Chiesa e destra estrema: l’eterna amicizia?

La Chiesa cattolica verso la fine dell’Ottocento vive una rinascita “sociale”, tendente al socialismo, tramite figure di prelati e laici che si rendono conto delle evidente discrepanze che il messaggio professato dal Cristo aveva con la società di quel tempo e con lo stile di vita della Chiesa stessa: l’opulenza dell’alto clero, delle schiere adoranti di capitalisti, medio borghesi e aristocratici a seguito rappresentava un magro spettacolo di fronte alle infinite masse di proletari che riuscivano a stento a sopravvivere.

Innegabile è stata l’opera di tali individui anche se va sottolineato il loro ovvio opportunismo nel creare una “terza via” di moderazione fra il liberal-capitalismo e la rivoluzione di classe professata dai social-comunisti che in quegli anni vedevano la loro nascita in Italia: strappare possibili braccia alla causa del ribaltamento di classe propugnando una riforma sociale in chiave cattolica fu sicuramente uno dei principali obiettivi del social-clerichismo di quei tempi.
L’opera di queste persone influenzò comunque positivamente una larga schiera di politici che negli anni a venire contribuirono all’instaurazione della democrazia e della Repubblica in Italia.
Nella Chiesa cattolica però rimase sempre forte anche un’area di ispirazione classista e piramidale, un’area che vedeva l’emancipazione proletaria con spavento soprattutto in virtù della necessità di dover difendere privilegi e ricchezze (terreni a latifondi, palazzi, caseggiati) che rischiavano di cadere in mano del popolo. Cattolicesimo di destra
In quest’ottica e all’interno di questa area conservatrice e reazionaria va visto l’appoggio, più o meno manifesto, che la Chiesa ha dato fra gli anni Venti e Trenta del secolo XX all’instaurazione dei regimi di destra nei paesi a prevalenza cattolica: parliamo in maniera più specifica del fascismo, che garantì alla Chiesa con i Patti Lateranensi privilegi ancora ad oggi impossibili da scardinare, e del franchismo.
Di questa politica, quantomeno equivoca, non è stata mai chiesta giustificazione agli alti ranghi ecclesiastici ma è chiaro che dietro all’appoggio ai regimi si nascondeva la “paura rossa”: la Rivoluzione Sovietica aveva mostrato al mondo che l’emancipazione della classe proletaria era possibile, che si poteva aprire un nuovo ordine mondiale costituito da eguaglianza e condivisione, un mondo senza privilegi e questo, per qualche ecclesiastico privilegiato, vicino al potere del capitale, non era accettabile.
Ancora oggi, ci spiace sottolineare, come alcune istituzioni del clero continuano a ricevere collaborazione dagli eredi di quei regimi: è il caso esemplare, emerso pochi giorni fa, dell’Istituto della suore Carmelitane di Rocca di Papa (una casa famiglia per minorenni e per famiglie con problemi economici) che, senza alcuno spirito critico hanno accettato l’offerta di doni da CasaPound, consentendo quindi ad un’organizzazione di chiaro richiamo fascista di entrare nella sua sede e magari fare un po’ di propaganda anti-sociale alle giovani leve. Alle sorelle era stato consegnato dai comitati anti-fascisti un bel dossier sulla reale identità dell’ “associazione” consigliando di disdire la collaborazione.
Ciò non è avvenuto ed oggi ci chiediamo se qualche vestito ed un po’ di giocattoli valgano lo sdoganamento, deliberato o meno, di forze eversive ed anti-democratiche: siamo certi che la crisi economica che sta incancrenendo il capitalismo farà risollevare le fasce povere della popolazione e di riaffermerà l’unica via possibile di convivenza mondiale, il comunismo, evidentemente lo pensa anche qualcun altro, che si affretta a ristabilire antiche alleanze anti-progresso.

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2 thoughts on “Chiesa e destra estrema: l’eterna amicizia?

  1. Aggiungiamo anche questi articoli ad ulteriore riprova della deriva causata dallo sdoganamento delle associazioni di estrema destra
    http://www.paconline.it/wordpress/blog/archives/62057
    http://roma.repubblica.it/cronaca/2012/01/13/news/acca_larentia_fermato-28019980/?ref=HREC1-6
    e la dichiarazione del Segretario di Rifondazione Comunista Ferrero
    Le parole del leader di CasaPound dopo la morte di Pietro Saviotti dimostrano per l’ennesima volta che è necessario intervenire contro questa organizzazione fascista nella nostra società. Queste dichiarazioni seguono la vicenda del duplice omicidio di Firenze e mi pare che vi sia materia per intervenire da parte di chi deve garantire il rispetto delle leggi e della Costituzione. Da parte sua Alemanno è senza vergogna, per usare un eufemismo: prima ha sostenuto e sdoganato Casapound e adesso punta il dito contro le parole del loro capo. Alemanno è il sindaco della capitale: prenda posizioni chiare, l’opportunismo ipocrita non può essere la caratteristica del primo cittadino di Roma.

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