αντίο Δημοκρατία

Cari compagni e compagne,

abbiamo assistito ieri, durante la riunione plenipotenziaria del G20, ad un vero e proprio massacro della democrazia e della volontà popolare da parte delle forze economiche e capitalistiche che stanno sempre più stringendo l’Europa in quella crisi che loro stesse hanno provocato.

La Grecia, la patria che ha dato al mondo il concetto di democrazia, ha dovuto ritrattare la sua decisione di chiedere al suo popolo di accettare o meno le scelte imposte dall’Europa.

DemocraziaSiamo di fronte ad un soppruso e ad un precedente storico gravissimo: Francia e Germania, portavoce della BCE e del Fondo Monetario Internazionale, non solo si intromettono negli affari interni di un altro Stato ma sostituiscono “de facto” il governo eletto democraticamente che, sotto le loro minacce (chiamate “monito” da moltissimi giornali), non può che inchinarsi ad un mesto ruolo di suddito.

La svolta è epocale ed inquietante: un referendum che avrebbe dato ai greci la possibilità di decidere della propria sorte, che avrebbe quasi sicuramente bocciato le strategie anti-crisi dell’Europa, ree di pretendere il sangue delle persone, è stato cancellato deleggittimando il popolo greco della propria autonomia.

Oggi ci sentiamo vicini al KKE ( il partito comunista greco), che in questi anni ha visto crescere i suoi consensi all’11%, segnale del fatto che il popolo vuole delle soluzioni anche in chiave anti-capitalista, e a tutti i compagni e compagne e cittadini greci che continuano la loro lotta per la sopravvivenza.

Oggi siamo allarmati perché temiamo ancora di più che il destino della Grecia diventi il nostro futuro:

non vogliamo diventare uno Stato in cui le scelte politiche ed economiche vengano fatte a Parigi, Berlino o a Francoforte,

non vogliamo lasciarci affamare senza poter neanche reagire;

dobbiamo lottare affinché si metta un punto fermo a questa deriva anti-democratica dell’Europa, affinché si possa tornare ad ascoltare le popolazioni e non le banche e le istituzioni finanziarie che hanno causato il crack.

Ribadendo e rafforzando lo slogan “Noi la crisi non la paghiamo” chiediamo alle forze di opposizione del centro-sinistra se per loro è questa la strada per l’uscita dalla crisi, a Bersani, Di Pietro e Vendola chiediamo se pensano veramente di continuare ad ascoltare la voce grossa dell’Europa e di portare anche l’Italia ad avere un governo di facciata che rischia di essere solo una triste marionetta in mano al capitale.

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2 thoughts on “αντίο Δημοκρατία

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