VIII Congresso

Compagne e compagni,

siamo giunti al nostro ottavo congresso, un momento importante di confronto, di analisi e di sintesi per il nostro partito che richiede il nostro coinvolgimento diretto per scegliere la nuova strada per il comunismo nei prossimi anni.

Congresso, Rifondazione

Questo congresso non poteva arrivare in un momento più cruciale per la storia non solo del nostro partito ma soprattutto per quella del nostro Paese, dell’Europa e nel mondo.

La crisi sta stringendo le economie capitalistiche nel laccio inesorabile del fallimento e a noi è richiesto, dopo aver attraverso anni di difficoltà e di divisione, di trovare una soluzione che non solo ci faccia uscire dal sistema imparo e ingiusto del capitalismo ma che ci spalanchi le porte di una visione sul mondo e l’economia.

Riportiamo i tre documenti presentati sperando nei prossimi giorni di potervi dare qualche approfondimento su ognuno di loro.

UNIRE LA SINISTRA D’ALTERNATIVA, USCIRE DAL CAPITALISMO IN CRISI – Primo fimatario Paolo Ferrero

PER IL PARTITO DI CLASSE – Primo firmatario Claudio Bellotti

COMUNISTI/E PER L’OPPOSIZIONE DI CLASSE E L’ALTERNATIVA DI SISTEMA. CONTRO LE DESTRE, ALTERNATIVI AL CENTROSINISTRA E FUORI DAI DIKTAT DELLA BANCA CENTRALE EUROPEA! – Primo firmatario Pasquale D’Angelo

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5 thoughts on “VIII Congresso

  1. Care compagne e cari compagni,
    quello che vi attende è un importante congresso. Non di meno ha il viatico di tre documenti, contrastanti, contraddittori, pericolosi per le sorti di Rifondazione, dell’ Unità dei comunisti e dell’unità della Sinistra. Tutti e tre danno una giusta fotografia della situazione di crisi e della responsabilità del capitalismo. Qualcuno sottolinea che è una analisi comune ad altre forze della sinistra. Io vi dico esplicitamente, per i congressi fin qui avuti e per il documento nazionale che racchiude il Congresso Pdci, che i Comunisti Italiani hanno la medesima lettura. E credo che ciò risulti a molti di voi così come a molti dirigenti nazionali. Le vere differenze che vengono (o non vengono) esplicitate, sono essenzialmente sulla questione della Ricostruzione del Partito Comunista; e sulla questione delle alleanze. Lasciando stare distorti sentimenti di “non fiducia” ingiustificata che lasciano il tempo che trova; la questione del Partito comunista come polo di attrazione per confermare politiche alternative e anticapitaliste, nonchè come calamita di una vasta area di sinistra che ritrovi (partiti, movimenti, sindacato) nella non supina accondiscenza al bipolarismo filoulivista del Pd, la spinta a coalizzarsi per programma, per lotte, perfino per esperienze elettorali. Tutto ciò, come può essere sottovalutato (un documento nega esplicitamente la possibilità dell’unità comunista) o vissuto con tatticismi (non se ne parla, come non lo fa il documento Ferrero) che sono irrispettosi verso i compagni che sui territori hanno sperimentato la bontà di iniziative, scelte e condotte unitarie (comuniste e di sinistra). Ecco, care compagne e compagni, occorre che l’importanza del congresso sia capace non di “liquidare” la Federazione, che così com’è è molto labile, ma renderla uno strumento per giungere al più presto al Partito comunista Ricostruito. L’assurda proposta di Ferrero di Una Rifondazione comunista che sia di Rifondazione della Rifondazione, mi astengo dal commentarla! L’altra questione quella delle politiche delle alleanze e del subordinati (come Fds o come Pdci) al Pd, non mi risulta. Prc non voleva Bonino! Vi risulta che noi siamo stati i promotori? Insieme, abbiamo subito una scelta ed abbiamo deciso di subirla! Potevamo insieme, fare i contrario. Ma lo gridiamo oggi, dopo che molti compagni, e forse noi stessi, non abbiamo dato il consenso alla Bonino…e non per motivi antiRadicali! Tutto il resto, parlo del Lazio che conosco bene, mi sembra una accusa (l’accondiscenza al Pd) risibile e ridicola. Ho in mente tre esempi: in Regione, la nostra opposizione – Fds, Prc, Pdci – si esprime con massima autonomia politica e spesso disgiunta dalle posizioni del Pd. Alla Provincia di Roma, siamo assenti e non mi risulta nessun “sottobanco” da parte di Fds o Pdci o Prc per giocare a farsi includere nel governo guidato dal Pd! In provincia di Latina, c’è uno splendido esempio di un compagno assessore Pdci nel comune di Cori, Fausto Nuglio, che fa piacere solo a ricordarlo di come riesce a dare un volto di sinistra, con scelte individuate dal programma dei comunisti (prc, pdci) governando non supinamente a nessuno! Gli esempi dei Castelli li conoscete bene anche voi e non li cito….Genzano etc… Di fronte a tutto ciò, ha senso ignorare la proposta semplice, contenuta nel congresso Pdci? Sciogliere immediatamente Pdci e Prc, e altri comunisti organizzati che lo vogliano, per simultaneamente Ricostruire il Partito Comunista. Quale ostacolo di contenuto esiste? Nessuno. Quale ostacolo di opportunaità di fase storica e di analisi politica e sociale esiste? Nessuno. Quale ostacolo soggettivo, delle forze interessate esiste? Il Pdci, ha detto siamo pronti ora! Rifondazione ce la fa a dirsi pronta ora? A voi il potere decisionale. Un abbraccio comunista, maurizio aversa

