionale di Rifondazione Comunista: la questione del lavoro deve essere per la sinistra italiana la lotta in grado in far ritrovare l’unità da tempo persa, è tempo di mettere da parte le strategie elettorali basate sui possibili accordi liberal-capitalistici e di schierarsi apertamente a favore della classe lavoratrice!! La Federazione della Sinistra (Rifondazione Comunista e Comunisti Italiani) già hanno dato la piena adesione allo sciopero della FIOM, attendiamo ora il resto della sinistra italiana.

FIOM sciopero 9 marzo“Al di là delle esternazioni offensive di Marcegaglia e delle repliche giustamente indignate, pare avere un punto fermo il cosiddetto «confronto» sul mercato del lavoro. È la volontà, ribadita in ogni sede da Monti, di procedere comunque, con o senza l’accordo dei sindacati. Intenzione evidente anche nei comportamenti di Fornero che da un lato continua a riproporre il drastico ridimensionamento degli ammortizzatori sociali, dall’altro ha esplicitato che «il tema dei contratti e della flessibilità in entrata è subordinato al tema della flessibilità in uscita». Il governo reitera dunque in termini inequivoci sia la sua concezione del ruolo delle organizzazioni sindacali, sia il punto di merito che considera centrale. Diversamente da quanto avvenuto per la più grave controriforma previdenziale della nostra storia, varata in assenza di qualsiasi confronto, questa volta gli incontri sono in corso, ma la decisione avverrà «a prescindere». Mentre dal punto di vista di merito è altrettanto esplicita la volontà di manomettere l’art. 18. Più chiari di così si muore.

È anche chiaro che a quella manomissione si rischia di arrivare, se continua l’attuale posizionamento dei diversi soggetti a livello sindacale e politico. Cisl e Uil hanno esplicitato in più occasioni la disponibilità a una qualche modifica. La Cgil tiene il punto, continuando a dichiarare che l’art. 18 è una norma di civiltà e che i soli interventi possibili riguardano la velocizzazione dei tempi della giustizia, ma non mette in campo un percorso di mobilitazione e accetta che se ne discuta «alla fine». Il Pd è paralizzato dalle contraddizioni interne che riflettono le divisioni profonde sul dopo-Monti. In questo quadro non è sufficiente la risposta da parte di chi, tra le forze politiche, pure manifesta netta contrarietà. Riguarda noi della Federazione della sinistra, riguarda Sel e l’Idv. Eppure, dovrebbe essere chiara a tutti la gravità di quel che sta accadendo.
Per il valore in sé, perché sarebbe un ulteriore tassello della gravissima destrutturazione dei diritti del lavoro,
per il senso comune che contribuirebbe a sedimentare. Tutte le ipotesi in campo hanno l’obiettivo di modificare ulteriormente i poteri nel rapporto di lavoro, di minare il valore di deterrenza dell’art. 18 su cui si fonda la possibilità di esercitare tutti gli altri diritti. Dalle molte varianti di contratto di ingresso, alla volontà di eliminare il controllo del giudice sulla verità dei motivi addotti per i licenziamenti individuali per motivo economico e sul rispetto delle procedure per i licenziamenti collettivi, non ritenendo evidentemente sufficienti le gravi norme introdotte dal collegato lavoro sul ruolo dei giudici. Le ipotesi in campo hanno l’obiettivo di consentire l’arbitrio delle imprese e un salto di qualità nella ricattabilità delle lavoratrici e dei lavoratori e nella precarizzazione del mondo del lavoro.

Il segno regressivo sarebbe pesantissimo, tanto più se si pensa che l’intervento sull’art. 18 si aggiungerebbe a quanto il governo Berlusconi ha già fatto. Alla mostruosità giuridica, sociale e civile dell’articolo 8 della manovra d’agosto, scomparso dal dibattito pubblico, che l’art. 18 lo attacca già, rendendolo derogabile dalla contrattazione aziendale, insieme al contratto nazionale e al complesso delle leggi a tutela del lavoro. Alla volontà di cancellare dai luoghi di lavoro la Fiom e i sindacati che non firmano, esito sia del modello Marchionne che nuovamente dell’art. 8. E che dire dell’effetto che avrebbe un intervento di manomissione dell’art. 18? Dopo la controriforma della previdenza sarebbe il segno che è caduto ogni argine e non c’è alternativa all’impasto di rabbia e rassegnazione che segna parte rilevante della società.

È evidente la centralità dello sciopero della Fiom del 9 marzo su tutti questi terreni. Ma è urgente anche un segnale a livello politico, un’assunzione di responsabilità da parte delle forze di sinistra. Per questo reiteriamo in primis a Sel e Idv l’appello a costruire rapidamente percorsi unitari efficaci. La volontà di manomettere l’art. 18 ci pare il segno chiaro che questo governo non è una parentesi. È all’opposto un governo costituente perché il vero mandato che ha – dalla Bce, dall’ Europa a dominanza tedesca – è il compimento di un disegno organico. È una cesura compiuta con quel che resta del modello sociale europeo: diritti del lavoro, welfare, democrazia. Non c’è più molto tempo, se non ci vogliamo rassegnare.”

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4 thoughts on “La Federazione della Sinistra al fianco della FIOM

  1. Perché con la Fiom sì e con la Fillea no?
    Il 3 marzo a Roma ci sarà la manifestazione nazionale della Fillea Cgil su due argomenti importantissimi: la sicurezza nei cantieri e i diritti dei lavoratori. Il silenzio della sinistra su questa manifestazione ci infastidisce molto (io lavoro per la Fillea) anche perché poi tutti si riempiono la bocca dopo l’ennesimo morto nel cantiere.
    Spero che almeno da Marino giunga una parola a regionali e nazionali del Prc, per una presa di posizione concreta in appoggio alla manifestazione del 3 marzo. In pochi sanno cosa sta succedendo nel Lazio e nella Capitale che nel settore edile dei grandi cantieri sta diventando una vera e propria macelleria sociale.
    Proprio oggi abbiamo lanciato un dossier denuncia di questo stato di cose, lo trovate qui: http://www.puntoacapo-international.com/archives/853.
    Però di fronte a tutta questa illegalità che mette a repentaglio la vita dei lavoratori, ma anche degli utenti, visto il modo in cui vengono fatti i lavori da gente non qualificata, nessuno dice niente.
    Almeno voi fate sentire la vostra voce. Grazie!
    Cesca

    • Il partito della rifondazione comunista,e la federazione della sinistra, è da sempre al fianco di ogni lavoratore,in special modo a fianco di chei lotta per il lavoro,i suoi diritti e sua emancipazione dal potere liberal-capitalistico. Per questo collaboriamo e sosteniamo,nel rispetto della lotta sindacale e delle libere scelte di essa, ogni sigla che richieda il nostro sostegno.
      Se il commento era una richiesta di informazioni speriamo di aver chiarito la posizione del partito; se era una critica ci sembra assai curioso questo attacco al nostro partito nel momento in cui si discute del tema del lavoro e in cui la Federazione della Sinistra chiede, legittimamente, agli partiti del centro-sinistra di esprimersi a favore delle forza lavoro.
      Per noi parlano i fatti, parlano le nostre lotte a fianco di centinaia di aziende, parlano molti compagni tesserati alla fillea, fiom,fisac. Parla la nostra coerenza che ci ha estromesso da quel parlamento che ogni giorno di più si dimostra legato ed in balia dei poteri forti

  2. Pingback: PRC Castelli e la Sigma-Tau | Rifondazione Comunista di Marino

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