Il referendum elettorale: il tramonto del maggioritario

La consulta ha respinto i due quesiti referendari proposti da PD, SEL e IdV che prevedevano la totale soppressione dell’odierna legge (il tanto odiato Porcellum) in favore di un ritorno alla legge elettorale precedente (il Mattarellum) di chiaro stampo maggioritario.
Immediatamente sono partite le reazioni, scomposte o meno, dei due partiti promotori che non hanno gradito quella che, a nostra visione, era una richiesta quantomai illegittima e rappresentava una forzatura istituzionale e un bizantinismo politico a cui la Federazione della Sinistra non ha dato, sin da subito, il suo appoggio per una serie di motivazioni che andiamo subito ad esplicitare. In primo luogo non si può richiedere, soprattutto da parte dei partiti politici, una continua presa di coscienza del popolo anche per questioni che riguardano da vicinissimo l’attività politica italiana: esiste un Parlamento che è preposto a fare le leggi, soprattutto quella elettorale, ed è all’interno del Parlamento, anche per iniziare a superare la pericolosa deriva qualunquista, populista ed anti-politica di questi ultimi anni, che deve venir fuori la nuova legge che riavvicini la popolazione alla politica e alle sue forme più democratiche e rappresentative.

Vi è inoltre una questione di rappresentatività delle leggi elettorali: dall’instaurazione del Mattarellum  nel 1993 sino alla deriva del Porcellum nel 2006 la tendenza dei partiti politici è stata quella di abbandonare la rappresentatività dell’elettorato in favore di una fantomatica governabilità (screditata dalle continue crisi dei Governi succedutesi in questi anni) e di un sistema maggioritario bipolare. Questi sistemi sono stati una delle cause della disaffezione degli italiani alla politica ed hanno costretto molte forze elettorali, noi tra tutti, ad instaurare assurde alleanze elettorali per giungere al governo del paese. La necessità e la ricerca delle percentuali, in tali sistemi, a scapito di programmi e idee è stato uno dei tratti peggiori della politica italiana degli ultimi venti anni.
La strada della rappresentatività si chiama sistema proporzionale, non è un caso infatti che in Europa la maggior parte dei Governi adottino tale sistema elettorale e che solo nelle nazioni altamente liberiste e da secoli schiave del capitalismo più sfrenato, Regno Unito e Stati Uniti d’America, si sia invece adottato il maggioritario per scongiurare la crescita dei movimenti, delle idee minoritarie e contrarie a “pensiero unico” imperante.

Infine una motivazione prettamente politica che vorremo sottolineare: la Federazione della Sinistra si era schierata sin da subito con la proposta Passigli che mirava a reintrodurre un sistema di voto basato sulla proporzionalità e pertanto alla piena rappresentatività della volontà degli elettori, tale referendum è stato boicottato dalle forze di centro-sinistra opportunisticamente orientate ad un sistema che garantisse l’esclusione delle idee non riconducibile a banali ed annacquati programmi di liberal-socialismo e poco interessate alle aspettative dei loro elettori.

Ieri è arrivata una decisione da noi preventivata già da sei mesi: ci spiace per quegli italiani (un milione e duecentomila elettori) che avevano appoggiato il referendum con la loro firma e che oggi saranno ancora più delusi dalla politica e meno sordi alla voce populista; la loro delusione deve però rivolgersi verso chi li ha ingannati, verso chi ha sottolineato solamente la necessità di abrogazione del Porcellum tacendo degli aspetti negativi della legge che si voleva proporre e qualunquisticamente cercando di riportare la volontà di popolo verso la soluzione “meno peggio”.

Riportiamo infine la dichiarazione del segretario di Rifondazione Comunista, Paolo Ferrero, «Esprimo il pieno apprezzamento per la sentenza della Consulta che ha correttamente dichiarato inammissibili i quesiti referendari sulla legge elettorale.  La sentenza della Consulta è coerente con quanto la stessa ha deciso in altre occasioni sulla materia elettorale ed è pienamente conforme al dettato costituzionale. Lo abbiamo sempre detto e questa sentenza non ha fatto altro che attenersi al diritto, evitando che fossero le campagne mediatiche a fare giurisprudenza in questo paese. Adesso si tratta di prendere atto del fallimento del bipolarismo e di arrivare ad una legge elettorale proporzionale con la quale i voti degli elettori pesino nello stesso modo e i cittadini possano scegliere i propri rappresentanti».

La Federazione della Sinistra sarà sempre contraria a chi non vuole ascoltare la volontà della popolazione, a chi vuole deligittimare qualsiasi idea democratica ma non maggioritaria, ma torneremo ad essere pienamente disponibili a collaborare attivamente per promuovere un sistema elettorale proporzionale, unica strada alla reale realizzazione della democrazia popolare

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