    • Credo che Rifondazione Comunista sia prontissima e disponibile ad accogliere i compagni del Pdci che nel ’98 fuoriusciorono e, in questo modo, ricostruire un più forte partito comunista. Marco Bizzoni

    • Caro Maurizio,
      Condivido alcun tue osservazioni,quali per esempio: “perchè non creare un Partito Comunista unico?”.
      Ma il problema non è il se..ma il quando.
      Nel secondo documento vengono giustamente citate le parole di Gramsci:
      “(…) Noi abbiamo sempre ritenuto che dovere dei nuclei comunisti esistenti nel Partito (socialista – NdR) sia quello di non cadere nelle allucinazioni particolaristiche (problema dell’astensionismo elettorale, problema della costituzione di un partito “veramente” comunista) ma di lavorare a creare le condizioni di massa in cui sia possibile risolvere tutti i problemi particolari come problemi dello sviluppo organico della rivoluzione comunista. Può infatti esistere un partito comunista (che sia partito d’azione e non accademia di puri dottrinari e di politicanti, che pensano “bene” e si esprimono “bene” in materia di comunismo) se non esiste in mezzo alla massa lo spirito di iniziativa storica e la aspirazione all’autonomia industriale che devono trovare il loro riflesso e la loro sintesi nel Partito comunista?”
      Ti chiedo obbiettivamente se allo stato attuale l’unione delle nostre forze,sia l’unione di due forze o di due debolezze?
      A che pro creare un partito comunista che sia la fusione di quella che già era in gran parte, Rifondazione Comunista?
      Che vantaggio da questa fusione fredda?
      Piuttosto sarebbe letta come l’ennesima operazione di dirigenze,verticistico,nulla che abbia spinta propulsiva della base.
      Quello che viene (o non viene,come dici tu) esplicitato nei vari documenti é un concetto importantissimo: se davvero vogliamo pensare al futuro di un partito forte a sinistra, prima di tutto dobbiamo diventare una forza calamitante per gli altri, e questo lo si può fare o non fare soprattutto con le risposte sul campo.
      Ti ribadisco non è il se, ma il quando e ti aggiungo, con quali modalità?
      Perchè mai, allo stato attuale, le galassie dei partiti mini-comunisti dovrebbero essere attratte verso di noi? Quale sarebbe la prerogativa per cui noi saremmo “i meglio comunisti”, rispetto ai compagni di Sinistra Critica o del PCL o così via?
      O riteniamo forse che la gente leggendo Partito Comunista per effetto nostalgico dovrebbe avvicinarci o votarci?
      Io sono sempre stato per l’Unione Comunista, ma non si può riprodurre un passaggio fotocopia alla Sinistra Arcobaleno, con direzione opposta ma modalità identica.
      Così arrivo anche al PD, che ricordiamo con l’operazione Veltroniana (insieme alla Sin Arc) ha provveduto a distruggere la sinistra italiana spostando l’asse della politica a destra, con un out-out dato all’elettorato e favorito dalla legge elettorale.
      Dove in alcuni tratti il PD poteva essere rappresentato come un partito social-democratico e con il quale era ancora possibile un dialogo, siamo arrivati (come per loro stessa ammissione) alla costituzione, negli ideali e nell’azione politica, di un partito liberale, con il quale discutere è quanto mai difficile e a volte anche deleterio.
      Non escludo, in special modo nelle politiche locali, lì dove un dialogo è possibile, un sostegno e un’alleanza, ma nelle politiche nazionali il PD è quanto mai lontano dalle nostre istanze (TAV, beni comuni, sottomissione alla BCE, guerre,ecc).
      Il fatto di appoggiare, poi non appoggiare, appoggiare un pochino,appoggiare ma…..non regge più.
      Dobbiamo essere capaci di scendere in piazza e recuperare il dissenso e le lotte che stanno tornando a essere forti.
      Se non saremo in grado d’intercettarli, ci ritroveremo i grillini, magari pure gli indignados in parlamento, ma non con noi, non al nostro fianco.

