Una lezione di rivoluzione

In questi giorni assistiamo ad una bellissima lezione di come la pressione  dei governi capitalistici e liberal-democratici sul popolo può far risvegliare nelle menti ideali che sembravano accantonati e tacciati troppo spesso dalla social-democrazia opportunistica e serva del potere come morti. Le tensioni sociali ad Atene stanno sfociando verso una vera e propria rivolta popolare sostenuta dai compagni greci e dai sindacati di sinistra.

rivoluzione comunista

A fronte dell’ennesimo tentativo della micidiale troika (FMI-BCE-UE) di affossare la Grecia (ma loro lo chiamano salvataggio) questa volta il popolo si è compattato, i tristi governanti ellenici piazzati su quei seggi non dal voto popolare ma dai capitali stranieri, hanno questa volta dovuto piegare la testa al popolo e contestare le richieste ammazza-Grecia. A tutti gli opportunisti che si dicono di sinistra e continuano a sproloquiare sulla “necessità di fare sacrifici” vorremmo solo elencare quali richieste, da puro spirito imperialista, sono state fatte ai Greci per  un salvataggio che equivale solo ad una condanna a morte:

  • 150mila licenziamenti nel settore pubblico fino al 2015,
  • un nuovo taglio delle pensioni integrative e dei salari,
  • la scomparsa di tredicesima e quattordicesima,
  • l’abolizione del contratto nazionale del lavoro “a favore” di contratti individuali privati o al massimo a livello di impresa,
  • tasse più salate per i proprietari di case e l’aumento del 25% del valore nelle compravendite degli immobili,
  • flessibilità salariale più assoluta.

Tutte queste misure servono a fare della Grecia una colonia della Germania, una succursale del capitalismo teutonico da cui attingere a basso costo una manodopera facilmente sfruttabile e soggiocabile visto che un greco su quattro è senza lavoro e quasi la metà dei restanti riceve stipendi da fame, i senza tetto al centro di Atene sono arrivati a tremila, due persone sono morte di freddo a Creta perché non si potevano permettere il riscaldamento.
Se qualcuno ha riconosciuto in queste “riforme” gli stessi sacrifici ed impegni che si stanno richiedendo anche all’Italia allora sia anche conscio che anche la nostra condizione di lavoratori non potrà essere troppo dissimile da quella dei compagni ellenici.

Di fronte a questo il Partito Comunista Greco è rimasto l’unico baluardo per la popolazione, l’unico partito che ha il coraggio di dire no al servilismo e all’imperialismo brutale.

E le spinte social-comuniste che provengono dalle strade, i venti di rivolta e di rivoluzione che soffiano verso i palazzi del potere iniziano a far tremare il governo fantoccio di Papadimos, appoggiato da quei partiti che oggi si stanno macchiando del sangue dei loro connazionali, il partito socialista Pasok, Nea Dimocratia di centrodestra e Laos di estrema destra, che, in una Bruxelles bloccata dal primo sciopero generale dopo 17 anni, ha cercato disperatamente di strappare condizioni più favorevoli all’Europa per evitare di innescare la miccia rivoluzionaria.

Crediamo che questa sia l’unica strada percorribile per evitare di trovarsi come la Grecia fra un paio d’anni, per non essere complici nello spremere il sangue ai nostri fratelli greci, è la dimostrazione che il capitalismo, i liberisti, gli oppressori della classe lavoratrice devono chinare la testa quando tutto un popolo in rivoltaglielo impone.

Diciamo una volta per tutte basta alle politiche mediocri e concordate con le banche, FMI e BCE: riprendiamoci il nostro destino e costruiamo anche noi il nostro futuro comunista.

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3 thoughts on “Una lezione di rivoluzione

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