VIII Congresso – il primo documento

Compagne e compagni come preannunciato vi riportiamo, in sintesi, i contenuti dei tre documenti che verranno presentati durante il congresso.

Cominciamo con il primo documento:

Il partito ha vissuto diverse fasi difficoltose ma affrontiamo il Congresso a scadenza naturale malgrado la crisi di aggregazione che ci attanaglia. Questa crisi mostra come in questi anni non siamo riusciti a far emergere la nostra linea politica.

Nel documento si è cercato di rispondere sulla necessità del comunismo nel XXI secolo.

La crisi del comunismo non è la sua fine ma un cambiamento in atto del sistema a cui ancora non sono riusciti a dare una risposta.

Il cambiamento del sistema finanziario ha portato all’indifferenza verso la produzione materiale, producendo ricchezza solo attraverso titoli. In tal modo il lavoro oggi è considerato dalle aziende come un passivo.

Come comunisti del XXI secolo abbiamo cercato di affrontare questo problema proponendo l’equa distribuzione della ricchezza cercando di definire questa proposto attraverso la declinazione di una strategia che preveda un processo di democratizzazione della vita quotidiana.

Il nostro progetto non è la difesa della nostra identità ma il tentativo di ricostruire un’alternativa anticapitalista con tutta la diaspora dei soggetti antagonisti che sono disponibili a questo progetto.Dobbiamo lavorare affinchè il lavoro nel nostro Paese riacquisti centralità e valore, operando insieme a tuttele forze sindacali che perseguono lo stesso obiettivo.

Le nostre proposte per la crisi si sviluppano su 4 assi: contrasto alla speculazione finanziaria, redistribuire la ricchezza e salvaguardare i diritti sociali, riqualificare l’ambiente, contrastare la precarietà e valorizzare il lavoro.

La proposta dell’alleanza democratica nasce dall’esigenza di battere la destra ritenendo che questa ed il PD comunque non siano la stessa cosa, pur essendo ben consapevoli che il PD segue un’ottica liberale e ci sono molti punti che ci dividono e ci impediscono di porci in un ottica di partecipazione al governo.

Tuttavia crediamo che i cittadini debbano poter andare a discutere il programma governativo del centrosinistra e determinare delle scelte attraverso la partecipazione. Pur chiedendo a gran forza una legge elettorale proporzionale non ci ritiriamo sull’aventino ma facciamo politica con lo strumento che in questo momento ci è dato e con questo cerchiamo di incidere e produrre politica.Nel corso di questi mesi il Partito ha cercato di realizzare un processo che permettesse di superare le correnti in uno sforzo di costruzione di un unico progetto che si rispecchiasse in un unico documento, purtroppo non ci siamo riusciti.

Ora però il congresso è l’occasione per gli iscritti di esprimere la loro volontà. Oggi la FdS nel modo in cui è costituita ha poco senso, dobbiamo però costruire la possibilità del suo funzionamento come possibilità di sviluppo della sinistra antagonista, mantenendo la nostra autonomia sui punti dove non si riesce a produrre accordo.

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