      Con sempre tanta stima
      Flaviano Marrucci
      Segretario PRC Marino

    • Carissimo compagno Maurizio,
      ti ringrazio per il tuo augurio di riuscire a trovare nelle fasi del nostro congresso una partecipazione ed uno spirito che riesca a superare le difficoltà sin qui incontrate e che possa emergere soprattutto una proposta forte di costruzione a sinistra di una risposta anti-capitalistica che riesca a riunire tutte i movimenti e le fronde del comunismo. Mi è inoltre di grande conforto sapere che sin da ora il Partito dei Comunisti Italiani condivide la nostra analisi del momento congiunturale perché non è altro che un ulteriore sprone a proseguire verso la strada corretta di proposta politica che stiamo perseguendo insieme. Non condivido il tuo discorso sull’analisi delle scelte politiche, come ben sai è nel confronto dialettico che si giunge ad una corretta costruzione politica e se qualche compagno ha sollevato dubbi, sulla FdS o su alcune alleanze, tali questioni, fammi dire minoritarie, non sono neanche da prendere in considerazione di fronte al lavoro di coordinazione e coesione che stiamo affrontando. In quest’ottica sorvolerò sul tuo classificare, ma sono convinto perché alimentato da una sana volontà dialettica, in maniera poco elegante la proposta di Ferrero come “ridicola”; toni di questo tipo di sicuro gettano benzina su antiche ed ormai superate conflittualità, le stesse che te stesso vorresti veder superate. Devo dissentire sulla lettura da te data sui nostri documenti, dovuta indubbiamente dal naturale entusiasmo che vi ha condotto a dichiarare di essere pronti a sciogliere il vostro partito per ricreare di nuovo un unico partito dei Comunisti; sono lieto di questa vostra scelta e la porta di Rifondazione Comunista è sempre aperta per voi, anzi spalancata, visto che ciò che ci disunì e causò la scissione si può ormai considerare pienamente superato.
      Noi tutti di Rifondazione Comunista non possiamo che esprimere soddisfazione alla ritrovata unità dei comunisti in Italia e al rinnovato spirito del 1991 che portò alla nascita del Partito della Rifondazione Comunista come partito anti-capitalista e neo-comunista.
      Saluti rossi Marco PRC Marino

  2. Cari compagni, torno brevemente. Mi sembra che abbia sollecitato (sto agli scritti, di chi non ho saputo non posso dire) due tipi di posizioni politiche circa la Ricostruzione del Partito Comunista. Mi pongo, di fronte a voi in modo estremamente laico, abbandonando perfino, un malinteso “orgoglio di appartenenza”, pure legittimo. E vedo: da un lato chi è molto possibilista, ma non in questo tempo. E un altra posizione che dice: si posiamo farlo eccoci, venite. Non mi sembra, che tra forze equivalenti debba prevalere l’atteggiamento di chi entra in chi! Non so se altri l’abbiano mai fatto, non credo: ma vi prego di fare una accurata indagine e verificare se mai chi la pensa come sto dicendo, abbia mai detto sciogliete rifondazione e venite qui! Non è questo che può diventare l’ostacolo miope e molto molto soggettivo. Cioè, eventualmente, una scelta o non scelta, fatta molto molto per responsabilità di compagni che non si attengono ad un “ragionamento” politico fatto di analisi, di programma, di proposte di lotta e di guida unitaria nella società. Che riproponga – ciò che ora manca in senso forte – una emancipazione sociale ed una direzione diffusa (con lavoratori, intellettuali, giovani, donne, etc) anticapitalista per la costruzione di una società socialista e comunista. Quel soggetto, quella organizzazione, quel partito (di questo si tratta) prima possiamo proporlo come reale, come “forza”, prima rispondiamo al nostro ruolo, non di singoli individui, non di singole correnti di pensiero, non di singole minime organizzazioni (che si interrogano un giorno si e uno no sulla propria capacità di sopravvivenza) ma di generale, collettivo, “imperativo” storico, politico e sociale; prima potremo offrire (con mille errori e mille problematici rapporti, figuriamoci…) soluzioni ai più emarginati, ai senza futuro, ai senza lavoro, ai lavoratori iperprecarizzati, ai giovani. Ecco, sia i compagni, che con intento positivo pensano a “riaccorpare” un distanziamento avvenuto (falso, almeno nel mio caso. Non sono mai stato in rifondazione. Sto nel pdci. Non sento traumi nella proposta di scioglimento di rifondazione e pdci per Ricostruire un Partito Comunista); sia i compagni che vorrebbero aspettare non si sa quali “migliori condizioni” (ma non sono le organizzazioni, i partiti, i comunisti organizzati, che, rifiutando l’attendismo, indicano una originale via per dare comunque risposte a società e lavoratori e giovani senza futuro?), forse dovrebbero mettere in conto non tanto di POTER rispondere, ma di DOVER rispondere. Sapendo che da queste risposte, non dipende una maggiore o minore adesione al nostro punto di vista attuale, ma dipende una POSSIBILITA’ concreta per mettere nelle mani dei cittadini, dei compagni, lo strumento Partito Comunista, per organizzare lotte, costruire programmi, attivare cultura alternativa ed eventualmente anche partecipare a battaglie elettorali, mai così poco significative come in questo momento (per noi tutti). Un abbraccio comunista, maurizio aversa

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