Intervista alla compagna segretaria

Pubblichiamo la versione completa di un’intervista rilasciata dalla segretaria del circolo “Jago” di Marino Romana Paolini

Come nuova segretaria del circolo di Marino ci può dire cosa vuol dire “essere comunisti” oggi in Italia e soprattutto in una città in cui si è assistito ad una schiacciante vittoria elettorale della destra?

Oggi essere e sentirsi Comunisti significa affermare che la coscienza di classe è un valore del tutto attuale da difendere e sostenere in un mondo che senpre più impone l’individualismo, l’alienazione e la sopraffazione delle classi dirigenziali nei confronti dei lavoratori e dei cittadini. Il nuovo proletariato di fatto è rappresentato dai precari, dai lavoratori obbligati ad accettare condizioni inumane di sicurezza, di retribuzione e di illegalità; dagli operai che subiscono la chiusura della fabbrica; dai disoccupati che faticano a collocarsi nel mondo produttivo. A loro dobbiamo dire di unirsi, di pretendere solidarmente un futuro, e non di piegarsi alla tentazione di lottare da soli per la sussistenza che è diritto di tutti. Sono stata precaria, so cosa significa vedere il proprio compagno di scrivania, il proprio collega, come un possibile avversario nella lotta al raggiungimento di una stabilità. Questa è la logica che noi comunisti dobbiamo scardinare. Essere Comunisti significa opporsi culturalmente e nei fatti ai nuovi fascismi che in forme diverse, ma prepotentemente, si affacciano nella scena politica e sociale. Nella politica marinese significa presentare alla cittadinanza una speranza e un’alternativa che parlano di sostenibilità ambientale, di trasparenza amministrativa, di solidarietà e di integrazione tra cittadini e di progresso economico e culturale del territorio.

Segretario PRC Marino

Quali attività si prefigge il circolo di Marino, quali le sue priorità?

Nel’immediato il Circolo Jago di Rifondazione Comunista vuole comunicare alla cittadinanza marinese che è presente e vicino a tutti coloro che vorranno dialogare con noi, che vorranno presentarci i loro problemi e le loro proposte, che vorranno intraprendere un percorso di impegno politico e civile insieme. Molti di voi ricorderanno che siamo stati costretti a chiudere la vecchia sede del circolo in un momento di grade criticità: era in corso la campagna elettorale per le amministrative e abbiamo vissuto la separazione da quel luogo fisico (che poi era per noi un luogo di ricordi e significati ideologici) come una ferita. Ma abbiamo affrontato coesi le difficoltà e oggi siamo orgogliosi di dire a tutti i cittadini di Marino che abbiamo aperto la nuova sede, pronti a nuovi impegni e nuove sfide. Politicamente abbiamo varie prospettive: il dialogo con tutte le forze del centro sinistra per vagliare la possibilità di trovare punti di incontro; l’attenzione alla tutela ambientale, con i ricorsi al TAR contro la cementificazione del Divino Amore; l’osservazione critica e d’opposizione alla presente Giunta Comunale.

In un contesto in cui sembra che le istanze politico-economiche della cittadinanza sembrano trovare una sponda solo nei movimenti autonomi ed autogestiti qual è il ruolo che Rifondazione Comunista si può ritagliare?

Il così detto “berlusconismo” ha portato, tra gli altri evidenti danni, il distacco e il disamore da parte dei singoli nei confronti di tutto ciò che è politica. Gli scandali, le promesse disattese, il discredito internazionale del nostro Paese, l’incapacità di presentare risposte concrete alle grandi manifestazioni di disagio del popolo, hanno necessariamente allontanato gli elettori, i cittadini dalla politica, avvicinandoli al variegato mondo dei movimenti. Il compito di Rifondazione Comunista è dialogare con quei movimenti, dire alla cittadinanza che l’impegno civile è coniugabile e primo alleato dell’impegno politico, presentare alla classe proletaria che sosteniamo una possibilità di uscita dalla disperazione, una via maestra per l’emancipazione dai poteri forti economici, finanziari e politici.

Ci può indicare quali sono gli scenari del centro-sinistra? Rifondazione Comunista collaborerà alla “rinascita” di questo schieramento? Quali punti ponete come essenziali per un dialogo corretto e trasparente?

Parlando del Centro-sinistra marinese, sebbene ci poniamo in posizione critica e alternativa alle logiche della “social-democrazia”, cerchiamo in modo genuino e propositivo il dialogo. Dopo la forte dèbacle delle elezioni amministrative, tutte le forze del centro sinistra devono dare vita a un nuovo corso, abbandonare le posizioni individualiste, personaliste, obsolete che hanno causato una chiusura dei partiti al loro interno, incapaci di vedere con coraggio una prospettiva credibile, interessati soltanto a presidiare gli spazi già conquistati. Occorre un “superamento a sinistra” dello stallo che si è venuto a creare, perchè la cittadinanza ha bisogno di risposte popolari ai propri bisogni; occorre rinnovare la classe politica marinese, perchè nuove forze possono portare nuove idee, nuovi modi di gestire la “cosa pubblica”; occorre tornare nelle piazze e nelle strade di Marino centro e delle frazioni, perchè i quasi 40.000 cittadini sono un corpo unico, non sono divisi da quella o da questa Strada Provinciale, hanno tutti, ogni singolo, bisogno di attenzione e di sentirsi parte integrante del Comune. Per Rifondazione Comunista la base di dialogo deve partire dall’abbandono totale e senza infingimenti dello sfruttamento edile del territorio che, soprattutto negli ultimi anni, ha visto vaste e preziose aree comunali ferite da continui sbancamenti, da sempre più opprimenti metri cubi di cemento; sul tavolo vanno posti i problemi della rinascita occupazionale del Comune, con logiche diverse da quelle fino ad ora intraprese, promuovendo centri artigianali e commerciali a misura d’uomo e compatibili con l’ambiente; dobbiamo lavorare per un’integrazione positiva e propositiva dei nuovi italiani con gli abitanti autoctoni.

Come coniugare la necessità di mantenere integri ideali e caratteristiche peculiari del partito con l’esigenza di stabilire alleanze per non scomparire? insomma:che vogliamo fare da grandi?

In un’eventuale futuro scenario pre-elettorale, cercheremo alleanze sulla base dei programmi credibili e condivisi, non sulla base di opportunismi ed equilibri contingenti. Poichè siamo chiari nella nostra visione politica e determinati nel perseguimento degli obbiettivi, siamo convinti che il confronto e il dialogo con possibili alleati può solo rafforzarci.

Il Circolo di Rifondazione Comunista “Jago” ha un’importante presenza femminile, qual è il valore aggiunto di questo impegno?

Questa domanda mi fa tornare alla mente un dossier storico che ho seguito in televisione: si parlava dell’assedio di Leningrado. Durante la lunghissima carestia, le donne rinunciavano alla propria porzione di cibo per devolverla ai propri uomini e soprattutto ai bambini. Nonostante questo sacrificio, le donne morivano più lentamente. Noi donne diamo tutto quando c’è da lottare e sopravviviamo alle difficoltà perché diamo la vita e non ci preoccupiamo di perderla. Nella gestione dei rapporti umani ascoltiamo molto, agiamo meno repentinamente dell’uomo ma le decisioni che prendiamo sono più nette. Le varie sensibilità delle donne tesserate del circolo, sicuramente si confronteranno con le sensibilità degli uomini e saremo capaci di trovare sintesi innovative e creative.

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