Il sangue dei lavoratori e le lacrime del coccodrillo

Equità, questa è la parola che ha accompagnato per giorni il valzer delle anticipazioni sulla manovra del governo Monti-BCE ed equità non è stata!

Le misure varate dal governo e che verranno approvate da un Parlamento deliggitimato e incapace di opporsi alla stretta della finanza e delle banche sono la cosa più lontana da un concetto elementare di equità, forse i professori non ricordano molto bene l’italiano ma noi sottolineamo una certa differenza fra equità e uguaglianza soprattutto per le tasse: una tassa che colpisce tutti in maniera indiscriminita è uguale per tutti ma non equanime!

Pensioni: si allunga l’età pensionabile (66 anni per gli uomini, 62 per le donne che presto però dovranno raggiungere la soglia dell’altro sesso) in modo da costruire una classe di lavoratori sempre più stanca e sempre più vecchia a scapito dei giovani che non riusciranno mai ad entrare nel mondo del lavoro. Non bastasse questo il numero “magico” dei 40 anni di contributi evidentemente per Monti non è così magico visto che le soglie sono state portate a 41 e 42 anni per donne e uomini, come se si potesse far lavorare per 42 anni un operaio, come se un’impiegata possa sopportare 41 anni di mezzi pubblici devastati, traffico e difficoltà per giungere al posto di lavoro. Pensionati

Infine le pensioni non verranno ritoccate per due anni con il tasso di inflazione in modo da depauperizzare le classi meno abienti, togliendo loro quel poco che hanno senza gradualità, senza alcun parametro basato su reddito e patrimonio, una mannaiata uguale per TUTTI: dall’operaio a 1.100 euro al mese all’opulento manager che percepisce 7.000 euro.

Casa: torna l’ICI follemente tolto da Berlusconi per tutti ma senza gli sgravi che il governo Prodi nel 2006 (con il voto anche di Rifondazione Comunista) aveva previsto per le prime case del cittadino medio. Le rendite catastali saranno aumentate e si abbatteranno inesorabili su chi oggi fa sacrifici per pagare un mutuo per la sua casa (pagasse la banca l’ICI visto che la casa è ancora sua), sui pensionati che non vedranno aumentato il loro introito….su “QUASI” TUTTI !! Non sono stati infatti toccati i beni del Vaticano: alberghi, scuole e compagnia bella continueranno a non pagare l’ICI, d’altronde c’era da aspettarselo con molti dei ministri provenienti dall’ambiente clericale di stampo reazionario, il “Santo Padre” potrà continuare ad accumulare mentre cianca dai balconi sulla necessità di provvedere al popolo, nel pieno dell’ipocrisia e della contraddizione.

IMU: nasce l’ennesima nuova tassa in Italia che non è altro che una versione migliorata della TARSU ovvero costerà di più alle tasche di TUTTI

Patrimoniale: non esiste una sola misura che vada a “chiedere un contributo” a chi possiede tanto, e per noi comunisti troppo. E’ stata introdotta una “mancetta” dell’ 1,5% sui patrimoni rientrati in Italia con lo scudo, delle tassazioni su barche, macchine di lusso e via dicendo ma sono state lasciate inalterate le aliquote di quei redditi da obesi capitalisti che noi ci sogniamo di notte mentre verranno innalzate per TUTTI le aliquote irpef regionali

IVA: saranno aumentate le aliquote dell’IVA, del 23% quella ad oggi al 21% e di un punto quella del 10% in modo da colpire ugualmente TUTTO il popolo italiano che taglierà ancora i consumi, riducendosi a mangiare pane e latte a fine mese, che non andrà più al cinema o al teatro rinunciando a qualsiasi forma di cultura, che dovrà fare i conti con stipendi al palo e prezzi in impennata.

Precari, proteste

Evasione: non ci sarà nessuna norma per combattere l’evasione, i 120 miliardi di euro che ogni anno in Italia fattura l’economia del nero, i 200 miliardi provenienti dalle mafie non sono un problema, non costituiscono una priorità; evidentemente i soldi degli evasori ci fanno schifo, non ci piacciono, preferiamo prenderli dai soliti noti.

Lavoro e rendite: in Italia il lavoro è tassato al 36% (in media) mentre le rendite capitalistiche e finanziarie che hanno causato la crisi al 20%, il Governo delle banche giustamente non ha toccato questi dati:d’altronde un governo non tocca mai gli interessi dei suoi elettori e Monti non può toccare quello delle banche.

Lavoro

Con questa manovra Monti dimostra in pieno la continuità con il governo precedente, lasciando privilegi e ricchezza nelle mani di chi la possiede e continuando a tartassare la classe lavoratrice: vengono potenziate le tasse sulle cose (e sulle cose che sono costate anni di sacrifici ai lavoratori) ma non vengono ridotte quelle sui redditi che, in proporzione, continuano a levare il sangue ai redditi medio-bassi.

Banche: con la scusa di “aiutare” le piccole e medie imprese italiane i banchieri-ministri varano una norma in cui prevede il ministero dell’Economia è autorizzato a concedere la garanzia dello Stato sulle passività delle banche italiane, ovvero se le Banche andranno male per le loro speculazioni finanziarie basate sul non reale valore dell’economia, fondata solo sul lavoro delle persone, allora lo Stato (i cittadini, i lavoratori, i pensionati) ci metterà i soldi: bravissimo Passera, il regalino alle banche lo abbiamo fatto alla fine!!

Ci sembra ridicolo il moto di pianto del ministro Fornero, “commossa” dal sacrificio richiesto agli italiani: sono solo lacrime di coccodrillo, opportunismo mediatico che suona di presa in giro, lo sconcerto del ricco quando si rende conto che esiste la miseria nel mondo.Lacrime, Pianto Facciamogli vedere il pianto di chi questa situazione la vive e la vivrà, facciamo percepire al ministro quale sia la disperazione della classe lavoratrice, dei precari e dei pensionati portando in maniera permanente tale dolore nelle piazze,è il momento che l’Italia del lavoro dica basta a questa ignominia e riprenda il controllo delle istituzioni e delle scelte per il benessere e l’equità vera del Paese.

Noi comunisti sappiamo cosa vuol dire equità, sappiamo a chi vanno chiesti sacrifici, sappiamo quale società deve nascere dalle macerie di questo scempio e lotteremo con tutti i mezzi e con tutti quelli che vogliono impedire la servilizzazione della classe lavoratrice: accogliamo con gioia la volontà della CGIL a indire uno sciopero generale e saremo al suo fianco, al fianco dei lavoratori, come sempre.

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4 thoughts on “Il sangue dei lavoratori e le lacrime del coccodrillo

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