L’Ulivo non darà frutti

Compagni avrete sicuramente letto in questi giorni della felice ritrovata sintonia delle forze democratiche e liberali che prendono il nome di centro-sinistra.

Alla festa dell’IdV il trittico lib-dem Bersani, Di Pietro e Vendola hanno stretto una prima parvenza di “Nuovo Ulivo” per promuovere la loro scalata al governo di questo povero derelitto paese, devastato da anni di malgoverno berlusconiano.

“Meglio così!” direte voi, NON CI POTEVA ESSERE SCIAGURA PEGGIORE diciamo noi (se escludiamo ovviamente il centro-destra e Berlusconi !!) : le proposte finora avanzate da queste forze centro-riformiste sono parimenti inadeguate per poter far riprendere l’Italia, e soprattutto gli italiani, da una crisi PRETTAMENTE FINANZIARIA E CAPITALISTICA che la sta strangolando da anni. <more>

Con i loro programmi scritti da economisti e finanzieri fuoriusciti dalle torri d’avorio (come la Bocconi di Milano) ripropongono il vecchio e malato sistema socialdemocratico di concertazione con la finanza e il capitale per riuscire a strappare, e solo momentaneamente compagni, una manciata di “diritti” per i lavoratori come fossero un’elemosina gettata con indifferenza e disprezzo.

sinistra

La questione oggi non è se ridurre le pensioni, mettere la patrimoniale o alzare l’IVA: queste sono problematiche nazionali che hanno sì la loro importanza ma non risolvono il problema di fondo, sono solo “pezze” per contrastare l’inevitabile BANCAROTTA e distruggere altri nostri diritti.

La questione oggi, come ieri, è LA LOTTA AL CAPITALISMO sia esso sfrenato o ammorbidito da venti liberal-democratici, al concetto del “mercato libero” e del “lavoro flessibile”, bestemmie che ci hanno schiavizzato e ci hanno depresso come paese, come persone e come classe sociale.

La nostra soluzione al problema è cancellare questo sistema, impiantarne un altro in cui non sia il capitale ma la forza lavoro il traino dell’economia, in cui sia la società lavoratrice a fare le scelte perché cari compagni il CANCRO DELLA CRISI non si cura se non sradicandolo nel profondo.

Ma il “Nuovo Ulivo” non vuol dispiacere a industriali e capitalisti, che ormai fanno parte di questi partiti, non vuole ribaltare il sistema ma proporre l’ennesima via dolce al capitalismo, l’ennesima scelta che porterà all’ennesima crisi e QUESTO PER NOI E’ INACCETTABILE!!

Ecco perché non siamo stati chiamati a far parte dell’Ulivo, ecco perché alle elezioni verremo isolati, perché non ci pieghiamo alle logiche liberiste, ai modelli macro-economici che considerano le persone numerini e dei pezzi di carta chiamate azioni più importanti degli esseri umani perché

NOI VOGLIAMO LA FINE DI OGNI CRISI, VOGLIAMO LA FINE DEL CAPITALISMO E LA VITTORIA DEI LAVORATORI.

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