Roma 15 ottobre: il corteo di chi non ci sta!!

Sul 15 ottobre urge un’analisi politica

Compagne e compagni come gran parte di voi anche noi abbiamo partecipato alla manifestazione del 15 ottobre a Roma e come tutti voi abbiamo visto quale sia stato l’esito della protesta, cancellata e nascosta dagli scontri che pochi (si parla di 500-1000 manifestanti) violenti hanno avuto con la polizia.
Rifondazione Comunista era fra i promotori e gli organizzatori della manifestazione e ci sembra corretto nei vostri confronti, e nei confronti di tutta la gente che ci segue ed ha seguito la manifestazione con la speranza di cambiamento, darvi il nostro punto di vista, non dei fatti in se per se a causa della parzialità soggettiva di quanto noi compagni abbiamo potuto documentare, ma di ciò che ha significato la manifestazione, e gli atti di violenza consumatesi, e quale analisi critico-politica possiamo estrapolare.
Comprendere la violenza: come partito che si batte per l’emersione delle rivendicazioni delle fasce più sfruttate e depresse del nostro paese e del mondo intero in un contesto politico ampiamente democratico non possiamo non condannare gli atti di violenza perpetrati sabato a Roma da questi individui, in virtù della nostra vocazione d’altronde non possiamo esimerci dall’aprire una profonda riflessione per comprendere la natura di questi atti e di inquadrare in maniera chiara ed assoluta le persone che gli hanno compiuti.
Stiamo parlando di violenti spontanei? Di una nuova deriva organizzata delle fasce estreme della nostra ideologia? Di infiltrati? Ad oggi ancora non possiamo dirlo ma lo dobbiamo comprendere per poter impedire nuove manifestazioni di questa categoria di individui e lavorare tutti insieme per  mutare la loro violenza distruttiva in una volontà costruttrice di un’alternativa al sistema finanziario-capitalistico da ricondurre in seno a noi o ai movimenti pacifici e democratici con cui abbiamo condiviso l’organizzazione e lo spirito della manifestazione e della lotta.
Reagire con l’aggregazione: è necessario pertanto reagire agli scontri, al fumo levatosi dalla voce ruggente della violenza per coprire l’alternativa sociale al mondo del capitalismo e del liberismo, per sottolineare e ribadire con maggiore forza quali siano le nostre idee, i nostri ideali e come sia necessario, soprattutto in questi momenti, costruire una linea comune, unita ed organica, fra i partiti della sinistra,fra coloro che rigettano le istanze liberiste in todo, i movimenti anti-capitalistici e la società civile e non allineata al “pensare comune” che sabato in piazza ha mostrato il volto più bello dell’Italia che non ci sta a veder scomparire diritti e futuro.
Unità ed organicità sono le parole che devono guidare noi compagni a cui è affidato l’obiettivo di rinsaldare le fila della protesta civile ed impedire in futuro le infiltrazioni, di qualsiasi natura, che possano sovvertire gli scopi della nostra lotta.
Maggiore chiarezza: attendiamo domani quando il Ministro dell’Interno Maroni riferirà in Senato sull’operato della polizia e sospendiamo sino a quel momento qualsiasi giudizio perché vogliamo comprendere quale sia stata la strategia delle forze di polizia durante la manifestazione perché se è vero che il loro operato  ha sicuramente salvaguardato il corteo da derive “genovesi” che ancora rievocano orrori nei nostri occhi da un altro punto di vista riteniamo sia corretto esporre alla popolazione come siano avvenuti i fatti perché dobbiamo comprendere come sia stato possibile lasciare la piazza nelle mani di una minoranza violenta per ore e non riuscire a garantire la normale prosecuzione e conclusione della manifestazione pacifica nei luoghi destinati.
In conclusione vogliamo lasciarvi con le immagini del corteo, dei suoi colori e della gioia della gente nel riconquistare la sua voglia di manifestare e di scendere in piazza per i propri diritti; vogliamo che queste siano le immagini che restino nei nostri, e vostri, occhi perché la lotta e la proposta anti-capitalista passa per i volti di queste persone, nel loro disagio e nelle loro aspettative e nessun atto violento potrà mai cancellare questa volontà di cambiamento che non può che passare anche attraverso la nostra partecipazione e la nostra presenza perché come diceva Berlinguer
Il comunismo è la trasformazione secondo giustizia della società.
Annunci

Contribuisci con la tua opinione

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...